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20 ottobre 2017

Nord-Est

Dopo averlo condannato, Zaia apre allo ius soli

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VENEZIA - Dopoa ver difeso a spada tratta lo "ius sanguinis", il presidente del vento leghista torna un po' sui suoi passi. E differenzia: per qualcuno, va bene anche lo ius soli. "Il vulnus sono i bambini figli di immigrati inseriti in un progetto e che già vanno a scuola, non si può pensare che diventino italiani solo quando, dopo i 10 anni previsti dalla legge, sono già alle scuole medie". Lo ha detto Luca Zaia, Presidente del Veneto, sul jus soli e la cittadinanza italiana. "Sono contario al tema ius soli coram populi - ha aggiunto Zaia - cioé perché semplicemente una persona varchi i confini sia italiana, credo sia sacrosanta la battaglia che per essere cittadini sia necessario conoscere almeno la nostra lingua, coscienti della nostra storia, e della nostra identità".

 

"Quindi condivido il tema della battaglia - ha proseguito - contro chi vorrebbe l'applicazione della ius soli per tutti". "Sollevo però il tema dei bambini - ha sottolineato Zaia - che sono nati qui e vanno a scuola qui, sui quali un ragionamento al di là dello ius soli debba essere fatto anche perché spesso parlano il dialetto quasi meglio di me". "Sono bambini che in molti casi - ha concluso - hanno identità veneta e non quella del Paese d'origine della loro famiglia, cosa che è accaduta spesso ai nostri emigranti".

 

Rimane fermissimo Tosi, che aveva sostenuto come con lo ius soli si rischiasse "il collasso". "Sono sindaco da sei anni, ho la delega all'immigrazione, parlo con molti stranieri ma nessuno ma mai posto problemi riguardo alla cittadinanza". Lo ha detto oggi all'ANSA il sindaco di Verona, Flavio Tosi. "Le priorità per gli immigrati - ha aggiunto Tosi - sono altre: avere un lavoro stabile, assicurare ai figli una buona condizione e un'integrazione che poi avviene, anche senza avere subito la cittadinanza". "La normativa italiana - ha spiegato - contempla che lo straniero per qualche motivo possa essere rimpatriato". "Quindi se lo ius soli entrasse nell'ordinamento italiano, come negli Usa e in Francia, potrebbe accadere che i figli di immigrati nati in Italia ottenendo subito la cittadinanza potrebbero avere più tutele dei loro stessi genitori. Una situazione ipotetica, ma paradossale".

 

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