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19 settembre 2018

Lavoro

Estate, è tempo di manna: Consorzio lavora per rilancio produzione in Sicilia.

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Palermo, 11 lug. (Labitalia) - La manna non 'piove' solo dal cielo. Ha una sua origine anche tutta terrena. In uno spicchio di terra siciliana, infatti, la si produce da secoli con tecniche tramandate di generazione in generazione. Tanto che, nel verde incontaminato del Parco delle Madonie (Palermo), un Consorzio lavora per il rilancio della produzione di questo dolcificante naturale dai tanti possibili utilizzi in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico. Ora, con l’arrivo del caldo estivo, i giovani agricoltori di 4 cooperative si accingono al nuovo raccolto dopo aver inciso seguendo regole antichissime la corteccia dei frassini da cui essa sgorga.

La manna, che rimanda a episodi biblici e che nell’immaginario collettivo è un dono divino, si ottiene, infatti, dalla solidificazione della linfa che fuoriesce, durante la stagione estiva, dalle incisioni praticate sul fusto di una rara specie di frassino (del genere Fraxinus L) coltivata solo in ristrette superfici del comprensorio del Parco delle Madonie, a circa 90 chilometri da Palermo.

Nato nel dicembre del 2015, il Consorzio Manna Madonita è una società cooperativa consortile sociale che accorpa quattro cooperative di produttori di manna (La 50, Oasi, Nuova Alba e Il Girasole), con l’obiettivo di rilanciare la produzione di questa antica risorsa del contesto agrario della zona. “Sì, di rilancio occorre parlare. In Sicilia la manna viene prodotta fin dalla seconda metà del 1500 e per secoli ha rappresentato un’importante voce economica per il contesto agricolo", afferma Vincenzo Barreca, presidente del Consorzio Manna Madonita.

"A partire dal secondo dopoguerra, però, la coltivazione di frassini da manna ha subito un rapido declino, rimanendo relegata principalmente nelle superfici di Castelbuono e Pollina, due comuni del comprensorio madonita. I nostri sforzi sono tutti mirati a ridare vitalità alla produzione e a mantenere viva la coltura, ma anche la cultura, di questa antica risorsa", ricorda. A due anni dall’inizio dell’operatività, i numeri sono molto incoraggianti. Il Consorzio conta oggi una base produttiva di circa 60 ettari e in termini di produttività sono oltre 1.500 i Kg di manna prodotti complessivamente dal Consorzio nel biennio 2016-2017. Ora si attende il raccolto 2018 e le previsioni sono molto buone.

I territori di Pollina e Castelbuono sono il luogo ideale per la coltivazione dei frassini da manna perché caratterizzati da elevate temperature, scarse escursioni termiche e bassa umidità dell’aria durante tutto il periodo di produzione (da fine giugno a metà settembre). Verso la seconda o terza decade di luglio, i frassinicoltori (detti anche mannaroli o, in siciliano, 'ntaccaluori') verificano lo stato di maturazione delle piante facendo piccole incisioni, sulla corteccia del frassino con una particolare roncola molto affilata e appuntita, detta mannalouru o cutiéddu à manna.

Da questi solchi sgorga un liquido ceruleo e amaro che, a contatto con l’aria, si rapprende rapidamente formando uno strato cristallino biancastro: la manna. Per raccoglierla, i mannaroli inseriscono sotto l’incisione una piccola lamina d’acciaio a cui viene legato un filo di nailon lungo il quale, nei giorni successivi, la manna gocciola formando piccole stalattiti, i cosiddetti ‘cannoli’ che, del tutto privi di impurità, sono molto pregiati sul mercato. La parte di linfa che si rapprende sul tronco viene raschiata e costituisce la ‘manna in rottame’, la qualità meno pregiata.

Il nome 'manna' deriva dall’aramaico ebraico ‘Mân Hu?’ (‘Cosa è?’), ovvero la domanda, come narra la Bibbia, che gli ebrei stremati e affamati rivolsero a Mosè che li stava guidando nel deserto nel veder cadere dal cielo un cibo a loro sconosciuto, miracolosamente mandato da Dio. La sua complessa composizione (è costituita prevalentemente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati) le regala numerose qualità benefiche e gustative rendendola così un prodotto utilizzabile in svariati settori.

In pasticceria, la manna può essere utilizzata per la preparazione di dolci, torte e biscotti. Con il suo potere dolcificante naturale, permette di ridurre o sostituire del tutto gli altri zuccheri aggiunti, come viene sempre più spesso raccomandato dalle direttive alimentari. La mannite (o D-Mannitolo), il suo componente principale, è un alcool incolore, inodore e di sapore zuccherino che, noto con il nome di ‘Zucchero di Manna’, può essere tollerato anche da soggetti diabetici.

Un altro utilizzo è nella farmaceutica. La manna è un ottimo blando purgante, privo di controindicazioni sia per gli adulti sia per i bambini. La mannite può essere utilizzata nei casi di avvelenamento (produce un aumento della diuresi e, quindi, l’espulsione delle sostanze tossiche attraverso i reni), in caso di edemi polmonari e cerebrali. È inoltre efficace contro i parassiti intestinali. Gli oligoelementi di cui è ricca la rendono un’ottima sostanza detossinante. Infine, si utilizza in cosmesi. Grazie al suo potere emolliente, rinfrescante e cicatrizzante, la manna viene utilizzata soprattutto in formulazioni cosmetiche per pelli sensibili e in prodotti anti-età.

 



AdnKronos

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