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17 novembre 2018

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Farra di Soligo, donna immobilizzata e rapinata in casa dai nipoti

I carabinieri hanno chiuso le indagini riuscendo ad individuare ed arrestare i due ragazzi

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carabinieri

FARRA DI SOLIGODonna immobilizzata e rapinata in casa, arrestati due suoi nipoti di 24 e 27 anni. I fatti si sono verificati nella notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo a Col San Martino, i carabinieri dopo mesi di approfondite indagini sono riusciti ad inchiodare alle loro responsabilità i due ragazzi.

La vittima è una donna polacca di 50 anni, mentre i nipoti sono due fratellastri entrambi di origine polacca, vivono uno in provincia di Treviso e l’altro in Polonia. Quest’ultimo è stato tratto in arresto in Italia, dopo che si era giunto dalla Polonia per presenziare ad un matrimonio. Attualmente si trovano uno in carcere e l’altro agli arresti domiciliari.

 

I due giovani, in base a quanto ricostruito, avrebbero fatto irruzione nell'abitazione isolata della donna mentre questa si trovava sola in casa (il marito fa il camionista ed era fuori per lavoro). Avevano il volto coperto, uno ha immobilizzato la vittima con delle fascette da elettricista dopo averla aggredita con una pistola elettrica taser e le ha coperto il volto, l’altro invece si è messo a frugare ovunque. Erano convinti che la donna avesse parecchi soldi in casa. Infatti, dopo aver trovato circa 1.800 euro e l’equivalente di 300 euro in valuta polacca, non si sono arresi ed hanno continuato a rovistare, insistendo con lei affinché dicesse dov’erano i soldi.

La donna, seppur molto provata, è riuscita a restare lucida ed in qualche modo ha fatto partire una telefonata diretta al figlio, il quale ha capito che le stava accadendo qualcosa. Abita a pochi chilometri, si è messo subito in macchina ed ha raggiunto l’abitazione. I due intrusi se lo sono trovati di fronte ed hanno però fatto in tempo a fuggire via.

 

Sono stati chiamati i carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze facendo scattare le indagini. Determinante è stato il fatto che il figlio della donna avesse visto l’Audi di proprietà di uno dei due parcheggiata non molto distante dall’abitazione. Pur non fornendo il numero di targa ha riferito il modello, che è stato poi visto anche nelle immagini delle telecamere della zona visionate dai carabinieri. Gli investigatori sono giunti al proprietario dell’auto e l’hanno convocato in caserma, mettendo subito sotto controllo il suo telefono.

 

Dopo la convocazione ha cercato di convincere una persona a fornirgli un alibi, che però si è rifiutata. Inoltre ha chiamato ripetutamente il fratellastro, a quel punto si è capito che erano stati loro. Raccolti gli elementi di colpevolezza necessari, i carabinieri hanno richiesto alla Procura l’emissione di provvedimenti restrittivi nei confronti dei due giovani, che sono stati eseguiti alla fine di giugno.

 

(Nella foto i carabinieri illustrano le indagini)

 

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