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12 dicembre 2018

Cronaca

Gli immigrati arricchiscono e ringiovaniscono l'Italia. Necessari per la crescita del paese

Rapporto 2018 della Fondazione Leone Moressa: gli stranieri producono il 9% del Pil, ma bisogna attrarre più immigrazione qualificata

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Gli stranieri regolari in Italia contribuiscono a produrre quasi il 9% del Pil italiano e ad immettere nelle casse previdenziali 11,9 miliardi di euro. È quanto emerge dal Rapporto 2018 sull'economia dell'immigrazione "Prospettive di integrazione in un'Italia che invecchia" della Fondazione Leone Moressa, presentato questa mattina a Roma. Nel 2011 gli occupati stranieri erano pari al 9% della popolazione, nel 2017 hanno raggiunto quota 10,5%. Questi 2,4 milioni di occupati producono un valore aggiunto pari a 131 miliardi (8,7% del valore aggiunto nazionale).

 

Il rapporto spiega che si tratta prevalentemente di occupazione "complementare": la maggior parte degli occupati stranieri svolge lavori poco qualificati (e quindi faticosi e poco retribuiti), mentre gli occupati italiani si collocano nelle professioni più qualificate.

 

Il documento segnala inoltre che "non è da sottovalutare nemmeno l'apporto degli imprenditori stranieri che rappresentano il 9,2% del totale imprenditori", dato in crescita negli ultimi cinque anni del 16,3% in controtendenza con la diminuzione degli italiani (-6,4).

 

Per quanto riguarda l'impatto fiscale, i lavoratori stranieri dichiarano 27,2 miliardi di euro (dato stimato) e versano 3,3 miliardi di euro di Irpef. Inoltre, il loro contributo previdenziale è pari a 11,9 miliardi di euro, che aiutano a finanziare il sistema di protezione sociale. Redditi ed imposte sono inferiori alla media italiana in quanto provengono da lavori poco qualificati. 

 

Inoltre - è emerso dallo stesso rapporto sull'economia dell'mmigrazione - le previsioni demografiche per l'Italia "non sono positive", il Paese "attraverserà un inverno demografico" e la fascia più anziana peserà sempre di più sulla popolazione. In questo contesto, l'immigrazione "ha solamente rallentato questo processo" e "per far crescere l'Italia è necessario, come in altri Paesi, attrarre immigrazione più qualificata, oppure aumentare la mobilità sociale degli immigrati presenti già sul territorio".

 

L'immigrazione è importante in Italia, in quanto "dal 1998 è stata il solo fattore di crescita della popolazione italiana", sottolinea il documento. La crescita degli ultimi anni della popolazione immigrata ha in parte rallentato l'invecchiamento della popolazione. Dal 2011 al 2017, nel nostro paese la popolazione straniera è cresciuta di 1,1 milioni senza contare le oltre 800 mila naturalizzazioni. Rispetto agli italiani, gli stranieri sono più giovani ed il loro saldo naturale è positivo (+60.627), per questo incidono sulla spesa pubblica solo con il 2,1%.

 

Inoltre bisogna considerare che il numero di italiani che stanno lasciando il nostro Paese è "sempre crescente": dal 2011 al 2017, il saldo migratorio è stato negativo e pari a -391 mila. Il rapporto della Fondazione Leone Moressa segnala che si tratta di un campanello d'allarme, in quanto nella maggior parte dei casi, gli emigrati italiani sono potenziali lavoratori che esportiamo all'estero, giovani e istruiti.

 

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