17 novembre 2019

Montebelluna

Due anni e mezzo di attesa per una mammografia: Usl di Asolo "smonta" il caso

Mason risponde a Zaia: "Quella prescrizione non era prioritaria"

Mauro Favaro | commenti | (7) |

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MONTEBELLUNA – Zaia ieri l'ha attaccata frontalmente, dicendo di essere pronto a “scatenare l'inferno”, ma l'azienda sanitaria di Asolo, diretta da Renato Mason, non ha alcuna intenzione di passare per quella che fa attendere le donne addirittura due anni e mezzo per una semplice mammografia.

 

E se canta la prenotazione sventolata dal governatore, fatta da una residente che nei giorni scorsi si è vista fissare l'esame per il 18 giugno 2015, cantano pure le carte tirate fuori subito dopo dall'Usl 8. “La prescrizione di mammografia non era prioritarizzata, cioè non era indicata la sigla che prevede l'indicazione del periodo massimo di attesa (“B” 10 giorni, “D” 60 giorni “P” 180 giorni, ndr): verosimilmente il medico prescrittore non aveva elementi clinici per indicarlo – puntualizza l'azienda – a tal proposito, si fa presente che, come previsto dalla Regione, tutte le richieste di prestazioni non prioritarizzate vengano soddisfatte in coda alla disponibilità”.

 

La signora è rientrata nei programmi di screening eseguendo la mammografia, su invito, nel 2004, 2006, 2008, 2011 e il nuovo invito verrà inviato nel settembre del 2013

 

Ma, oltre alle beghe burocratiche, possibile che la donna in questione debba aspettare tanto? Per l'Usl 8 non è esattamente così. “La signora è rientrata nei programmi di screening aziendali eseguendo la mammografia, su invito, nel 2004, 2006, 2008, mentre nel 2010 ha rinunciato per motivi di salute – sono le date snocciolate da Asolo – il successivo appuntamento del settembre 2011 è stato rispettato, sempre fortunatamente con esito negativo, ed è previsto l'invio del nuovo invito biennale nel settembre 2013”.

 

“Si sottolinea che, nel monitoraggio promosso dalla giunta Zaia, l'Usl 8, così come le altre Usl, rientra nei parametri fissati – chiude l'azienda sanitaria – eroghiamo circa 800 mila prestazioni all'anno e i casi sui quali intervenire sono davvero ridotti”.

 



Mauro Favaro

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