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18 dicembre 2017

Conegliano

Dipendenze giovanili, 300 iscritti al servizio di sostegno su Whatsapp

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CONEGLIANO - Trecento utenti iscritti e oltre 750 messaggi inviati ai gruppi di cui fanno parte: questo il bilancio del primo periodo di attività del progetto “WhatSappiamo”, gestito dal Centro per le Dipendenze Giovanili dell’Ulss 2 - Marca Trevigiana.

 

Inaugurato in via sperimentale a maggio 2016 il servizio di messaggistica tramite whatsapp ha riscosso grande successo: “Abbiamo attivato gruppi distinti per le varie tipologie di utenza, a ognuno dei quali inoltriamo regolarmente messaggi mirati sulle tematiche di interesse - sottolinea Michela Frezza, direttore del Servizio per le Dipendenze - I gruppi più gettonati sono stati quelli dedicati, rispettivamente, ai genitori con figli adolescenti, agli studenti, alle persone con problemi di dipendenza. Attraverso whatsapp, dunque, i partecipanti ai vari gruppi hanno potuto ricevere sistematicamente dei reminders, vale a dire brevi messaggi di testo, utili sia per “rispolverare” quanto trasmesso nei nostri incontri, sia per rinforzare i comportamenti positivi”.

 

“Sono stati più di un centinaio i genitori che si sono iscritti al gruppo whatsapp loro dedicato - spiega Carlo Cenedese, responsabile del Centro per le dipendenze giovanili di Parè - dimostrando di ritenere molto utile questo appuntamento fisso (i messaggi vengono spediti ogni venerdì) che li aiuta a rivedere le proprie prassi educative e sperimentare nuove strategie nel rapporto con i figli adolescenti. Oltre che con i genitori abbiamo ottenuto un buon successo anche con il gruppo rivolto agli studenti delle scuole superiori selezionati attraverso i percorsi di peer education realizzati in tutti gli istituti del territorio. Gli studenti, oltre agli sms, hanno ricevuto anche informazioni, statistiche e video con messaggi preventivi circa la problematica dell’abuso alcolico tra i giovani. I partecipanti ai corsi per smettere di fumare hanno ricevuto, invece, numerosi messaggi motivazionali durante lo svolgimento del corso a supporto del loro impegno nella dismissione dell’abitudine al fumo di tabacco.

 

“L’efficacia del nuovo mezzo comunicativo – anticipa il direttore generale, Francesco Benazzi - ha convinto gli operatori a sviluppare ulteriori forme di utilizzo: si è già pensato di utilizzare il servizio di messaggistica whatsapp a sostegno dei programmi di prevenzione a favore degli studenti delle scuole superiori, in particolare a integrazione di un intervento di prevenzione del gioco d’azzardo problematico“.

 

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