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20 novembre 2018

Treviso

Incentivi alle assunzioni di licenziati, Pozza scrive a Napolitano

"Perché cambiare uno strumento normativo che funzionava? "

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TREVISO - «Incentivi alle assunzioni di lavoratori licenziati: per quale motivo è stato cambiato e depotenziato uno strumento normativo che funzionava? Perché i depennati delle imprese artigiane continuano ad essere discriminati in fatto di ammortizzatori?». Questi i quesiti che stanno alla base della lettera scritta da Mario Pozza di Confartigianato al presidente Giorgio Napolitano.

 

Sul tavolo il rifinanziamento dell’incentivo previsto dalla legge 236/93 che ha assicurato sino al 31 dicembre 2012 la possibilità agli imprenditori di assumere lavoratori licenziati. Una misura che cercava di arginare l’emorragia di posti di lavoro persi nella piccole imprese, incentivando l’assorbimento dei lavoratori da parte di imprese sane che potevano beneficiare di sgravi contributivi. «Il paradosso - come segnalato dal presidente Pozza -  è che le aziende che hanno assunto entro il 31 dicembre 2012 dovranno restituire gli incentivi ricevuti per gli anni 2013 e 2014. Una decisione del legislatore che riguarda 21mila assunzioni ora a rischio di contenzioso con l’Inps nella nostra Regione. Una su cinque riguarda la sola provincia di Treviso. Da qui la richiesta al presidente Napolitano di intervenire su Governo e Parlamento perché con urgenza sia confermata la dovuta  copertura finanziaria che supera i 40 milioni di euro».

 

La presa di posizione di Confartigianato Marca Trevigiana è arrivata dopo gli appelli al Governo, ai Ministri e in particolare al Ministro per lo sviluppo economico rimasti senza risposta. Dall’altra parte sempre più forte si è alzata la voce degli imprenditori che vogliono continuare a lavorare e ad assicurare occupazione con rapporti di lavoro subordinati conformi alla contrattazione collettiva e ad ogni altra normativa di legge a tutela dei lavoratori.  

 

«In un territorio dove fare impresa è sempre più difficile, dove alcuni imprenditori non hanno retto il peso della situazione -  secondo l’Associazione trevigiana - servono azioni concrete, misure certe di rilancio dell’economia e dell’occupazione. Le piccole imprese rappresentano infatti il 99,4% delle realtà produttive in Italia e il 99.2% nella nostra Provincia e annoverano rispettivamente il 74.9% degli addetti in Italia e il 75.4% degli addetti in Treviso. I numeri evidenziano come il legislatore non possa più discriminare i lavoratori della piccola impresa  e dell'artigianato in particolare, rispetto ai dipendenti della medio-grande dimensione produttiva, che molte volte beneficiano di strumenti  straordinari a totale carico del contribuente, disincentivando qualsiasi rientro nel lavoro».

 

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