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13 dicembre 2018

Facebook Stars e cyberbullismo

Categoria: Persone - Tags: facebook, stars, cyberbullismo, bullismo, webstar, video, virali, minorenni, blog

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Paolo Pandin | commenti |



Cos’è una “Facebook Stars”? Si chiederà qualcuno.
Le “Facebook Stars” sono delle persone (tendenzialmente giovani/e ragazzi/e) che attraverso la creazione di contenuti più o meno virali, diventano famosi su Facebook, con decine se non centinaia di migliaia di followers.

Ed ora, cos’è il cyberbullismo?
Credo che tutti lo conosciate. E’ un fenomeno molto diffuso tra i giovanissimi e consiste (in poche parole) in atti di bullismo effettuati però tramite l’utilizzo del web. Quindi attraverso messaggi, video o foto denigratori nei confronti di una persona. Il fenomeno è ampio, complesso e porta con sé una serie di conseguenze legali ed economiche per il bullo. Mentre per la vittima, gravi danni psicologici e di immagine anche per il futuro personale, perché sbeffeggiata (o peggio insultata) in un mondo, quello della rete, che raggiunge milioni di utenti-spettatori.

Dopo aver focalizzato questi due termini chiave, arriviamo al dunque. Esistono delle Facebook Stars che sono diventate famose nel social network attraverso questa modalità di produzione di video virali: cercare clip di giovanissimi/e (quasi sempre minorenni, come ad esempio ragazzine di undici anni), e caricare un video in cui la Facebook Star in questione, intervalla la clip originale con una parodia realizzata ad-hoc. Tralasciando una possibile critica alla comicità della parodia, che si rifà sempre più o meno sulla stessa tipologia di battute atte a sbeffeggiare la vittima in questione, vorrei spiegare il perché la realizzazione di questi video è pericolosa e dannosa non solo per la vittima in questione ma per altre migliaia di potenziali vittime (perdonate la ripetizione).
In primo luogo scaricare dei video (stupidamente) caricati online da dei minorenni e ripubblicarli è grave in quanto, il ragazzino o ragazzina che un giorno si renderà conto della cavolata fatta, potrà eliminare solo il video sul proprio profilo e non quelli realizzati dalla Facebook Star di turno. In secondo luogo perché un ragazzo di più di vent’anni che mette alla berlina attraverso lo sbeffeggio pubblico online, una ragazzina o ragazzino che è succube e inconscio del mezzo (in questo caso Facebook) che utilizza, può essere considerato a tutti gli effetti un cyberbullo. Infine, questo tipo di video è grave, perché queste Facebook Stars sono seguite da centinaia di migliaia di giovanissimi che con molta probabilità, spesso, potrebbero emulare il comportamento del loro idolo prendendo di mira qualche compagno/a di classe o qualche coetaneo con le stesse modalità.

Sono convinto che queste Facebook Stars  facciamo queste parodie puramente in maniera goliardica, però vorrei invitarli a smetterla perché appunto: è pericoloso per più motivi, può essere considerato sotto molti punti di vista cyberbullismo, può portare ad emulazioni da parte di altri follower minorenni e infine perché sinceramente, è troppo facile (e anche un po’ triste) fare comicità spicciola su ragazzine e ragazzini che caricano clip video online che un giorno, cresciuti, loro stessi cancelleranno rendendosi conto della stupidità della loro azione.

Credo che tutta la community, di qualunque tipo di social network, debba iniziare ad essere più consapevole dello strumento che ha in mano e invece di sbeffeggiare gli undicenni o quindicenni (più in generale i minorenni) che utilizzano malamente questo strumento, caricando la propria immagine in video ridicoli, gli mettesse in guardia sui pericoli del mondo del web e gli invitasse ad evitare di caricare questi materiali.

Infine concludo questo mio intervento, invitando nuovamente queste Facebook Stars a rendersi pienamente conto di ciò che comporta questo modo di cercare follower e il “mi piace” facile, capendo che video come questi sono pericolosi non solo per la vittima minorenne parodiata, ma anche per altre migliaia di potenziali altre vittime (oltre che per la Facebook Stars stessa).



Paolo



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