15 novembre 2019

Vittorio Veneto

ECCO LA GIUNTA DA RE

Vicesindaco a sorpresa (persino per l'interessato) l'assessore Maso. A Renato Longo la delega allo sport

Emanuela Da Ros | commenti | (102) |

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Vittorio Veneto - In un pomeriggio di mezza estate (baciato dal sole, bagnato dalla pioggia: chissà se le perturbazioni atmosferiche influiranno sulla prossima storia amministrativa), il sindaco Toni Da Re ha presentato alla stampa la "sua" giunta. O  meglio: quella che - insieme a lui - guiderà la città nei prossimi cinque anni.

Formata da sette assessori, la nuova amministrazione vittoriese vedrà l'assessore Flavio De Nardi occuparsi di Territorio, beni ambientali, Urbanistica, Edilizia, Patrimonio; l'assessore Bruno Fasan a capo di materie quali Lavori pubblici, Viabilità e Trasporti; l'assessore Antonella Caldart riprendere i suoi referati "storici" come il Bilancio, i Tributi, i Giovani, la scuola, l'ambiente e l'ecologia; l'assessore Michele De Bertolis occuparsi di Salute, occupazione, Cultura, musei, biblioteche e Flussi migratori; l'assessore Antonio Miatto a capo dei referati che coincidono con l'Agricoltura, il Turismo, l'Identità veneta, l'informatizzazione; l'assessore Giuseppe Maso riprendere i settori del Sociale, della Famiglia, delle Pari opportunità e della Demografia e, infine, l'assessore Mario Rosset a capo di Ordine pubblico, protezione civile, commercio, artigianato, quartieri.

Com'è andato il debutto? Ecco, voce per voce, cosa si è detto. E fatto.

Donne. Nella squadra di Toni Da Re, l'unica voce al femminile sarà quella di Antonella Caldart, che oggi (e l'ha voluto dire lei stessa) è apparsa inconsuetamente commossa (consuetamente elegante) e che ha ringraziato Da Re per averla riconfermata nei referati che - come ha sempre dichiarato - le stanno più a cuore e cioè Politiche giovanili, Scuola ed Ecologia.

Riconferme. Tra gli assessori riconfermati rispetto alla giunta Scottà, oltre a Caldart, troviamo i nomi degli assessori Maso e De Bertolis (che oggi non era presente al debutto della giunta perché - così è stato detto - si è preso una vacanza).

Novità. Nella giunta Da Re vestono per la prima volta i panni di assessori Flavio De Nardi (già consigliere comunale nella prima legislatura Scottà) e Antonio Miatto (consigliere comunale nella seconda legislatura Scottà). De Nardi, che ha dichiarato di "essere stato preso dall'esterno; per fiducia e non per i voti ottenuti" ha dichiarato che per quanto lo riguarda non intende dar corso a nuovi cantieri edilizi in una città che "già presenta una marea di nuove case", ma di aver intenzione di riqualificare e recuperare i palazzi storici. Miatto ha detto di aver accettato "per dovere civico" l'avventura dell'assessorato, che per lui è un'esperienza inedita.

Da six: Antonio Miatto, Flavio De Nardi, Giancarlo Scottà, Gian Antonio Da Re, Mario Rosset, Antonella Caldart, Giuseppe Maso

Esclusioni. Tra gli assessori della squadra Scottà, non sono stati riconfermati l'assessore Faraon (che comunque era presente al debutto della nuova giunta e che augurato buon lavoro alla squadra) e l'assessore Saltini che Da Re ha ringraziato "per il lavoro scolto" ma che è stata sostituita - nella nuova giunta -  da Mario Rosset. Fazzolettino padano ammiccante dal taschino, Rosset ha ipotizzato di essere stato scelto "per le doti di fermezza decisionale e di concretezza che lo contraddistinguono". E ha dichiarato che per lui fermezza vuol dire "tolleranza doppio zero contro i delinquenti e i furbetti, che vanno allontanati da Vittorio Veneto." Come? con un'azione sinergica delle forze dell'ordine, con l'aiuto e le segnalazioni dei cittadini, ma anche - ha detto il neoassessore Rosset - con l'ausilio delle ronde volontarie. Nel suo breve discorso di presentazione, Rosset ha ricordato di essere stato, insieme a Toni Da Re, una delle prime due persone a portare la Lega a Vittorio e ha avuto parole di elogio per "il maestro Gentilini".

Sorprese (e bordate). Il neosindaco Da Re ha annunciato il nome del vicesindaco "in diretta". Ha premesso che il ruolo di vicesindaco verrà svolto, a turno, da tutti gli assessori e che avrà una durata media di sei o otto mesi. E poi ha svelato (e il nome ha stupito financo l'interessato) che il primo a ricoprire il ruolo di vicesindaco sarà Giuseppe Maso. Il motivo? Parole di Da Re: "Ho voluto che fosse Maso il primo vicesindaco perché fa parte del Pdl e il Pdl è sempre stato con noi, anche se qualcuno ha pensato di sostituirsi a esso. Mi pare che con questa scelta, io abbia lanciato un messaggio chiaro. E se qualcuno non lo capirà, glielo faremo comprendere più avanti. Maso è stato assessore di Forza Italia nella passatta legislatura, continua a essere del Pdl quindi il Pdl è con noi."

Deleghe (e campioni). Il sindaco Da Re, che ha tenuto per sè i referati allo Sport e al personale, ha annunciato di voler dare la delega allo Sport a Renato Longo "campione nello sport e nella vita, a cui la città deve molto".

Stoccatine. L'ex sindaco Scottà, anch'egli presente al debutto della giunta Da Re, ha detto - a nome del successore - che il referato al personale è stato riservato al neosindaco per permettere a quest'ultimo di fare chiarezza nei rapporti con i dipendenti "i quali rapporti, nell'ultimo anno, non lo hanno soddisfatto per nulla, dato che - ha sottolineato Scottà - i dipendenti comunali hanno firmato un contratto ma a volte non hanno rispettato le regole improvvisandosi a fare politica anziché stare al proprio posto".

Priorità. il sindaco Toni Da Re ha ribadito che la priorità della sua azione sarà quella di terminare prima dell'inizio del nuovo anno scolastico la scuola di San Giacomo.

Tono dell'umore. Ho chiesto al sindaco Toni Da Re se l'espressione un po' stanca, un po' mesta che personalmente (l'annotazione è soggettiva) ravvisavo sul suo viso fosse dovuta al tempo, alla stanchezza o alla fatica. Da Re ha assicurato di essere sereno, ma di sentire forse il peso di una campagna elettorale "difficile, dura". E ha precisato: "Ho fatto una campagna elettorale da protagonista, per la prima volta: di solito le preparavo per gli altri. Ma l'ho fatta a viso aperto e sia che avessi vinto o fossi stato sconfitto, non avrei comunque perso la faccia. Se avessi pensato al mio prestigio sarei rimasto dove ero. Ho scelto la mia città."

 Mario Rosset e Antonella Caldart

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