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17 ottobre 2018

Lavoro

Incrociamolezampe, Cassazione ci dà ragione su caso Cavicchioli di Montopoli di Sabina.

AdnKronos | commenti |

Roma, 20 set. -(Labitalia) - "Si è concluso con la conferma della condanna in appello e con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato dal difensore dell'imputata il primo processo di una lunga serie (ad oggi ce ne sono pendenti altri 4) a carico della signora Cavicchioli per maltrattamento di animali". Lo comunica l'associazione Incrociamolezampe.

I fatti risalgono al periodo 2013-2014, quando la task force del Ministero della Salute insieme alla Asl di Rieti e alle Autorità locali, è intervenuta su segnalazione dell'associazione di difesa degli animali Incrociamolezampe, nella proprietà di Barbara Cavicchioli a Montopoli di Sabina (Ri) scoprendo una scena da film horror. Centinaia di animali costretti in gabbie fatiscenti, privati della libertà di movimento, denutriti, lasciati per giorni senza acqua divorati da pulci e parassiti.

"La sentenza della Cassazione -dichiara l'avvocato Raffaella Sili, legale dell’associazione Incrociamolezampe- è l'ennesima importante conferma che il delitto di maltrattamento di animali e non la fattispecie contravvenzionale di cui all'art. 727 c.p. (detenzione incompatibile) è configurabile tutte le volte in cui chi detiene un animale lo costringe a condizioni di vita insopportabili per le sue caratteristiche etologiche".

"La volontarietà della condotta di maltrattamento, infatti, -prosegue Sili- si realizza non solo in presenza di un atto di incrudelimento sull'animale, ma anche nell'omettergli tutte le cure di cui necessita (cibo, acqua, movimento, cure veterinarie). Di questa sentenza specifica si dovrà tenere conto anche negli altri processi a carico della stessa imputata considerato che nel tempo quest'ultima ha continuato ad accumulare animali, incurante di tutti i provvedimenti di sequestro dell'Autorità Giudiziaria e delle ordinanze del Sindaco di Montopoli di Sabina, costringendo gli animali alle medesime condizioni (se non peggiori visto che sono deceduti diversi esemplari), rispetto a quelle esaminate dalla Suprema Corte".

Inoltre, prosegue l'avvocato Sili "chi consegnerà animali alla Cavicchioli sarà perseguibile per abbandono, visto che la pubblicazione della vicenda con nome e cognome è stata autorizzata dai Giudici dell'Appello proprio per evitare che l'imputata potesse continuare ad approvvigionarsi di animali da terzi proprietari inconsapevoli. Visto l'esito del processo e gli articoli usciti chi cederà, dunque, a qualsiasi titolo cani alla signora Cavicchioli verrà denunciato".

Una vittoria dell'Associazione Incrociamolezampe che con il suo Presidente Rita Storri da anni sta conducendo una battaglia contro l'accumulo seriale di cani e i maltrattamenti reiterati di questa donna nel reatino. Sono circa 400, infatti, gli animali sequestrati alla Cavicchioli dal 2014 ad oggi e tratti in salvo proprio grazie alle plurime denunce di Incrociamolezampe alla Procura di Rieti. "E' una vittoria che voglio condividere con tutte le associazioni protezionistiche che hanno collaborato con Incrociamolezampe per trovare una casa a questi poveri animali e che ci hanno sostenuto e ci sostengono in questa battaglia- conclude Rita Storri - In particolare l’Associazione Bassotti e poi più e la sua presidente Sabina Gioia. E' grazie ad un lavoro di squadra che è stato possibile curarli e collocarli presso famiglie amorevoli".

 



AdnKronos

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