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24 giugno 2019

Oderzo Motta

Dopo 50 anni, Flavio Tilotti lascia il “banco del formàjo”

Storico volto del mercato di Motta va in pensione

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MOTTA DI LIVENZA - Era conosciuto praticamente da tutti. Durante la fiera Mottaflor del 31 marzo ci ha salutato un volto storico dei mercati del Veneto Orientale. Infatti dopo oltre 46 anni di attività, Flavio Tilotti lascia il suo celebre “banco del formàjo” e va in pensione.

 

Dopo il diploma di geometra, ha iniziato l’attività nel 1972 con la società di di vendita di prodotti caseari “Samassa & Tilotti”. Dal 1991 la scelta di mettersi in proprio con “Formaggi tipici Tilotti”. Era sempre presente nei giorni di mercato a Motta, Oderzo ma anche Portogruaro e Concordia Sagittaria, ossia i mercati più importanti della zona.

Mottense doc, sempre accompagnato dalla moglie Ivana (con lui dietro al banco negli ultimi nove anni), Flavio ha lavorato fino all’ultimo giorno con la stessa passione. «Questo mestiere è stato la mia vita, mai perso nemmeno un giorno di lavoro».

 

Quali le sensazioni in questo momento?

«Non mi sono ancora reso conto, essendo io sempre stato abituato a lavorare. Fortunatamente la passione della moto non mi lascia, per questo ora che ho un po’ di tempo in più intendo viaggiare, magari in quei posti che ho sempre desiderato visitare. In pensione ci sarei andato a dicembre, ma fino a domenica ho affiancato i due ragazzi che hanno rilevato la mia attività (oggi l’azienda si chiama “Chei del Furmai”, nda) e che continuano a garantire la presenza del banco nei mercati a cui partecipavo».

 

L’hanno salutata in tanti…

«E continuano a farlo, anche nei social, come si usa oggi. Il valore del lavoro è stato importante, ma posso dire che ancor più importante è stata la dimensione umana di questa attività. Ormai non avevo clienti, ma veri e propri amici che comprando qualche prodotto si fermavano a fare due chiacchiere. Questa è la cosa che mi rimarrà impressa maggiormente».

 

Com’è cambiato il mercato in questi ultimi anni?

«Nella qualità. Una volta, parlando della mia attività, poteva andar bene un po’ tutto. Oggi invece è necessario garantire un prodotto all’altezza. Altrimenti il banco verrà scartato dai clienti. Questa è stata la sfida che abbiamo accettato giorno dopo giorno».

 

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