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19 gennaio 2018

Treviso

In duecento parcheggiati in mezzo alla pista

Volo Ryanair Treviso-Lamezia cancellato dopo 12 ore di imbarchi e sbarchi

Emanuela Da Ros | commenti |

TREVISO - "Sembra di stare nella terza classe del Titanic". Un passeggero spazientito usa la metafora di un grande naufragio per descrivere la condizione dei circa duecento passeggeri del volo Treviso-Lamezia Terme che ieri pomeriggio sarebbe dovuto partire dall'aeroporto Canova alle 17.20. E che dopo aver sostato sulla pista fino a mezzanotte, e aver assicurato gli utenti su 'un piccolo problema tecnico' che avrebbe ritardato un po' la partenza non è mai partito.

Cronaca di un volo solo annunciato.
Ore 17.00. I passeggeri del Boeing 737 in volo verso Lamezia Terme, dopo essere stati imbarcati in orario, vengono fatti rimanere un'ora fermi al centro della pista del Canova. L'assistente di volo avverte che un piccolo problema tecnico farà subire al volo un ritardo. Ma non c'è nulla di preoccupante perché il comandante sta comunicando con Dublino. Dopo un'ora il piccolo problema diventa un po' più grande. Il comandante invita i passeggeri a scendere dall'aereo con i bagagli, in attesa dell'arrivo di un tecnico da Londra. I passeggeri tornano al terminal. Con una promessa: alle 22 (con un ritardo di cinque ore) l'aereo decollerà.

Ore 22. I passeggeri vengono reimbarcati. Tra le duecento persone in transito, bambini molto piccoli. Stanchi, insofferenti. E qualche anziano. Maria Sergi, 80 anni, si appresta a tornare a Reggio Calabria, dove vive, dopo aver fatto visita al figlio a Ronchi dei Legionari. "Mi vergogno - dice -. Sono stanca e non riesco a camminare, perché ho un ginocchio che mi duole. Mi pare di essere di peso."

Ore 22.15. I passeggeri, sull'aereo, attendono il decollo. Il tecnico londinese che dovrebbe risolvere il 'piccolo problema tecnico' arriva proprio in quel momento col volo da Londra. Perché non si è fatto aggiustare il guasto prima di imbarcare? Perché alle 23 l'aeroporto di Treviso chiude e quindi l'imbarco deve essere effettuato prima.

Mezzanotte. A mezzanotte l'aereo è a terra. La compagnia li ospita in diversi hotel per la notte. Le pratiche richiedono due ore: nel frattempo, in un aeroporto, dove le serrande sono abbassate e non vi è neppure la possibilità di bere qualcosa di caldo, la gente bivacca.

E se chi, come Alessandro Caminiti, giovane tecnico di Villa San Giovanni, che a Treviso si era recato per un corso di aggiornamento dice di comprendere la cautela del comandante, Alessandra e il figlio Dario, afferma di 'essersi sentita trattata come una bestia'. "Non è possibile che la compagnia ci abbia tenuto in ostaggio per una giornata. Io ho fatto venire un taxi da Reggio Calabria a Lamezia per prelevarci. Gli ho detto di attendere all'aeroporto e si è dovuto fermare per la notte: chissà quanto mi costerà", sbotta Alessandra.

 

"Ma è possibile - si chiede Leonardo Mello, di Venezia - che nell'aeroporto di Treviso che è egemonizzato da Ryanair non ci sia un tecnico della compagnia? Possibile che sia necessario farlo arrivare da Londra?" "Avrei voluto fare a meno di un'esperienza come questa - chiosa Concetta Scordo di Reggio Calabria. "Sono partita stamattina da Cormons dove sono stata a festeggiare la comunione della mia nipotina. Ma sono davvero stanca. ".

Ore 2, the day after. Il Canova sonnecchia. I passeggeri sono ancora sul marciapiede. In attesa di andare a dormire un paio d'ore. Chi a Treviso, chi a Spresiano, chi a Mogliano. A spese della compagnia. Certo.

Questa mattina l'aereo Ryanair è ancora ai blocchi di partenza. La speranza per i viaggiatori è che dopo quasi 24 ore l'aeromobile decolli. Intanto alcuni, a causa del 'disguido' hanno perso una giornata di lavoro. Due avvocati, di ritorno da Trieste, minacciano di far causa alla compagnia. Una di più.
 

In foto: Alessandra e il figlio Dario in alto Leonardo Mello e Concetta Scordo. Sotto Alessandro Caminiti e Maria Sergi

 



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Emanuela Da Ros

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