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22 agosto 2017

In difesa del Sindaco di Treviso Giovanni Manildo

Categoria: Persone - Tags: Giovanni Manildo, sindaco treviso, lega, Gentilini, francesco benazzi

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Mario Marangon | commenti |

Non voto dal 1995 cioè dalle elezioni per il Governo Prodi dell’Ulivo. Fino a pochi anni fa ero di sinistra e per sinistra intendo quella della III Internazionale, quella social-democratica, quella di alcuni Paesi del Nord Europa. Quella di Saragat, che invece di fargli un monumento, credo sia passato come un Presidente dedito all’alcol. Del PSDI se non fosse stato un piccolo partito con alcuni affiliati alla P2 di Gelli sul quale intento della Loggia la Relazione di Tina Anselmi ha detto tutto.

 

Poi attivo per circa 15 anni nel PCI di Berlinguer e il suo estremo sforzo di condurre un partito con frange sediziose nell’alveo della democrazia e senza doverlo consegnare ad una banda di ladri organizzati da Bettino Craxi. Quel PCI che è stato quanto di meglio abbia avuto l’Italia in materia di riforme e di tutela del lavoro. Tutta roba cancellata dal “rottamatore” Renzi con la promessa di far ripartire l’economia e l’occupazione. Poi la Bolognina con un ingenuo Occhetto che mentre prendeva giustamente atto che il mondo era cambiato non aveva capito di infilare una strada che l’avversario politico avrebbe un po’ alla volta snaturato la tradizione del PCI sino al PD, cioè al Partito Democratico. Poco prima era PDS, Partito Democratico di Sinistra, ma poi rinunciò ad una vaga fisionomia di sinistra cambiando nome e politica. La mazzata finale al PD gli arrivò da Berlusconi che a modo suo, cioè con il monopolio dei media, attribuì al PD l’etichetta di “sinistra” costringendolo il PD stesso a scivolare di giorno in girono molto lontano da qualcosa che fosse vagamente di sinistra. Nanni Moretti suggeriva a D’Alema di “dire qualcosa di sinistra” ma l’astuto D’Alema sapeva che dire qualcosa di sinistra voleva dire solo perdere voti. Lunga premessa che ha annoiato anche me, ma che andava fatta per creare un contesto sia pure cursorio.

 

Arrivo al punto. Un giornale locale ha dato un voto pari a 6 al Sindaco Manildo. Una sufficienza che di solito si usa con un “massì… chiudiamo un occhio perché tanto lo bocciano il prossimo anno”. E in effetti può essere che il riottoso Francesco Benazzi, che viene dal Consiglio DC di Mazzarolli, sbanchi su un PD a rotoli. Gentilini al quale è stata dedicata la mostra su Tutankhamun dubito possa riavere la Stella di Sceriffo della Contea. Il 6 a Manildo per certi aspetti ci sta, ma per altri aspetti gli darei un 8 senza esitazione. Preciso che chi scrive è stato inculato a fuoco sia da Gentilini che da Manildo, e non è parte in causa nemmeno come votante. Il Sindaco merita un ottimo voto e per tante ragioni. Prima di tutto perché non ha perso la sinistra poiché il PD è un “partito democratico” i cui stessi membri si credono di sinistra perché i media di Berlusconi ha convinto anche loro. Quindi come “democratico” il voto è ottimo. E’ anche ottimo perché la macchina amministrativa che il Sindaco ha trovato era almeno per l’80% di Fede Leghista compreso l’intero settore chiave dei lavori pubblici. Pochi i vincitori di un pubblico e pulito concorso esterno, ma molti assunti durante l’Ombra Longa. E come Ente Politico Amministrativo se gli amministrativi, una parte di loro, invece di servire lo Stato sbagliano Bandi di gara elementari che tanto poi la figuraccia la fa il Sindaco… che dire?

 

Ottimo voto a Manildo per quanto riguarda la compagine interna di Giunta e Consiglio. In Consiglio c’è stata la “diaspora” che non di rado gli votava contro. Credo anche una espulsione dal Partito. Una Segretaria che in occasione della zuffa delle Regionali per tenere unito il partito ha rinunciata ai propri voti mettendo in lista altri pretendenti - e con il senno di poi ha fatto la scelta giusta. Ottimo voto anche sul gay pride che il Sindaco non voleva ritenendo vi fossero problemi più urgenti, ma che il sindacato ha voluto per favorire il settore della ristorazione. Flop di partecipanti, flop della ristorazione, flop del pernottamento. Ottimo voto sulla vicenda Goldin in cui gli intellettuali di Treviso hanno ingaggiato una faida tra Guelfi e Ghibellini tanto che Goldin è andato a Vicenza (o Ravenna?).

 

Ottimo voto anche per essere andato, Manildo, a viso aperto all’assemblea pubblica organizzata contro di lui insieme a Goldin. Si dice, ma pare un falso, che dal Palco qualcuno abbia anche chiesto “Gesù o Barabba?”. Ottimo voto anche sulle Panchine Cimiteriali. Ottimo voto anche per la nomina ad Assessore della Signora Tazzer con la delega del recupero dei quartieri -questi sì luoghi cimiteriali. La Tazzer farà un flop clamoroso, ma almeno il Sindaco ci prova anche perché -se ricordo bene- era una priorità del programma elettorale. Ottimo voto sulle Casse Comunali che pagano in gran parte i mutui contratti da Gentili -come il successore di Zaia pagherà il mutuo della Pedemontana. Pessimo voto, invece, per essere a favore della scuola pubblica e portare i figli al “Carmen Frora”.

 

Pessimo voto per aver partecipato ad “raduno” degli ex Allievi del Pio X con un abbraccio a Gentilini. Insomma, tenuto conto che il PD è un “partito democratico” e che il fatto che sia di sinistra è un’invenzione di Berlusconi che agisce su un immaginario collettivo di "paura"  (vale la pena ricordare che Berlusconi ha vinto due elezioni dicendo si "voler salvare l'Italia dai comunisti) e tenuto conto del “contesto” in cui il Sindaco ha governato, il 6 forse è strizzare l’occhio al probabile cambio di guardia a Ca’ Sugana, ma il Sindaco Manildo credo che più di così non potesse fare. Anzi. Mi ripeto: non è il mio Sindaco, non l’ho votato e non lo voterei, ma la la Gogna non se la merita. Se Treviso vuole smarcarsi dai luoghi comuni e ri-cominciare davvero una “seconda primavera” vanno rivisti i fatti con oggettività (oggettività... forse con serietà... l'oggettività è tale solo raramente anche nella scienza) e inseriti, i medesimi, nel giusto contesto.



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