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10 dicembre 2018

Mogliano

Ex Macevi, quale la situazione?

Cronistoria di una vicenda che ha segnato gli ultimi decenni della vita amministrativa moglianese

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MOGLIANO – Ex Macevi, quale la situazione? La vicenda ha segnato gli ultimi decenni della storia di Mogliano: ma non sembra scritta ancora la parola fine.

 

Oggi, dopo il ricorso per danni presentato dal privato, la Cadoro che si è vista ridurre la cubatura fabbricabile dell’area da lei acquisita in sede fallimentare di Molius, nonostante la Giunta ed il Consiglio abbiano rivisto questa posizione limitativa, il ricorso non è stato ancora ritirato.

 

Se Cadoro dovesse insistere si potrebbe arrivare ad una causa per danni contro il comune.

 

Ma come si è arrivati a questa situazione? Intanto è necessario sfatare un luogo comune. La Macevi non c’entra alcunché con le vicende che da anni sono protagoniste della storia e della cronaca moglianese. Impropriamente il nome dell’azienda viene associata ad una operazione immobiliare.

 

Per anni la storica fabbrica di calcestruzzi era ospitata su un area retrostante la chiesa centrale, ma su un terreno di proprietà comunale.

 

Ne fu sfrattata a metà anni '90 con un ultimatum ed un’ordinanza d’urgenza perché il comune aveva impellente intenzione di edificare.

 

L’azienda moglianese dovette organizzare il trasloco in tutta fretta in zona industriale. In 15 giorni furono trasportati in zona Spz tutti i pesanti macchinari.

 

Tuttavia per anni l’area rimase abbandonata senza che il comune facesse nulla. Poi nel 2005 un gruppo di imprenditori romani cominciò ad acquistare i terreni privati e convinse il comune a diventare suo socio in una vasta operazione immobiliare  che prevedeva lo sviluppo di circa 80.000 metri cubi  di residenza.

 

Il comune così diventa socio di minoranza della società Molius che nasce per edificare. Viene approvato un progetto edilizio che prevede circa 270 appartamenti fra contestazioni e polemiche.

Conclusa l’amministrazione nel 2006 diventa sindaco Giovanni Azzolini che blocca il progetto presentato da Molius parlando di speculazione edilizia e presenta un nuovo piano, ma viene immediatamente sfiduciato nel 2008.

 

Subentra il Commissario Prefettizio  che approva un nuovo piano di recupero per l’area che però non decolla. Dopo alterne vicende la società “Molius” nel 2012 dichiara fallimento ed i suoi beni vengono messi in vendita in sede fallimentare.

 

Finalmente alla fine del 2015 l’area ex Macevi viene acquisita alla vendita fallimentare dalla società Unicoom proprietaria degli ipermercati Cadoro per un valore di circa 5 milioni e mezzo ed al comune non resta nulla dei circa 6 milioni di euro che aveva nel 2004 come proprietario dell’area.

 

La storia è finita? Ancora non si sa poiché la Unicoom ha presentato un ricorso contro l’attuale Amministrazione che ha limitato l’edificabilità dell’area acquisita dalla società. La questione è ancora pendente poiché, nonostante il Comune abbia rivisto la sua posizione, la Unicoom non ha ancora ritirato il ricorso che potrebbe portare ad una consistente richiesta di danni.  Le prossime settimane saranno decisive.

 

Gianfranco Vergani

 

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