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16 luglio 2018

Vittorio Veneto

Fondazione Fenderl "salva": "Solo disinformazione per confondere i consiglieri comunali"

Il forzista Paolo Santantonio attacca il Cesana: "Castro mediti sulla sua permanenza ai vertici"

Roberto Silvestrin | commenti |

La Fondazione Fenderl si “salva” dall’incorporazione con il Cesana Malanotti, e dal centro destra arriva il contrattacco. E’ il consigliere di Forza Italia Paolo Santantonio ad alimentare la polemica, dopo l’annuncio – arrivato dal presidente Giancarlo Scottà – in base al quale la Fondazione si trasformerà in un soggetto privato, mantenendo propri i fondi da 1,2 milioni di euro e restando di fatto autonoma rispetto all’altra Ipab cittadina.

 

“Era stata fatta una battaglia comunicativa di disinformazione, evidentemente al fine di carpire la buona fede dei consiglieri comunali e della pubblica opinione, inducendoli nella erronea convinzione che altra strada non vi fosse per salvare il tesoretto della Fenderl se non quella di fonderla nel Cesana – dichiara Santantonio - Ha brillato in questa strategia disinformativa l’assessore Costa che, nel consiglio comunale, è ricorso a tutti gli espedienti per tentare di sminuire il mio sforzo, di persona non esperta di leggi e diritto ma che aveva approfondito la materia, di illustrare il vero contenuto del disegno di legge regionale per nulla preoccupante per la Fenderl”.

 

Santantonio aveva infatti illustrato il contenuto del noto progetto di legge regionale – fermo da anni – per la riforma delle Ipab, dimostrando che “non prevede affatto la soppressione della Fenderl qualora non sia incorporata nel Cesana, né tanto meno il rischio di far finire il suo patrimonio nel fondo regionale di garanzia, e che prevede invece la possibilità che si trasformi in persona giuridica di diritto privato mantenendo le proprie finalità statutarie e il proprio patrimonio”.

 

E dopo le prime reazioni a caldo, da parte del Cesana, in seguito al all’annuncio di Scottà, Santantonio ha lanciato un altro affondo: “L’ostentata sordità ad un appello formale e unanime del consiglio comunale, e quindi della città intera da esso rappresentata, dovrebbe indurre il presidente Castro ad un serio esame di coscienza sulla opportunità della sua permanenza ai vertici dell’Ipab cittadina, ed in ogni caso indurre a seria riflessione anche la fonte della sua nomina ai vertici del Cesana stesso”.

 

Foto: Alfonso Lorenzetto

 



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Roberto Silvestrin

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