17 luglio 2019

Vittorio Veneto

FLOP ALLA MANIFESTAZIONE PRO DA PONTE

In pochi a protestare contro la chiusura del Teatro

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Erano veramente in pochi ieri a manifestare contro la chiusura del teatro Da Ponte. L'incontro di letture organizzato dall'associazione Amici del Castrum ha visto la presenza di meno di trenta persone.

Il ritrovo in piazza serviva per sensibilizzare Cassamarca, proprietaria del Teatro, e la cittadinanza. Tra i presenti in Piazza il Vicepresidente della Provincia Floriano Zambon e l'assessore alla cultura di Vittorio Veneto De Bertolis a testimoniare l'interesse della dell'amministrazione comunale e provinciale.

Domenica 24 si replica, con la speranza da parte degli organizzatori, di un maggior interesse da parte della cittadinanza. Intanto presso la biblioteca comunale sono presenti i moduli per la raccolta di firme a favore del Teatro.

 

 

 

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Assurdo che a manifestare per la cultura Vittoriese ci sia l'ex sindaco del comune di Conegliano... Questo fa pensare quanto interessi la cultura alla giunta Vittoriese. Per fortuna non sono Vittoriese di residenza anche se amo la città.

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Diciamo che è anche vicepresidente della Provincia e con grande interesse per lo sviluppo della cultura.

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evidentemente F-Zambon non è interessato a TUTTA la "nostra" Cultura, prova ne sia che è complice nella distruzione della romanità di Ceneda con la costruzione della famigerata Bretella, lui che conosce benissimo le alternative a quella BRUTTA e Dannosa strada !!!

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Guardi che il Vicepresidente Zambon e l'ass. De Bertolis erano lì perchè ai funerali importanti i politici sono sempre in prima fila, non certo a sostegno della cultura! Michele Bastanzetti

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Te pareo che non al vea da dir qualcosa ancha quà.
Se la na femena la è santa, e se no se capise al parchè.

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Questo è già il secondo articolo in cui leggo un titolo negativo riguardo all'incontro di ieri. Se, oltre ad un interesse non proprio attivo, anche i giornali si adoperano per denigrare questa battaglia, va a finire che anche i pochi motivati ci rinunciano.
Se posso, mi permetto di dire che l'evento è stato a dir poco scarsamente pubblicizzato; io stessa l'ho saputo per puro caso. Forse sarebbero bastati semplici volantini A4 stampati su carta di colori vivaci ed appesi qua e là nel territorio comunale per radunare altre persone.
Vabbè, speriamo che il nostro teatro riapra ugualmente, a dispetto delle capre disfattiste che si divertono a belare lamentosamente insieme ogni volta che si presenta una difficoltà.

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Solo una osservazione: vogliamo capire che per coivolgere le persone a partecipare a qualsiasi iniziativa bisogna imparare a comunicare?Io ieri c'ero per un semplice motivo: leggo i giornali e seguo il vostro sito internet ma un cittadino medio che non legge i quotidiani locali, come fa ad essere informato?

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E' dura far intervenire i nostri concittadini ( e ancora di più i Serravallesi) ad iniziative di protesta e di proposta. Per la verità da alcuni anni c'è anche chi "lavora" per scoraggiare l'intervento diretto dei cittadini sulle questioni più importanti della città. La possibilità di poter dire il proprio parere al di fuori degli organismi ufficiali viene vista come un inutile esercizio del diritto di parola.Addirittura spesso da parte degli amministratori si eprime fastidio per quei cittadini che si organizzano per eprimere le proprie opinioni sui vari problemi in discussione in città. Come conseguenza si ha un allontanamento della gente dai fatti locali e quando c'è bisogno di manifestare e di scendere in piazza sono pochi quelli che partecipano. Questo risultato non è un bene per Vittorio Veneto ma un ulteriore impoverimento per tutti.

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Un flop la manifestazione pro Da Ponte ?
Forse molti ricordano che alcuni anni addietro sulla destinazione dell'ex Rossini nacque il Comitato per il Teatro, vennero raccolte tre-quattro firme che alla fine prevalsero nella scelta contraria al progetto pensato dal geom. Dario Piccin che nell'edificio comprendeva pure un teatro da 200 posti. Ci fu l'intervento della Fondazione Cassamarca che spese un sacco di soldi, a conti fatti per niente. Meno male he non erano i nostri !
Ora si vuole conservare in toto l'identità del Da Ponte, intento nobile, ma chi paga ?
Noi no di certo, tanto meno il comue che ha già i suoi conti con il Patto di Stabilità. A meno.... che non venga ripristinata l'ICI sulla prima casa.
Bisogna ammettere che aveva ragione in buon Dario Piccin, che a torto i soliti benpensanti avevano visto come un approfittatore, rivelatosi invece anche in seguito un innamorato di Serravalle.
George

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