15 novembre 2019

Esteri

Hong Kong, "rinviata legge su estradizione"

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"Dopo aver studiato la questione negli ultimi due giorni, annuncio che sarà rinviata la legge sull'estradizione". E' quanto ha detto in una conferenza stampa la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, affermando che il governo aveva presentato inizialmente questa legge nell'interesse dei cittadini, ammettendo però che il suo esecutivo si è comportato in maniera "inadeguata" provocando "un grande conflitto ad Hong Kong, che è stata relativamente calma negli ultimi due anni". Il provvedimento di legge voleva riforma l'estradizione nell'ex colonia britannica, consentendo la consegna di sospetti e ricercati anche verso la Cina.

 

"Abbiamo deluso e rattristato molte persone e anche io sono rattristata e provo rammarico" ha aggiunto Lam, che ha poi detto che il governo "sinceramente e umilmente accetterà critiche e cercherà di migliorare". Lam non ha indicato per quanto tempo verrà rinviata l'approvazione della legge ma, ad una domanda dei giornalisti, ha affermato che "al momento" la legge non viene completamente ritirata.

 

"Abbiamo due obiettivi, il caso di omicidio a Taiwan - ha detto riferendosi al caso del ricercato per un omicidio che si era rifugiato ad Hong Kong, che il governo ha usato per motivare l'urgenza dell'approvazione della controversa misura - e la soluzione della scappatoie legali. Forse non potremmo affrontare il primo ma dobbiamo risolvere il secondo; quindi non credo, che a questo stadio, le legge possa essere ritirata".

Rispondendo alle domande, inoltre, la governatrice ha detto di "dover ammettere che vi sono state da parte del governo molte inadeguatezze dal punto di vista della spiegazione e della comunicazione" della proposta di legge che renderebbe più facili le estradizioni verso la Cina.

"La legge ha provocato molte divisioni nella società, dubbi e incomprensioni" ha detto ancora, affermando di aver deciso di accogliere la richiesta di chi, in seno al governo, le consigliava di "spingere il tasto di pausa per riflettere". E ha promesso di "mantenere il dialogo con la società, con un atteggiamento aperto", prima di prendere la decisione sulla legge.

"Dobbiamo tenere in mente l'interesse più grande di Hong Kong che è quello di ristabilire la pace e l'ordine" ha aggiunto Lam, che ha comunque difeso il comportamento della polizia che mercoledì ha usato proiettili di gomma, lacrimogeni e gas urticanti contro i manifestanti.

PECHINO - "Il governo centrale cinese esprime sostegno, rispetto e comprensione", per la decisione con cui il governo di Hong Kong ha rinviato l'approvazione della legge sull'estradizione. Pechino, inoltre, ribadisce che ciò che accade ad Hong Kong "sono puramente questioni interne della Cina". Lo afferma Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Pechino evidenzia che "la politica 'un paese, due sistemi' e il governo di Hong Kong con un alto grado di autonomia sono stati implementati con successo. I diritti e le libertà dei cittadini di Hong Kong sono stati totalmente tutelati nel rispetto della legge. I fatti sono chiari per tutti".

"Mantenere la prosperità e la stabilità di Hong Kong -prosegue il portavoce- serve non solo gli interessi della Cina ma anche quelli di tutti i paesi nel mondo. Vorrei evidenziare che Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina e i suoi affari sono puramente questioni interne della Cina senza interferenze di paesi, organizzazioni o individui. La determinazione della Cina a salvaguardare la sua sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo e sostenere la prosperità e la stabilità di Hong Kong è solida"

 

 

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