24 agosto 2019

Economia e Finanza

Ecco i 15mila lavoratori salvati dallo scatto

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Via libera della commissione del Senato all'emendamento che recepisce l'accordo fra governo e sindacati sulle pensioni. Un testo con cui trasferire nella Manovra, in discussione in Parlamento, l'esenzione per circa 15-20 mila lavoratori impegnati in attività gravose dall'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni dal 2019 previsto dalla riforma Fornero. Tra le misure in ambito previdenziale elaborate dall'Esecutivo anche un diverso e meno impattante calcolo dell'incidenza delle aspettative di vita sull'età pensionabile e un ampliamento alle nuove categorie di attività gravose, dal 2018, della platea dell'Ape social. "E' positiva l'approvazione dell'emendamento sulle pensioni - ha commentato la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan - ora ci attendiamo l'approvazione di tutto il 'pacchetto pensioni' da parte del Parlamento nei prossimi giorni in modo da garantire più equità e flessibilità al sistema pensionistico, venendo incontro alle esigenze dei più deboli". Sulla linea contraria invece la Cgil, che nei giorni scorsi ha bocciato il documento finale del governo ritenendolo "insufficiente", per fare un deciso cambio di passo rispetto alla riforma Fornero e offrire una prospettiva diversa per giovani e donne, e ha annunciato una mobilitazione per il prossimo 2 dicembre.

IL PACCHETTO - In 13 commi l'articolo 21-bis ricalca il pacchetto di interventi predisposto dall'esecutivo: dall'esenzione per le 15 categorie di lavori gravosi dell'aumento di età a 67 anni per il pensionamento dal 2019 alla riforma del meccanismo che lega le aspettative di vita al tetto di età pensionabile; dall'istituzione della commissione tecnica scientifica per la definizione di attività gravose a quella che dovrà sancire la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale fino alle nuove norme sulla tassazione dei premi e contributi versati dagli 'statali' per la previdenza complementare. Confermata la deroga per i lavori gravosi sia dal requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia che da quello contributivo relativo alla pensione anticipata e confermati i 'paletti' per l'accesso all'esenzione: 30 anni di contributi e l'aver svolto mansioni gravose in almeno 7 anni nei dieci precedenti.

LA PLATEA - A beneficiare nel 2019 della deroga al pensionamento, secondo i conti del governo, saranno circa 14.600 lavoratori impegnati in attività gravose per una spesa che dovrebbe ammontare a 121 milioni di euro di cui 100 di maggiore spesa pensionistica, 3,7 mln di minori entrate fiscali e 18,2 di oneri per maggiori versamenti datoriali. Una platea che nel 2020 arriverebbe a 15.400 lavoratori per una spesa pari a 176,7 milioni di euro di cui 141 mln di spesa previdenziale e 5,2 di minori entrate fiscali e che toccherebbe i 16.200 lavoratori per una spesa complessiva di 193,9 mln di euro nel 2021. L'elaborazione del governo arriva fino al 2027, anno in cui la platea sfiorerà i 21mila lavoratori e la spesa salirà a 300 mln di euro di cui 166 mln di spesa pensionistica, 44,6 di minori entrate fiscali e 89,4 milioni di oneri per maggiori versamenti datoriali.

COPERTURA FINANZIARIA- Dal punto di vista finanziario la scheda tecnica allegata dal governo all'emendamento spiega come per quel che riguarda la deroga per i lavori gravosi questa "non altera strutturalmente la sostenibilità di medio - lungo periodo della spesa pensionistica, della finanza pubblica e del debito. I relativi oneri, infatti trovano piena compensazione nell'ambito dei saldi programmati a seguito del presente dl di Bilancio. In tali termini dalla disposizione non deriva un peggioramento degli indicatori di una misura della sostenibilità della finanza pubblica".

 

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