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21 marzo 2019

Floriano Zambon

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Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti | (1)

Floriano Zambon, sindaco di Conegliano, al terzo mandato, dopo la sosta canonica, del secondo mandato. Già vice-presidente dell'Amministrazione Provinciale per molti anni. Ha aderito alla formazione politica Nuovo Centro Destra. Attualmente rappresenta la carica istituzionale più alta di questo partito in provincia di Treviso. Da sempre grande "raccoglitore" di preferenze. E'molto popolare tra la sua gente. Ha cominciato a vivere la politica da giovanissimo, nel Movimento Giovanile della DC, dai tempi del Senatore Lino Innocenti, di cui appare, oggi, l'erede politico più significativo nel coneglianese. La sua età lascia prefigurare la prosecuzione della sua attività politica, anche negli anni prossimi.

l. Le elezioni politiche europee e amministrative a Treviso e in tutta la provincia hanno messo in luce un quadro sulla evoluzione nel nostro territorio. Partiamo dai dati più significativi delle europee: quali i cambiamenti più vistosi a Conegliano?
L' esito è riferibile a quella consultazione e penso che balzi all' occhio, in modo particolare, il dato raggiunto dal PD a Conegliano. Ovviamente l'esperienza ci insegna che le europee sono comunque una consultazione con dinamiche a sé. Basti ricordare quella volta che si presentò la Bonino e che ottenne nel Veneto un risultato a due cifre.

2. Le elezioni amministrative in 57 comuni su 95: si può parlare della fine del ciclo dell'esperienza leghista, proprio a Treviso, in qualche modo considerata la Vandea della Lega?
Premetto che il legislatore ha perso una grande occasione con la recente legge n. 56 del 7 aprile, la cosiddetta Legge Del Rio, dove poteva essere introdotto un sistema automatico di riallineamento delle amministrative, tale da assicurare il rinnovo unico in unica tornata quinquennale. Effettivamente la Lega ha dimostrato di segnare il passo, ma mi sento di dire che più che un voto contro la Lega si è trattato di un voto volto a cambiare l'esistente. Basta pensare a Schio, dove dalla sinistra siamo passati al centro-destra, a Padova e anche a Livorno.

3. Anche le associazioni di categoria hanno provveduto a rinnovare i propri organi dirigenti. Soffermiamoci su Conegliano e coneglianese, partendo dagli artigiani e commercianti.
Nel coneglianese mi risulta che le rappresentanze territoriali siano stabili, diverso è il tema provinciale, dove non solo sono in discussione le persone, ma anche le valenze territoriali. Dopo l'entrata in vigore della legge Del Rio sull'assetto delle province è legittimo un ripensamento anche delle altre organizzazioni. E' in atto in questi giorni un acceso dibattito sulla PATREVE. Dialettica oltremodo opportuna anche se la mia opinione è che la vera area metropolitana del Veneto non si questa ma sia, come per tutte le aree metropolitane del mondo ciò che sta dentro un "raccordo anulare".

4. A Unindustria di Treviso, dopo i mandati canonici, ha lasciato la presidenza Vardanega. Che dire dei gruppi industriali a Conegliano e coneglianese? quali sono quelli che scendono o vanno in su?
La mia opinione è che Vardanega sia stato un grande presidente e quindi la sua successione sarà decisamente impegnativa. Quanto all'andamento del sistema secondario a Conegliano, da un anno a questa parte, ogni giovedì prima della seduta settimanale, la Giunta visita un'azienda del comune. Finora abbiamo trovato, pur nelle difficoltà congiunturali, genuine capacità di proiezioni tale da farci pensare ad un sistema realmente aperto al mondo, in grado di vincere le sfide. Registro timidi segnali di evoluzione positiva. Recentemente c'è stata l'inaugurazione dell'ampliamento della ditta BCF, che impegna 71 persone e produce macchine da caffè e la concessione di 2.000 metriquadrati di ampliamento ad un'altra azienda che occupa già un capannone di 17.000 mq.

5. Dicono che per far partire l'economia sia necessario che le banche immettano sul mercato maggiori risorse ... Inoltre le banche popolari con dimensioni molto ridotte cominciano ad avere problemi importanti: basti pensare agli interventi della Banca d'Italia per Monastier e alla banca di Montebelluna, altri ne sono annunciati. II bacino di raccolta fondi, molto ridotto, figlio delle intuizioni dell'800, è un impedimento per la crescita dell'economia trevigiana?
Il sistema bancario italiano necessità di un ammodernamento, che non possa prescindere da due dimensioni: quella mondiale e quella locale. Par di capirete che la tendenza della Banca d' Italia sia di spingere verso la prima, ma io ritengo che ci sia spazio anche per la seconda. E' chiaro che anche l'organizzazione bancaria, come per tutti va rivista in virtù delle mutate esigenze del!' economia ma anche dei diversi strumenti tecnologici a disposizione oggigiorno.

6. Veniamo alla situazione amministrativa di Conegliano ... alle europee le percentuali delle forze politiche che ti sostengono in maggioranza non sono rassicuranti ... al tempo stesso pare che non manchino alcuni mal di pancia ... Qual è la tua percezione nel merito?
Il dato europeo va letto come tale, non è automaticamente estendibile e ciò è dimostrato dove si tenevano europee ed amministrative in contemporanea. Non posso, però, non registrare il forte segnale di discontinuità emerso dalle amministrative. Questo è un elemento di riflessione sul tavolo della maggioranza di questi giorni.

7. A metà mandato ... sembra esserci una forma di stanchezza ... quali sono le cartucce da sparare per darsi la classica mossa?
Avendo vissuto precedenti esperienze amministrative, posso confermare che oggi le possibilità di azione sono fortemente ridotte e quindi la percezione è fondata. Penso sia necessario poter impiegare le risorse disponibili per dare un segnali di dinamicità. Molte sono le idee facilmente traduci bili in progetti cantierabili, a condizione che la morsa a cui è costretta l'amministrazione si allenti.

8. I prossimi progetti che arrivano a maturazione, con quali tempi e quante risorse?
Finire i lavori di adeguamento e miglioramento delle scuole con i 2 milioni già ricevuti dall'Europa, resi spendibili in questi giorni, la messa in sicurezza definitiva delle Fosse Tomasi e la riqualificazione di buona parte del sistema viario con l'abbattimento delle barriere architettoniche.

9. Come è andata la mostra del Cinquecento appena conclusa?
E' stata una bella occasione per riscoprire un periodo storico non molto conosciuto ma molto intenso di tensioni ideali. Il risultato di pubblico è stato importante e credo si sia partiti con il piede giusto verso una sempre maggiore affermazione del compendio Sarcinelli come un polo di attrazione. C'è stata una bella simbiosi tra mostra e territorio e quindi mi sento di ringraziare CIVITA e quanti hanno operato per la sua ottima riuscita.

10. La presenza di nuovi cittadini italiani, che vengono a giurare a Conegliano: come va?
Conegliano, oggi come nel passato è un luogo di attrazione anche per le migrazioni in conseguenza della eterogeneità delle offerte che riesce a dare. I giuramenti in quest'ultimo periodo sono cresciuti molto di numero, segno di una presenza di extracomunitari che sono presenti da molto tempo (15, 20 e anche 25 anni). Non tutti però gli aventi diritto chiedono la cittadinanza e questo secondo me è positivo. La cittadinanza va concessa se desiderata e ritengo la norma vigente adeguata alle esigenze. Credo che non abbiano senso fughe in avanti volte a soddisfare bisogni non espressi.

11. I "nuovi" rapporti tra Conegliano e Vittorio Veneto: quale l'agenda che da "vecchio" sindaco puoi proporre al neofita Tonon?
Penso che tra le due realtà non possa che esserci una intensificazioni di rapporti, considerato che i due comuni sono fisicamente a contatto. Ci sono molteplici possibilità di collaborazione e sinergia, dalle opere pubbliche strategiche alle iniziative culturali.

pietro.panzarino@oggitreviso.it



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Iniziative politiche da prendere che “non costano” ma che possono lasciare il segno nelle Comunità e indicare una strada da percorre per un futuro migliore.
La prima Giunta Maniero, già a crisi economica iniziata, ha voluto continuare nella strada dell’espansione per non essere da meno della Giunta precedente, quando invece sarebbe stato più opportuno fermarsi e sistemare il molto ma non arrivato a conclusione.
Ora tale situazione si ripresenta e il Sindaco Zambon e la maggioranza dovrebbero cogliere il momento e dare un “sgorlon”, lui stesso lo indica, dare vento al un mare piatto. Serve fantasia e politica.

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