25/09/2017quasi sereno

26/09/2017quasi sereno

27/09/2017quasi sereno

25 settembre 2017

Lavoro

Dominici (FPA): "Con Pa raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile".

AdnKronos | commenti |

Roma, 20 apr. (Labitalia) - "La pubblica amministrazione deve portare il Paese verso obiettivi di sviluppo sostenibile". A dirlo, in un'intervista a Labitalia, Gianni Dominici, direttore generale di FPA, azienda che organizza il Forum Pa, che si terrà dal 23 al 25 maggio a Roma. "Abbiamo bisogno -spiega- di una pubblica amministrazione moderna, efficace, efficiente, ma che porti il Paese verso gli obiettivi importanti. E' evidente che quando parliamo della crisi che stiamo attraversando non è solo congiunturale, ma di modelli". "Abbiamo bisogno -chiarisce- di immaginarci un Paese nuovo, crediamo che il tema della sostenibilità sia in questo momento il filo rosso che lega a sé gran parte dei governi occidentali. Per questo, la Pa ci deve aiutare a raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, promossi dall'Onu e da raggiungere entro il 2030".

"La Pa -sostiene- deve svolgere un ruolo importante nel fornirci gli strumenti e le opportunità e metodi per raggiungere questi obiettivi. Per questo, dobbiamo mettere la Pa al centro e ancora prima il Paese con le sue necessità". Ma la Pa è fatta anche di persone, rimarca, "che possono e devono crescere". "I dipendenti pubblici -ammette Gianni Dominici- si possono rendere più efficienti formandoli e rendendoli partecipi degli obiettivi e dei cambiamenti in atto. Quando si parla di Pa, parliamo di un esercito di persone che hanno mediamente un'età di circa 54 anni e che vengono formate per mezza giornata l'anno, contro i colleghi francesi e inglesi che passano 8-10 giorni a studiare e a far crescere le loro competenze".

"Quindi -ribadisce- se vogliamo cambiare la pubblica amministrazione dobbiamo cambiare soprattutto la cultura di chi ci lavora tutti i giorni, motivandoli e dandogli la possibilità di crescere e di emanciparsi verso obiettivi condivisi". "Crediamo che -fa notare il direttore generale di di FPA- in questo momento uno dei mali della Pa sia questo atteggiamento di difesa per cui chi lavora, sia a livello di dirigenza che impiegatizio, è giudicato non per quello che fa, ma magari perché lo fa male. Si è sviluppata una cultura che noi abbiamo chiamato 'burocrazia difensiva', che tende a rallentare e annullare qualsiasi voglia di cambiamento e di innovazione".

"La Pa -afferma- ha bisogno di nuovi modelli, non si tratta semplicemente di migliorarla; sicuramente la riforma Madia ha portato sì dei miglioramenti, ma in una logica di miglioramento 'incrementale'. Invece, in questo momento ci vuole un cambiamento radicale, anche in riferimento a nuovi modelli. Un esempio è la sharing economy: la Pa non deve essere solo ente regolatore, ma dovrebbe essere soggetto partecipe di questa rivoluzione della condivisione".

"Ad esempio -ricorda- stiamo partecipando alla stesura di una legge di iniziativa parlamentare dove alla Pa viene data la possibilità di usare gli strumenti della sharing economy".

"Una Pa -rimarca Gianni Dominici- laddove non usa le risorse fino in fondo le potrebbe condividere con i cittadini o con altri enti. Ad esempio, il parco macchine il sabato e la domenica non viene utilizzato? Perché non metterlo a disposizione, ovviamente a pagamento, dei cittadini. E' una rivoluzione, certo, ma è evidente che abbiamo bisogno di nuovi strumenti, nuovi metodi proprio per trovare nuove soluzioni a problemi antichi".

 



AdnKronos

Commenta questo articolo


Ricerca Lavoro

Cerchi lavoro? Accedi al nostro servizio di ricerca. Seleziona tipologia e provincia e vedi le offerte proposte!


Cerca ora!

vedi tutti i blog

I sondaggi - Vota

L'Italia vuole dare il visto umanitario ai profughi per potersi muovere in Europa. Sei d'accordo?
Partecipa al Sondaggio

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.920

Anno XXXVI n° 16 / 14 settembre 2017

NO. AL CANSIGLIO PRIVATO

Ecologisti in sciopero della fame contro le delibere regionali. La vendita dell’ex hotel San Marco, a loro giudizio, potrebbe de-statalizzare l’altopiano e la foresta. Un pericolo, per il territorio. E per la gente

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×