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25 novembre 2017

Montebelluna

Giorgia, da Pederobba allo Sri Lanka per salvare l’oceano

La 22enne per 7 settimane nel paese asiatico per sensibilizzare i giovani

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PEDEROBBA - Colombo, Sri Lanka, dista quasi 10.000 Km: tanta la distanza che ha percorso Giorgia Marchese, 22 anni, giovane studentessa di Pederobba a Ca’ Foscari e una laurea in “Lingue, civiltá e scienze del linguaggio” quasi in tasca. Ha deciso di partire volontaria non appena le si è presentata l’occasione, un progetto di Aiesec, organizzazione internazionale interamente gestita da studenti che facilita un network di scambi internazionali sotto forma di esperienze di volontariato e di tirocinio, in collaborazione con Ca’ Foscari e l’Università di Moratuwa. 

 

Project Ocean, un’esperienza di 7 settimane che ha portato Giorgia e altre due studentesse di Ca’ Foscari Elena Gigo e Giulia Gottin a percorrere in lungo ed in largo lo Sri Lanka con un obiettivo principale, spiega la stessa Giorgia: “Sensibilizzare la popolazione ed in particolare gli studenti sulle tematiche ambientali ed in particolare la biodiversità dell’oceano indiano e le conseguenze devastanti dell’inquinamento su di essa e contribuire fattivamente a progetti di tutela delle spiagge e dell’habitat marino dello Sri Lanka ”.

Un tema che di recente è tornato alla ribalta delle cronache dopo l’iniziativa del giovane Boyan Slat e della sua Start Up Ocean Clean Up, che mira a ripulire l’oceano pacifico dal così detto “Trash Vortex” che costa la vita a centinaia di specie marine ogni anno.  “Abbiamo tenuto conferenze in tantissime scuole - racconta Giorgia ripercorrendo l’esperienza asiatica - abbiamo visitato le scuole d’élite ma anche quelle dei villaggi più poveri. E’ un paese che vive delle differenze sociali enormi, ma con un capitale umano meraviglioso. Ovunque andassimo, abbiamo trovato persone accoglienti e calorose, disponibili e pronte a regalare un sorriso”. 

 

Non solo scuole e conferenze per le giovani venete partite per Colombo ma anche la partecipazione a giornate dedicate alla pulizia delle spiagge del paese e il confronto diretto con i volontari del Conservation Center di Indurwa, che ogni giorno assistono le specie marine, in particolare le tartarughe, vittime dell’inquinamento e dell’antropizzazione dell’ambiente marino.  “Un’esperienza davvero toccane - ricorda Giorgia - ci è stata affidata una tartaruga trovata con un arto amputato parzialmente dalle reti da pesca, abbiamo avuto modo di seguire lo sviluppo della sua ripresa, dopo averla curata è stata rilasciata nell’oceano. Abbiamo voluto darle un nome evocativo: Hope, Speranza”.

Un’avventura che non è stata comunque facile. “Il paese è molto povero, e lo shock dei primi giorni è stato davvero duro, ma la soddisfazione e la motivazione di quest’esperienza ci ha fatto dimenticare a che quelli che agli occhi di molti potrebbero essere situazioni di disagio insopportabili – dice ancora -. Sicuramente rientro con un bagaglio immenso di ricordi e positivo confronto con una realtà profondamente diversa dalla nostra. Una cultura nella quale 4 religioni riescono a convivere e coesistere”.

 

Un’avventura che non sarà l’ultima di certo per Giorgia che sta già pensando ad un nuovo progetto a sfondo ambientale e intanto da Pederobba arrivano i complimenti del sindaco e dell’amministrazione comunale. “Giorgia ha dato un bell’esempio e ci ha reso tutti orgogliosi - dice Fabio Maggio Consigliere Comunale a Pederobba -. Stiamo pensando ad un’iniziativa nella quale possa raccontare la sua esperienza per poter sensibilizzare gli studenti ad un tema che non ci può lasciare indifferenti”. 

 

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