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23 giugno 2018

Treviso

FOFFANO: "GIOVANI DONATE SANGUE"

D’estate c’è bisogno di sangue e l’Avis fa il consueto appello. Si dona sempre molto nella Marca, ma si registra un calo anche per le preoccupazioni derivanti dalla perdita di lavoro

Laura Tuveri | commenti |

TREVISO – Consueto appello estivo dell’Avis provinciale per chiedere ai donatori di andare a donare il sangue prima di partire per le ferie. E d’estate, si sa, di sangue c’è sempre bisogno.

“Giovani della Marca, approfittate del periodo estivo per informarvi e avvicinarvi al dono del sangue. C’è bisogno anche di voi per salvare un malato, un coetaneo ferito sulla strada, un padre di famiglia infortunato sul lavoro. Donare non costa nulla, ma dà moltissimo. A chi riceve e a chi lo fa”.

A chiederlo è il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano che ricorda che l’estate è da sempre il periodo più critico in quanto a raccolta di sangue. Se nella Marca donano sangue già oltre 30 mila persone, di sangue e di nuovi donatori c’è un bisogno crescente. “Ai nostri iscritti chiediamo di venire a donare prima di partire per le vacanze –– ha detto Foffano - ai diciottenni, ai giovani che ancora non sono donatori, di pensare seriamente a questo gesto a volte salvavita, straordinario e semplice allo stesso tempo”.

La Marca, tuttavia, detiene un felice primato a livello regionale per numero di soci attivi (nel 2009 ne contava 30.690, seguita dalle province di Venezia con 27.879 e Padova con 22.273), ma che la vede anche primeggiare per interventi sanitari d’eccellenza che richiedono anche un considerevole consumo di sangue (con pazienti anche da fuori provincia e fuori regione), e “tristemente” ricordata anche per l’elevato numero di incidenti stradali.

Messo tutto insieme, significa che gli ospedali della Marca consumano grandi quantità di sangue tra sangue intero, plasma e piastrine. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2010 le donazioni di sangue totali sono state 24.782 (448 in più rispetto al 2009). I nuovi iscritti 1.227 (93 in più rispetto al 2009).

“Per curare i feriti di un solo incidente stradale possiamo arrivare a consumare anche 20-30 sacche di sangue al giorno per una sola persona, inoltre per i centri ematologici di Treviso e Castelfranco servono giornalmente circa 4-5 donazioni di piastrine e, per poter operare chirurgicamente a tutti i livelli e in tutti i nostri ospedali servono centinaia di sacche di sangue – spiega il dott. Gian Battista Gajo, primario del Centro Trasfusionale del Ca’ Foncello di Treviso e responsabile del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale che riunisce tutte le tre Ulss della Marca – dietro ad ogni sacca, c’è un donatore.

Perché il sangue può essere solo donato, non si fabbrica. Nel trevigiano la popolazione lo sa bene, e durante l’anno non fa mancare il proprio contributo. D’estate, però si assiste ad una calo fisiologico. Perché i donatori vanno in vacanza, perché le alte temperature generano stanchezza e non invogliano alla donazione, perché aumentano gli incidenti stradali. A tutti questi motivi, quest’anno uno in più, da non sottovalutare: la crisi economica.

Stiamo notando, con le continue chiamate dei donatori a casa, che a condizionare il calo delle donazioni è anche la difficile situazione economica in cui molti si trovano –spiega il presidente Foffano – la cassa integrazione, la disoccupazione, le preoccupazioni per sé e la propria famiglia stanno spostando l’attenzione di tanti volontari. Quando il morale è a terra, viene meno anche la voglia di darsi al prossimo, di pensare agli altri, di donare parte di sé agli altri. E’ una condizione nuova per la nostra associazione, che non avevamo mai vissuto prima”.

L’Avis provinciale, e con essa tutte le Avis comunali della Marca, in questi giorni sta chiamando i donatori di gruppo A e O per assicurare le scorte di sangue agli ospedali. “A rischio è non tanto l’autosufficienza dei nostri ospedali – assicura il dott. Gajo – ma l’aiuto che diamo fuori provincia. La generosità dei donatori trevigiani, infatti, permette di cedere sangue, secondo un accordo regionale e interregionale, all’azienda sanitaria di Padova, ma anche a Lazio, Sicilia e Sardegna (in quest’ultima regione vi è un elevato numero di malati di anemia mediterranea). A luglio, proprio per il calo delle donazioni, c’è stato il primo stop alle cessioni. L’Avis sta mettendo in campo tutte le proprie forze per evitarlo anche in agosto.

 



Laura Tuveri

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