19 luglio 2019

Treviso

Django si mobilita, sabato in piazza dei Battuti contro l'amministrazione

Mobilitazione del centro sociale in difesa del progetto di autogestione e delle attività realizzate all'ex caserma Piave

Isabella Loschi | commenti |

TREVISO - Il centro sociale Django scende in piazza per difendere l’autogestione e le attività avviate all’interno dell’ex caserma Piave.

Sabato 12 gennaio, alle 16, Django ha organizzato un presidio in piazza Santa Maria dei Battuti, aperto alla cittadinanza e, di fatto, contro l’amministrazione comunale, che nelle ultime settimane ha emesso una serie di diffide dall’usare gli spazi all’interno dell’ex caserma, dove Django organizza periodicamente concerti ed eventi, ritenendoli inagibili.

“Nelle ultime settimane nella nostra città stiamo assistendo a un continuo attacco, da parte dell’amministrazione comunale, contro una delle più significative esperienze di autogestione e di rigenerazione urbana della città di Treviso - spiegano i ragazzi di Django - L’attacco avviene non a caso nel momento in cui la neo giunta di Treviso inizia a muovere i primi passi per ripristinare lo Status quo precedente. Ce la ricordiamo? Servizi sociali inesistenti, razzismo sessismo e omofobia istituzionali, cementificazione selvaggia, zero spazio ai processi culturali, zero spazi. Creare l’opposizione sociale al ritorno alla barbarie è una necessità che dobbiamo assumere in tanti. Perché quella barbarie significa più povertà, più sofferenza, più inquinamento, più malessere, più solitudine. Lanciamo quindi un presidio, il 12 gennaio, una chiamata collettiva per rispondere a chi ci vorrebbe zitti e docili. Noi siamo Django”.

“Django - continuano - è una comunità aperta e che vuole essere il più inclusiva possibile. Una comunità che crede nella potenza della solidarietà e della cooperazione, e che costruisce ogni giorno percorsi di opposizione conflittuale a un modello che ci vorrebbe divisi e soli, vittime inermi dello sfruttamento a livelli differenziali, dello smantellamento della scuola, della devastazione del nostro territorio e dell'intolleranza. Il problema per la giunta è il fatto stesso che esista Django, uno spazio libero, una realtà che non saranno mai in grado di governare e sottomettere”.

"L'attacco della giunta è un attacco politico a tutta la nostra comunità, a un progetto politico che coinvolge tanti e diversi per età, provenienza, professione, genere e sensibilità: ci sono i contadini del Mercato Genuino Clandestino, ci sono i migranti dell’Opificio Talking Hands, ci sono le signore dello Spazio Bru, i volontari del progetto Caminantes, gli aderenti al Gas e la Bottega di resistenza alimentare, le centinaia di persone che frequentano Django”.

 



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Isabella Loschi

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