12 dicembre 2019

Esteri

La Grecia dice sì all'accordo. Tsipras chiederà voto di fiducia dopo il 20 agosto

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La Grecia dice sì all'accordo. Tsipras chiederà voto di fiducia dopo il 20 agosto

Al termine di un dibattito protrattosi per ore, il Parlamento di Atene ha approvato il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia concordato dal governo di Alexis Tsipras e dai creditori internazionali. La discussione ha preceduto di poche ore la riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles che dovrà dare luce verde al piano di salvataggio.

 

I voti a favore sono stati 222, 64 quelli contrari e undici gli astenuti. La maggioranza necessaria era di 151 voti, su un totale di 300 deputati. Decisivi i voti dell'opposizione. Stando a quanto riferisce l'emittente Skai TV, Tsipras chiederà un voto di fiducia dopo il 20 agosto. Il voto di oggi in Parlamento ha fatto infatti registrare una consistente rivolta interna: sarebbero solo 118 i parlamentari che fanno riferimento alla coalizione di governo che hanno votato 'sì' al piano di aiuti.

 

L'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia.

 

Intervenuto questa mattina in Parlamento, Tsipras ha avvertito che un prestito ponte, la soluzione alternativa al terzo pacchetto di aiuti, implicherebbe "un ritorno a una crisi senza fine".

 

"Questo è ciò che alcuni cercano sistematicamente, e noi abbiamo la responsabilità di evitarlo, di non facilitarlo", ha detto Tsipras. Berlino sarebbe favorevole alla soluzione del prestito ponte che darebbe secondo le autorità tedesche più tempo per perfezionare il pacchetto di aiuti da 85 miliardi di euro in tre anni.

 

Il capo del governo ellenico ha poi chiarito nel suo intervento davanti all'assemblea di non essersi pentito dell'accordo raggiunto a Bruxelles lo scorso mese, ed ha ricordato di non aver ricevuto un mandato per la Grexit. "Abbiamo preso una dolorosa decisione di responsabilità, ma necessaria", ha spiegato, alludendo all'accordo, sottolineando poi che seguire la strada che avrebbe portato verso un ritorno alla dracma sarebbe stato equivalente a un suicidio.

 

In una dichiarazione della Commissione europea, in collegamento con la Bce, e coordinata con l'Esm e l'Fmi, diffusa prima del via libera del Parlamento di Atene, si legge che il pacchetto di riforme che la Grecia ha concordato con i creditori internazionali permetterà ad Atene di "risolvere i restanti squilibri nella sua economia, per tornare su un percorso di crescita sostenibile, mentre affronta in modo risoluto le sfide sociali" che ha di fronte.

 

"La credibilità dell'accordo è puntellata da un numero significativo di riforme sincere - si legge nella nota - tra cui misure importanti per affrontare le sfide strutturali che da tempo l'economia greca deve affrontare, come la raccolta delle tasse, le pensioni, il sistema sanitario, la competitività nel mercato dei prodotti, le professioni e l'energia, che dimostrano l'intenzione del governo greco di normalizzare la situazione nell'economia rapidamente".

 

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