08 dicembre 2019

Esteri

G8, accordo sulla lotta ai paradisi fiscali

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G8, accordo sulla lotta ai paradisi fiscali

LOUGH ERNE - ''Da questo G8 è venuta fuori, e verrà reiterata al G20, una pressione che ormai darà risultati senza ritorno sul tema della lotta ai paradisi fiscali''. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Enrico Letta nella conferenza stampa finale del summit.

Molti i temi sul tavolo del vertice, tra cui la situazione in Siria. I leader del G8, si legge nelle conclusioni, "sostengono fortemente la decisione di tenere al più presto possibile la Conferenza di Ginevra sulla Siria per attuare il comunicato del 30 giugno 2012", che fissa una serie di passi fondamentali, "cominciando con l'accordo su un organo di governo transitorio".

Viene inoltre condannato ''ogni uso di armi chimiche in Siria'' e chiesto ''a tutte le parti di permettere l'accesso" ad un team dell'Onu perché indaghi su queste accuse.

I leader del G8 restano impegnati al raggiungimento "di una soluzione politica della crisi basata sulla visione di una Siria unita, inclusiva e democratica" ed esortano le parti ad impegnarsi in maniera "seria e costruttiva" nell'ambito della conferenza di Ginevra per raggiungere "stabilità e riconciliazione".

Il documento esprime anche "profonda preoccupazione per la crescente minaccia dal terrorismo e l'estremismo in Siria, così come della natura sempre più settaria del conflitto". Per questo i leader del G8 sottolineano che la Siria debba "appartenere a tutti i siriani, comprese le minoranze e i tutti gruppi religiosi". E chiedono che le parti siriane nella conferenza di Ginevra, governo e opposizione, "s'impegnino congiuntamente per distruggere ed espellere dalla Siria tutte le organizzazioni e gli individui affiliati ad al Qaeda".

Il documento impegna i leader del G8 a sostenere "una pianificazione Onu per i bisogni della transizione siriana, la ripresa e la ricostruzione, in particolare mantenendo la continuità delle istituzioni dello Stato durante la transizione e assicurando che le forze di sicurezza siano affidabili e capaci di affrontare la minaccia del terrorismo e l'estremismo".

In mattinata, in un'intervista alla televisione 'Pbs', il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha affermato che la creazione di una no-fly zone sul Paese potrebbe non essere una soluzione al problema di come intervenire per fermare il regime di Assad. "Se si instaura una no-fly zone - ha detto - questo potrebbe non risolvere il problema".

I leader riuniti a Lough Erne hanno inoltre raggiunto un accordo sul rifiuto a pagare riscatti in caso di rapimenti da parte dei terroristi. Lo hanno annunciato fonti britanniche a margine del summit, precisando che i capi di Stato e di governo degli Otto hanno rivolto un appello perché anche le società rifiutino di pagare i riscatti nel caso di rapimento di loro dipendenti.

Sul fronte occupazione e crisi, "la nostra priorità è dare impulso alla crescita e all'occupazione". Inoltre "misure urgenti e specifiche sono necessarie per creare posti di lavoro di qualità, particolarmente per i giovani e per i disoccupati di lungo periodo".

''Le riforme strutturali sono fondamentali per migliorare la crescita sostenibile e gli standard di vita nel lungo periodo - è scritto nella bozza di conclusioni - per rafforzare la competitività, per fornire canali dicredito ben funzionanti per gli investimenti, anche alle piccole e medie imprese, e per rafforzare la fiducia".

Di qui l'impegno ribadito da tutti i leader di "fare le riforme necessarie nelle nostre economie per sostenere sistemi finanziari più forti, mercati del lavoro sani, occupazione e crescita e per sostenere il commercio mondiale".

Inoltre il prelievo fiscale è "fondamentale" per la crescita economica, ha detto il premier britannico David Cameron nel corso della conferenza stampa conclusiva del G8 in Irlanda del Nord. Per gli evasori fiscali non dovrebbero esserci luoghi "in cui nascondersi" e i governi si impegneranno per garantire che le aziende siano sottoposte a un "adeguato" prelievo fiscale.

(Adnkronos/Ign)

 

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