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19 febbraio 2019

Nord-Est

"Figurati se prendiamo una di Palermo...". Biologa siciliana denuncia discriminazione al Cro di Aviano

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"Figurati se prendiamo una di Palermo...". Doveva restare una mail interna ma per sbaglio è arrivata alla destinataria, cioè la giovane biologa di Palermo Erminia Muscolino, 30 anni, che si è vista rifiutare uno stage al Cro di Aviano. La ragazza, di Ficarazzi, è laureata in Biologia e sta frequentando un corso di specializzazione in Biotecnologia medica e medicina molecolare. Tempo fa aveva inviato il suo curriculum a diverse aziende per fare uno stage gratuito. Tra cui l'azienda di Aviano. Ma per errore una mail, che doveva restare interna all'azienda, è stata recapitata, per conoscenza, alla stessa biologa. La mail era indirizzata ad un'altra persona ma il mittente aveva dimenticato di eliminare la dicitura 'per conoscenza'. Così, la mail, come ha raccontato la ragazza al Tgr Rai Sicilia, è arrivata a lei.

 

CRO AVIANO, SOLO UN FRAINTENDIMENTO - "Oggi contatterò la dottoressa per spiegarle come sono andate le cose" dice il direttore del Cro di Aviano, Adriano Marcolongo e "le dirò, essendomi confrontato con l'oncologo col quale è avvenuto il carteggio, che si è trattato di un fraintendimento innescato, in realtà, dal desiderio di offrire un consiglio e non certo una discriminazione". "L'unico obiettivo dell'Istituto è poter contare sulle migliori professionalità del Paese e non importa certo da dove esse provengano - ha aggiunto Marcolongo, rivolgendosi ai quattro direttori di Struttura operativa complessa, siciliani, spontaneamente intervenuti all'incontro con la stampa -. La dottoressa, quando sarà eventualmente bandita una borsa di studio di suo interesse, potrà candidarsi ed essere valutata per le 'skills', proprio come altri ricercatori. Ha scritto a un nostro medico, allegando un curriculum ma, sappiamo bene, nel pubblico occorre partecipare a un concorso, che per inciso oggi non esiste. Le è stato comunque risposto di tenere presente, vista l'entità media delle borse erogate, che venire in Friuli Venezia Giulia potrebbe anch'essere anti-economico, poi ciascuno decide come crede. Ma ci tengo a spazzare via qualsiasi dubbio: nessuna discriminazione. Abbiamo fatto immediate verifiche interne e ho convocato il professionista". L'inesistenza di una procedura, ha spiegato ancora il direttore generale, non configura alcun comportamento eventualmente segnalabile ad altra autorità. "La frase di cui tanto si è detto e scritto in queste ore - ha concluso - è un frammento di una conversazione più ampia che non si è sviluppata simultaneamente ed è questo che ho detto all'oncologo stamattina, ossia che quando ci si relaziona occorre essere precisi nella successione dei passaggi logici. Per noi il caso è chiuso".

 

ASSESSORE SICILIA, 'EPISODIO INCRESCIOSO' - "Dispiace e lascia stupefatti che ancora oggi possano prevalere arcaici pregiudizi sulla provenienza geografica di giovani studiosi italiani - dice l'assessore all'Istruzione e alla Formazione professionale della Sicilia, Roberto Lagalla - , tanto da inficiare una valutazione che dovrebbe basarsi esclusivamente sul merito. Quello avvenuto è certamente un episodio increscioso, nel merito del quale non posso che esprimere grande tristezza". "In Sicilia, alla pari di altre regioni del nostro Paese - aggiunge l'assessore -, formiamo professionisti di indubbia qualità che spesso, per mancanza di opportunità lavorative in loco, sono costretti a lasciare la nostra Regione, andando ad arricchire capitale umano delle regioni del Nord. Certo che l'Istituto di Pordenone abbia perso un'opportunità e una risorsa che probabilmente avrebbe potuto rivelarsi preziosa per quella struttura, auguro a Erminia di raggiungere i suoi obiettivi professionali, proseguendo il suo percorso formativo sempre con lo stesso impegno ed entusiasmo e facendo così onore a Palermo e alla Sicilia".

 

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