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24 marzo 2019

Nord-Est

E' il giorno dell'autonomia

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Approda oggi nel Cdm in programma alle 19 la bozza per l'autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Un testo caro alla Lega ma che divide i Cinquestelle provocando al tempo stesso il malcontento del Sud. ''Siamo d'accordo - ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini a margine della presentazione del rapporto sull'agro mafie -. Oggi va in Consiglio dei ministri''.

 

Stando a quanto riferito all'Adnkronos da una fonte di governo 5Stelle, la Lega avrebbe trovato la quadra con la ragioneria sulla metodologia da adottare per rafforzare l’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. "Ma siamo solo all’inizio delle trattative - assicurava ieri la stessa fonte - difficile che si possa uscire dal Cdm con un accordo".

 

Secondo quanto ribadito dal vice ministro dell'economia Massimo Garavaglia, e dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani, sui testi delle intese per l'autonomia "è stato raggiunto l'accordo per quanto riguarda la parte finanziaria". "Si è dunque chiusa l'istruttoria con il Mef in modo positivo - hanno assicurato -. L'accordo prevede l'approdo ai costi e fabbisogni standard partendo da una fase iniziale calcolata sul costo storico. La copertura sarà a saldo zero e le risorse sono garantite tramite la compartecipazione di imposte".

 

"Vogliamo rassicurare tutti - hanno poi spiegato - ogni preoccupazione sull'impianto generale dello Stato è del tutto infondata. Nessuna misura di solidarietà nazionale verrà meno e mai saranno sottratte risorse da un territorio in favore di un altro". Il malcontento però è palpabile. Ieri contro la bozza d'intesa si sono scagliati, tra gli altri, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha parlato di "cafoneria istituzionale di governo" e il leader della Cgil, Maurizio Landini che si è detto "contrario al disegno del governo sulle autonomie differenziate che sono contro la Costituzione e i diritti delle persone, come salute, scuola e lavoro solo perché sono nati in una parte del Paese'' avvertendo che si tratta di "un disegno pericoloso che mette in discussione l'unità del Paese e i diritti sociali''.

 

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