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19 febbraio 2018

Il Giudizio: Priebke e Welby

Categoria: Altro -

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Mario Marangon | commenti | (3)

Ancora tafferugli, nella notte, per le esequie di Priebke. Proseguono da più di un giorno e questo è il vero riconoscimento, il migliore che egli potesse avere, nel suo funerale. Personalmente avrei preferito “il nulla”, cioè un feretro nella più plumbea assenza e solitudine. Una morte ignorata, come lui ha ignorato i suoi morti. Una piazza vuota, con Polizia e squadre Celere senza manifestanti. L’odio è pur sempre una forma di attaccamento e di riconoscimento, mentre non lo è l’indifferenza. Il Vaticano prende posizione negando il rito religioso e uno scontro tra il Sindaco e il Prefetto rendono quel funerale unico e memorabile.

           

Il prete di Paese gli renderà omaggio, dandogli un perdono senza mai che ci sia stato un pentimento: assurdo teologico. Paradosso, aporia, del cattolicesimo e del cristianesimo.

           

Sulla “lista nera” del Vaticano due “inqualificabili figuri” cui è stato negato il funerale: Welby e Priebke. Peccato però, che il primo abbia preso in mano nella sofferenza la sua vita sino all’ultimo respiro, il secondo, criminale di guerra condannato, mai pentito, si sia goduto nel lusso e nei privilegi 100 anni di vita.

           

La Curia Romana ha Giudicato. I buoni da una parte, i cattivi dall’altra. Il giudizio è il suo mestiere, in attesa di quello ben più apocalittico, Universale. Il giudizio si radica sul principio che chi lo esprime è il titolare della vera morale, dei veri principi, dei veri valori. Beati loro, illuminati d’immenso. Da dove derivi, e in cosa si fondi, la loro morale nessuno al Mondo lo sa. Nietzsche, in “Genealogia della Morale”, risalendo le origini dei precetti morali di buono-cattivo, stabilisce che la morale è solo un’invenzione dei potenti per controllare e dominare i deboli e i popoli. Le armi, le torture, i roghi, le guerre non bastano se il potere non si insinuasse nei secoli nelle pieghe più nascoste dell’anima e della coscienza. Solo così il controllo è duraturo e totale. Taccio, per non urtare la sensibilità del lettore, cosa sostiene Nietzsche sulla “casta sacerdotale”.

           

A casa mia, invece, vige l’Anarchia. Entrano ed escono liberamente persone di tutti i tipi, alcuni dei quali sulla soglia della malavita. Donne di dubbio mestiere. Ragazzi con strane caramelle. Preti e sbattezzati. Restano fuori di casa solo le persone con animo cattivo e animate da odio. Eppure non do Giudizi. Preferisco la cultura del dialogo, dell’ascolto, dell’accoglienza a quella dell’esclusione, dei giudizi e dell’emarginazione.



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"Non do giudizi" dice. Ma mi pare, a meno che lei non dissenta dal giudizio di Nietzsche, che sulla curia romana lei non si sia fatto una idea troppo tenera.
Che l' Anarchia di cui lei è sostenitore, poi, sia una sistema politico in grado di reggere una società, mi pare sia tesi ancora indimostrata nel concreto.

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Mi pareva implicito nel mio Post la distinzione tra "giudizio generale" e "giudizio personale". Potrei parlare dei "giudizi analitici" di Kant, ma sarebbe cosa lunga e impropria in un Blog. Ho capacità e autonomia di pensiero e quindi posso, ed è anche doverso, esprimere dei giudizi sulla cultura, sulla politica, sull'arte, sulla musica e anche sulla Chiesa. Lei ha letto in fretta il mio post, oppure lo ha letto con occhiali "truccati" perché sostengo di non dare giudizi "personali". Il mio sprezzante giudizio su Priebke non è sulla sua centenaria persona ormai sola e consumata dal tempo, ma in riferimento ai crimini collettivi e di massa che ha perpetrato per i quali si meritava la Scomunica e non la dichiarazione di "innocenza" come fanno i nipotini di Lefevre ovvero il prete non sconfessato di Paese. La mia idea, o giudizio se preferisce, sulla Curia Romana è pessimo ed è uguale a quello dei "teologi della liberazione" (Vescovi a Cardinali latino-americani) o di Hans Küng. In quanto all'Anarchia, anche la civiltà borghese e capitalistica era "indimostrata concretamente" sino alla Rivoluzione Francese del 1789. O il comunismo prima del '17. Aggiungo, però, che parlare di "realtà dimostrata nel concreto" da parte di un cattolico è incomprensibile e contradditorio. Dio è dimostrato? I miracoli sono "concretamente dimostrati"? Adamo ed Eva sono "concretamente dimostrati"? Creazionismo o evoluzionismo? Il creazionismo non è dimostrato, l'evoluzionismo sì. Nulla è dimostrato nel cristianesimo, ma tutto "atto di fede".

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Preg.mo Marangon, starà mica tentando di "ubriacarmi" con la vastità delle tematiche proposte? restiamo al caso Priebke. MI risulta che il diritto canonico ammetta la possibilità di negare i funerali religiosi in certi casi. E non c'è scritto da nessuna parte che questi DEBBANO essere celebrati per ogni defunto. O vorrebbe imporlo Lei?
Resta il problema di come è stata gestita la vicenda anche dalla autorità di sicurezza e dalla politica. In modo molto superficiale, direi. Lei come e cosa avrebbe fatto della salma del boia delle Ardeatine?

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