14 ottobre 2019

Cronaca

Estorsione e violenza, arrestati capi ultrà della Juve

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"Last Banner" è il nome dell'operazione della Polizia di Stato di Torino, coordinata dal Gruppo Criminalità Organizzata della locale Procura della Repubblica, che ha portato all'arresto ad opera della Digos di 12 capi e principali referenti dei 'Drughi', di 'Tradizione-Antichi Valori', dei 'Viking', del 'Nucleo 1985' e di 'Quelli … di via Filadelfia', indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

 

Sono in corso, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, 39 perquisizioni con la collaborazione delle Digos di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi di 37 fra i principali referenti dei summenzionati gruppi ultrà (ed anche del 'N.A.B. – Nucelo Armato Bianconero'), anch’essi indagati nell’ambito della medesima indagine.

 

Le indagini dei poliziotti della Digos, durate oltre un anno, sono scaturite da una denuncia sporta dalla Juventus che ha consentito al Gruppo Criminalità Organizzata della Procura di Torino di acquisire incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva attuata dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della società calcistica.

 

L'interruzione, alla fine del campionato 2017/18, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà ha infatti determinato, spiegano gli investigatori, sin da subito, una "reazione" dei leader storici che, hanno definito una capillare strategia criminale per "ripristinare" quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione "di forza" nei riguardi della Juventus.

 

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