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23 settembre 2017

Treviso

Finge di vaccinare i bambini: l'operatrice sanitaria non si presenta al lavoro

Intanto la Procura valuta la riapertura dell'inchiesta

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TREVISO - Ha cancellato i profili sui social, non risponde al cellulare e da due giorni non si presenta al lavoro l'assistente sanitaria trevigiana sospettata di aver finto di vaccinare molti dei bambini che arrivano al suo ambulatorio a la Madonnina di Treviso, buttando le fiale dopo aver registrato la prestazione.

L’Usl 2 di Treviso non ha ricevuto finora dalla donna alcuna giustificazione per l'assenza dal lavoro, nel nuovo incarico a cui è stata assegnata dopo lo spostamento dall'ambulatorio dei vaccini al manifestarsi dei sospetti delle colleghe. L'assenza ingiustificata, secondo le valutazioni dell'Asl,  aggrava la posizione dell'assistente, nei cui confronti la direzione potrebbe avviare una procedura di licenziamento.

Nel frattempo proseguono le indagini, alle quali stanno lavorando anche i carabinieri di Treviso. Riapertura dell'inchiesta archiviata, o avvio di un nuovo fascicolo d'inchiesta: sono queste le due le strade da seguire, spiega il Procuratore Michele Dalla Costa, sulla base dei nuovi elementi raccolti dall'Asl, dopo che l’azienda sanitaria ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell'assistente sanitaria, ritenendo probanti gli elementi a suo carico.

La prima inchiesta sulla donna era stata archiviata dal Gip, su richiesta dello stesso Pm, agli inizi dello scorso mese di marzo. Ora la Procura sta valutando se le nuove segnalazioni trasmesse dalla azienda sanitaria Asl 2 riguardanti il presunto comportamento infedele dell'infermiera contengano gli estremi per chiedere al Gip di riaprire il caso.    "L'azienda sanitaria - ha detto Dalla Costa - ci ha fatto pervenire gli esiti di un'analisi sierologica a campione su un certo numero di soggetti potenzialmente coinvolti nella mancata vaccinazione. Ora spetterà al pubblico ministero titolare della prima inchiesta verificare se gli elementi riguardino le medesime parti interessate, oppure se si tratti di dati in tutto o in parte diversi dai precedenti". "Nel primo caso, qualora ve ne fossero gli estremi - ha concluso -, dovremmo chiedere al Gip la riapertura dell'inchiesta archiviata, nel secondo sarebbe invece necessario procedere ex novo".

Intanto venerdì in Procura, è atteso il direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Asl 2, Giovanni Gallo. Accertamenti sono stati avviati anche all'Aas 3 'Alto Friuli', dove la donna aveva operato prima di arrivare a Treviso.

 

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