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27 giugno 2019

Montebelluna

"Ignora ciò di cui sta parlando": il sindaco risponde a Zanoni sulla fonderia

Attenziona ancora alta sullo stabilimento montebellunese dopo che sono state divulgati gli esiti delle analisi sulle emissioni

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

MONTEBELLUNA - Il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero replica al Vicepresidente della Commissione ambiente regionale Andrea Zanoni ed esordisce affermando che: “Mi dispiace doverlo sottolineare sul piano amministrativo ma il consigliere regionale del PD, Zanoni dimostra di ignorare ciò di cui sta parlando”. Il primo cittadino quindi enumera quanto fatto dalla sua amministrazione, paragonandolo con l’operato dei suoi predecessori al governo della città.

“La sua parte politica ha amministrato la città per 9 anni e non ha mai affrontato le problematiche della fonderia, salvo introdurre l'assurda previsione nei piani urbanistici di poter al tempo stesso ampliare la fonderia e rendere possibile una nuova area residenziale a poco più di 100 metri della stessa – dichiara il sindaco che prosegue -. La mia amministrazione ha interloquito nel corso degli anni con la Provincia per cercare di conciliare la presenza di un’attività produttiva storica con le abitazioni che sorgono nei pressi. Partita seguita con attenzione dal mio vicesindaco Elzo Severin che è medico. Varie sono state anche le analisi sul terreno limitrofo alla fonderia eseguite per verificare eventuali contaminazioni”.

Marzio Favero spiega poi che la Provincia ha imposto all’azienda delle prescrizioni che l’hanno portata ad investire 2 milioni di euro per realizzare i nuovi impianti di aspirazione e filtraggio dei fumi e aggiunge: “A partire dal 2019 è stata introdotta una forte restrizione dei limiti di emissione imposti, e quindi la fonderia deve confrontarsi con azioni in passato neanche immaginate, in quanto si accettava un livello di inquinamento superiore. La situazione delle emissioni in atmosfera si è acuita all’inizio del 2018 quando a seguito di un aumento della produzione, e dei turni di lavoro, hanno cominciato a diffondersi con maggior frequenza odori tipici delle attività di lavorazione dei metalli e che il primo ad aver provveduto a segnalare la cosa alla Polizia locale, all’Arpav e alla Provincia è stato proprio il sindaco di Montebelluna, assieme ai cittadini”.

Il sindaco rammenta poi i due incontri promossi in Provincia, in accordo con il presidente Stefano Marcon, alla presenza dell’Arpav, dell’Ulss, dell’Ufficio Ecologia della Provincia, di Unindustria e della ditta per chiedere misure urgenti e il rispetto della tempistica nella realizzazione di nuovi impianti. Oltre a questo la Municipalità ha anche promosso con il Comitato civico della frazione di Guarda e il Comitato Aria Pulita, un incontro aperto alla popolazione con presenti tutti gli interlocutori e quindi i titolari della fonderia, i cittadini, la Provincia, l’Arpav, l’Ulss e i rappresentanti dei lavoratori e che in quell’occasione ho espresso tutta la mia preoccupazione affinché sia tutelata la salute dei residenti e dei lavoratori.

“Il Comune ha chiesto ed ottenuto dall’Arpav una campagna di monitoraggio mai condotta in precedenza con un’apposita centralina della Regione Veneto capace di registrare un ampio spettro di inquinanti al fine di individuare le cause del disagio arrecato dagli odori emessi dalla Fonderia – prosegue Favero -; da mesi è in corso la campagna di monitoraggio mentre l’azienda ha provveduto ad effettuare i lavori; ogni causa di disagio segnalata dai cittadini viene registrata dalla Polizia locale al fine di tener conto in fase di analisi dei dati quali sostanze fossero emesse nell’area in occasione di tali episodi; quando l’Arpav ci ha trasmesso i dati in cui si evidenziano gli sforamenti del benzene e dei composti organici volatili, la Provincia ed il Comune hanno immediatamente comunicato alla popolazione a mezzo stampa e sul sito comunale che le indagini in corso avevano portato ad esperire tali risultati”.

Il sindaco conclude quindi affermando che: “Zanoni per essere un consigliere regionale che ha così a cuore l’ambiente, ignora troppe cose a mio avviso. Avrebbe dovuto avere l’onestà intellettuale ed il coraggio, andando oltre le logiche di partito, di chiamarmi per essere informato sulla situazione come impone il principio di leale collaborazione tra le amministrazioni, ma ha preferito, come spesso gli accade, la via della demagogia che non porta mai alla tutela del bene comune”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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