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19 marzo 2019

Italia

Diffamazione, sì unanime in Commissione

Niente carcere, rimangono le sanzioni

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ROMA - La commissione Giustizia del Senato ha approvato il testo che riforma la diffamazione a mezzo stampa, votando all'unanimità il mandato al relatore. Il testo esclude la carcerazione per il giornalista e fissa un arco di pene pecuniarie da 5 mila a 100mila euro a seconda della gravità del fatto e della diffusione dell'organo di informazione. Il ddl sarà in aula domani, anziché oggi, in quanto necessita di qualche messa a punto, è stato precisato al termine dei lavori. In mattinata inizierà la discussione mentre il termine per gli emendamenti è fissato per le 12. Le votazioni inizieranno nel pomeriggio e il voto finale si prevede per giovedì.

Nel testo approvato dalla commissione Giustizia (relatori Filippo Berselli del Pdl e Silvia Della Monica del Pd) si stabilisce che le nuove norme che puniscono il reato di diffamazione a mezzo stampa riguardano anche le testate giornalistiche che abbiamo anche un'edizione on line. Sono state escluse le altre testate diffuse esclusivamente in rete: "E' una riflessione di cui potrà farsi carico l'aula", ha detto Della Monica.

Il relatore del Pd ha anche reso noto che, intervenendo sulla diffamazione a mezzo stampa, non si poteva lasciare il carcere solo per la diffamazione comune, quella compiuta da qualsiasi cittadino, e quindi la detenzione è stata eliminata anche in questo caso.

E' stato ritirato, invece, l'emendamento di Giacomo Caliendo (Pdl) cosiddetto 'anti-Gabanelli', che mirava a rendere nulle le clausole contrattuali a tutela dei giornalisti, anche collaboratori e free lance, che addebitano all'editore il risarcimento sollevando il giornalista dalla responsabilità civile. "Caliendo l'ha ritirato quando ha visto che la commissione era contraria, ma non è escluso che lo ripresenti in aula", ha detto Felice Casson.

(Adnkronos)

 

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