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18 ottobre 2018

Intervista Col Vandalo

Categoria: Persone - Tags: writers, writing, treviso, vittorio veneto, conegliano, graffiti

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Paolo Pandin | commenti | (27)

 

Pochi giorni fa, ho avuto l' occasione di scambiare due parole con un 'vandalo'. Avete presente quei tipi che si muovono di notte nelle nostre città e dipingono (o per qualcun' altro "imbrattano") edifici abbandonati, treni o vecchi muri di cemento? Ecco, uno di loro. Per la precisione si chiamano "writers" e il loro mondo, quello del "writing", è in continua evoluzione. Il writer, ovviamente, non mi ha rivelato il proprio nome. Prima di iniziare la lettura, vi introduco un paio di termini che non tutti conosceranno. Bombing: dipingere un pezzo velocemente. Tag: firma del writer. Biancone: pezzo di grandi dimensioni riempito con vernice a pennello o rullo.
Ora vi lascio alla nostra breve conversazione.

 

Com’è arrivato il writing in Italia?

Le prime zone in Italia dove si dipingeva, erano Treviso e Milano. A Treviso c’era un certo “Starch” alla fine degli anni ’80, primi ’90 che comunque manteneva un filo diretto con Milano.

E come negli Stati Uniti, inizialmente, non era ben accetto…

Infatti e negli Stati Uniti era iniziato dieci anni prima. Negli anni ’70 li si iniziavano a vedere le prime tag come quella di TAKI183, e piano a piano hanno iniziato a fare i primi bombing. I posti maggiormente interessati erano le linee metropolitane. Poi piano a piano negli anni ’80, a New York, specialmente nel Bronx, ci fu il boom del writing.

Quali erano le zone a Milano e Treviso maggiormente interessate?

Essendo Treviso, una piccola città, la zona più colpita era la stazione ferroviaria, i pezzi in linea specialmente. Stessa cosa Milano oltre alla metropolitana, che però era difficile, perché andavano nella metrò e in un quarto d’ora dovevano dipingere e scappare via subito.

Come mai i Treni?

Perchè tra Writing e treni c’è sempre stato questo feeling. Anche come forma di protesta, perché scrivendo il proprio nome, lo fanno girare e la gente sa che queste persone che dipingono, esistono.

Com’è cambiata negli anni, l’idea del writer da parte delle persone?

Quando ho iniziato io nel ‘97/’98, erano pochi quelli che dipingevano ed erano visti come drogati, spacciatori, vandali, gente che è stata dentro. Stessa cosa un po’ come per i tatuaggi, prima chi si tatuava era un poco di buono, ora invece è più normale una persona che lì ha, di una che non li ha. Poi verso il ‘99/2000, ci fu un boom incredibile, tantissimi writers. Solo nella zona di Vittorio c’erano 20 writers. Ci si trovava tutti e venti sotto la loggia. Più altri che non giravano con noi. Ancora più di Vittorio, a Conegliano c’ erano i ragazzi nati nel ‘72/’75. Iniziò là (a Vittorio, ndr) principalmente la nostra zona, poi ci conoscemmo (con i writers di Conegliano, ndr) e il punto di ritrovo diventò l’ex parco Zanussi. Si andava lì il sabato pomeriggio, si dipingeva, poi si andava alle feste hip-hop, per poi tornare a dipingere la domenica. Per poi ogni weekend ricominciare così.

Cosa sono le Crew?

Una Crew è praticamente un gruppo di persone che si vogliono bene e condividono la stessa passione. La Crew è una famiglia.

Negli anni sono cambiate le crew? Esistono ancora?

Esistono ancora però adesso, secondo me, si cerca di emergere più da soli. Forse la vecchia scuola ha ancora uno spirito di gruppo. Ripeto, secondo me. Penso sia cambiato qualcosa, perché era più underground una volta, mentre adesso con la storia delle commissioni non è più come prima. Una volta un writer doveva spaccarsi il culo, scusa la parola, per andare a cercare tipo un giornalino per comunicare. Tanto per dirti quando ho iniziato io non c’era internet, c’era un mensile che si chiamava “AL” (Alleanza Latina, ndr) che per trovarlo era un casino totale.

Ma questo giornalino era italiano o internazionale?

Italiano, di Genova, fatto da SID e ZKR, era un fanzine in cui oltre al writing ci trovavi anche cose riguardanti hip hop e breakdance. Dopo “AL” è nato “Biz", "Arcano”, “Tribe” e tanti altri.

Ritornando alla crew, comunque è un elemento importante nel mondo del writing…

Si assolutamente. Io mi ricordo poi, nel ’98, ero in questa compagnia di una ventina di persone, che facevamo un casino totale, illegali, quattro dipingevano e gli altri facevano i pali, ma parlavano tra di loro e c’era un macello. Bellissimo perché non ero neanche maggiorenne.

Ma ci sono mai stati problemi con la polizia?

Si si, mi hanno sgamato a Vittorio, mi hanno fatto imbiancare il muro, ma dopo una settimana era già dipinto, robe serie come denunce però no. Denunce a ignoti si ovviamente, avendo fatto tinte illegali.

Perchè ho letto di ragazzi magari beccati che si passavano una notte dentro…

Si certo, poi arrivavano anche le multe. Dipende molto da quello che fai. Le multe sono molto salate.

Mentre dopo il boom del writing nel 2000, com’è la situazione ora?

Secondo me adesso è moda. Il livello si è alzato di brutto, anche perché se uno dipinge per vent’ anni si migliora. Adesso inizi a vedere questo mondo anche in televisione, come su Sky Arte dove fanno questo programma con Frank Hi NRG in cui fanno vedere anche i writers. Una volta per vedere dei pezzi dovevi farti un macello di kilometri oppure cercare ste fanzine, sti giornali, che erano introvabili. Adesso basta accendere la televisione o navigare in internet.

Tutto questo è meglio o peggio?

Meglio. Resto dell’ idea che se una cosa piace, è giusto che venga divulgata. A me piace vedere il writer che va in televisione, è giusto.

Secondo te, per come si sta evolvendo il mondo del writing, può ancora esistere la parte illegale o si deve adeguare ad un' idea più classica/istituzionale?

Rimarrà la parte illegale, perché ogni persone è a sé, non è un gregge dove se qualcuno va in televisione tutti vanno in televisione. C’è chi va avanti nell’ ambito underground. Anche perché nel fare writing illegale, di notte, stai allerta per qualsiasi rumore o movimento, non sai mai cosa può capitare, hai capito? Fidati che quando vai in giro di notte, può capitare di tutto, scene improponibili. Tipo una volta siamo andati a farci dei treni e c’era gente che chiavava dentro il treno, tipo, “dipingiamo?” “vai tranquillo!”. Oppure gente che dorme nei treni. Un’ altra volta stavamo dipingendo, arriva un tipo, credo in esaurimento nervoso, guarda e va via. Un’ altra notte invece, avevamo sentito arrivare delle persone, ci siamo nascosti e quelle persone si sono messe a urlare e litigare alle quattro di mattina e noi li nascosti ad aspettare che andassero fuori dai coglioni.

Chiariamo una cosa, quelli che fanno firme o scritte improponibili sugli edifici storici, non sono writers, giusto?

Esattamente. Io non ho mai taggato su un monumento, su una casa privata, o edifici delle belle arti, è rispetto, capito? Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma io non l’ho mai fatto. Però sulle cose pubbliche sì, tipo il treno, l’ autobus, o anche le ruspe. Una volta ho fatto una ruspa, era bellina, mi ricordo che andavamo la a pulirla e poi pitturavamo. Oppure i bianconi. Le prime volte che andavo a dipingere, mettevo tutto dentro lo zaino, i miei non lo sapevano e avevo paura che mi segassero le gambe. Avevo 16 anni. Finché mi beccarono e mi dissero: “Noi siamo favorevoli a questa roba, piuttosto che ti droghi o fumi. L’ importante è che non ci dai delusioni o che non vai a finire dentro.” Visto che andavo ancora a scuola, certe volte mi compravano loro i colori, grandi i miei! Poi con gli anni, iniziavo ad essere ad un livello più evoluto, dove potevo fare le commissioni, chiedere tot lire e con i colori che avanzavano andavo a farmi il mio illegale o il mio “hall of fame” che è un muro dove la gente va a dipingere in maniera legale.

Quanti “hall of fame” ci sono qua in zona?

Adesso uno a Paese, a Villorba, a Vittorio, a Conegliano c’è la ex Zanussi. Poi ogni “Hall of fame” è gestito da un writer, tu non è che vai a Belluno e dipingi per i fatti tuoi, devi prima sentire il writer che gestisce il muro. In maniera illegale funzionava così anche per i treni. A Milano e Roma invece c’erano proprio le zone di writers, nel senso che se tu andavi a dipingere nella zona dell’altro, erano cazzi, qua no invece.

E cosa succedeva se uno dipingeva in una zona non sua?

Che so io, c’era la guerra positiva a chi faceva il pezzo. Se io facevo quindici metri, l’altro di fianco ne faceva trenta. Oppure se le davano, si trovavano e si pestavano. Però le lotte tra crew in senso positivo erano belle, io faccio questo bombing, che sarebbe un pezzo veloce, di dieci metri in argento e arriva il tipo dell’altra crew e ne fa uno di venti metri con due colori dentro.
 


Colgo l'occasione, per lasciarvi con il video dei 15 metri di pannelli dipinti da alcuni writers a Vittorio Veneto, durante l'evento "Moda&Graffiti".

 

 


Paolo



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Cit. da post

"Avevo 16 anni. Finché mi beccarono e mi dissero: “Noi siamo favorevoli a questa roba, piuttosto che ti droghi o fumi. L’ importante è che non ci dai delusioni o che non vai a finire dentro.” Visto che andavo ancora a scuola, certe volte mi compravano loro i colori, grandi i miei!"

Grandi teste di ........! L'importante è che non vai a finire dentro???
Questo è per caso quello che mi ha imbrattato la ruspa?
Pandin! Fuori nome e cognome!

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Interessante intervista, anche se credo che il " writing" in genere sia in crisi e per lo più ha lasciato spazio al puro e semplice imbrattamento dei muri o delle ruspe.

Fuori il nome di Politicamente Scorretto o si vergogna di quello scrive?

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Non ho scritto proprio niente. Ho riportato solo frasi dal post. Le auguro che le facciano un bel graffito sull'auto.
Cordialità.

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Che Politicamente Scorretto non scriva proprio sono d' accordo. Per questo probabilmente si vergogna a firmarsi per nome. E' comprensibile.

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Sempre meglio non scrivere niente che scrivere assurdità e poi beccarsi la querela. Vedo che la querela che le ha fatto la Sig.ra Onorevole Laura Puppato non le è servita a niente.
A proposito come è finita? Quanto di pena?

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Puppato, un caso eclatante di ipocrisia politica che non ama le critiche e le scambia per insulti. Per il momento ci sono dei risultati politici. Piu' gente conosce Puppato e lei circola meno. Per esempio e' sparita dai talk show nazionali. Per il risultato del processo lo aspetto fiducioso nell' art. 21 della costituzione che garantisce la liberta' di critica.
Puppato e Politicamente Scorretto, che bella coppia. Che Politicamente Scorretto sia un puppattiano non mi sorprende.

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Politicamente scorretto, nessun patteggiamento. Le battaglie le faccio per portarle a termine. Inoltre mi firmo con nome e cognome non mi nascondo, non ho vergogna di quello che scrivo, non ho paura.

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http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/03/07/news/insulti-online-alla-puppato-il-pm-chiede-il-processo-1.8809298

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/06/01/news/il-persecutore-della-puppato-confrontiamoci-1.9343413

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Confermo quanto scritto sopra. Politicamente Scorretto, leggi attentamente e se non ti vergogni di quello che scrivi, firmati con nome e cognome.

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Non mi vergogno assolutamente di quello che ho scritto. Le ricordo che il writer in questione ha delle denuncie a suo carico ovviamente a ignoti non essendo stato colto sul fatto. Chiunque essendo a conoscenza dell'identità di una persona che ha commesso un reato e non lo denucia, può essere accusato di favoreggiamento.
Quindi è meglio se il Sig. Pandin faccia il suo nome. Per il bene dei treni e delle ruspe.

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Tutta la mia simpatia a Paolo Pandin ed al suo lavoro. Bella intervista!
PS, se non ti vergogni e sei orgoglioso dei tuoi brillanti commenti perchè non firmi con nome e cognome. Prova di umilltà?
Giuro che non parlerò più con te di argomenti seri che ti innervosiscono. Di che colore è il tanga per cui a Jesolo sei un mito?

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Avrei detto un colore più anonimo vista la tua sostanziale mancanza di coraggio. Magari con un coniglietto disegnato sul davanti.

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Considerato che Michele Bastanzetti e Politicamente Scorretto hanno tirato in ballo la mia relazione con la senatrice Laura Puppato, posto una nota chiarficatrice. Grazie per l' ospitalità.

SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
“ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”
Sono stato denunciato da Puppato per averla diffamata con calunnie, il processo inizierà il 17 ottobre prossimo.
La mia non è diffamazione personale, ma critica a comportamenti politici della senatrice Puppato, diffusa con i mezzi a disposizione di un cittadino. giornali online, social network, emails etc.,etc.. Ho aumentato la diffusione dopo che Puppato mi ha inviato a casa due volte il comandante dei carabinieri di Montebelluna, Arcidiacono per farmi cambiare idea e dopo la denuncia.
Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
• La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Allego la mia lettera aperta dell’ anno scorso a Carlo Smuraglia e la sua risposta.
• La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale.
• Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
• La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita di entrare negli ospedali ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l' ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
• L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
• Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
• L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

Francesco Cecchini 21.06.2014




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Puppato a Vittorio Veneto ha trovato la soildarietà della coppia Bastanzetti & Tanga Rosso. Chissà se sarà felice, l'ho segnalata alla senatrice. Comunque l'ex sindaco di Vittorio Veneto, Da Re, benché sia verde ed io rosso la pensa come me.

REGIONALI
"Puppato? Ama le poltrone"
Il contrattacco della Lega
"Lascia due anni prima per una comoda poltrona in Regione". Replica all’attacco del sindaco di Montebelluna contro il candidato del Carroccio Zaia, accusato di bluff. Vuole fare il ticket con Bortolussi? La verità è che il Pd le ha già dato il benservito
di Sabrina Tomè

• LEGGI La Puppato dice si a Bersani. "Smaschereremo i bluff di Zaia"
TREVISO. Deposti i fioretti, è arrivato il momento delle sciabole: lo scontro politico per le regionali è infine entrato nel vivo. Anche nella Marca.

Dopo che Laura Puppato ha ufficializzato la sua partecipazione alle elezioni come capolista del Pd e dopo che ha tirato una serie di fendenti contro la Lega accusandola tra l’altro di incoerenza, è scattato ieri il contrattacco del Carroccio. Durissimo. «La Puppato? E lei l’incoerente. Ha tradito il suo Comune dimettendosi due anni prima della scadenza naturale per andarsi a sedere sulla comoda poltrona di consigliere regionale. Da lei non prendiamo certo lezioni. Di nessun tipo, tanto meno sul problema dell’inquinamento. E le polveri sottili ce le ha lei in testa», ha lanciato il segretario provinciale del Carroccio nonché ex consigliere regionale e sindaco di Vittorio Veneto Antonio Da Re. La sfida, quella trevigiana, è dunque ufficialmente iniziata.

Ed è iniziata sabato quando Laura Puppato, dopo aver mandato l’sms «ci sto» a Bersani, è partita all’attacco della Lega. Dicendo, tra l’altro, che «decide in un modo e a Roma legifera in un altro»; sostenendo che «bisogna dotare la Regione di un piano energetico»; accusando Zaia di non averlo fatto quando era vicegovernatore; sostenendo, sempre a proposito di ambiente, che «Lega e Pdl non si sono impegnate».

Tanto basta per far scendere in campo i colonnelli del Carroccio. Primo fra tutti Antonio Da Re. Che, per cominicare, contesta la scelta del sindaco di Montebelluna di andare a Venezia. «Qualora venisse eletta dovrebbe dimettersi da sindaco - spiega il segretario provinciale della Lega - Questo significa che dovrebbe lasciare il Comune due anni prima della scadenza naturale del mandato. Il tutto per andarsi a sedere sulla comoda poltrona di consigliere regionale». Una poltrona che, per la verità, è stata anche di Da Re. «Sì, io però ho fatto il percorso inverso - afferma - ero consigliere regionale e ho lasciato l’incarico per diventare sindaco: la prima posizione è assai più remunerativa della secondo».

Poi continua: «Un conto era se Puppato puntava a fare il presidente, un altro se, come avviene ora, vuole fare il consigliere. Farà il ticket con Bortolussi? Diciamocelo chiaramente: il Pd regionale, a Laura Puppato, ha dato il benservito. E vogliono metterla capolista in più province per garantirle che verrà eletta». Quindi, ironico: «La sua scelta dimostra tutto l’amore per il suo paese e i suoi cittadini. Poi non venga a dire che gli incoerenti siamo noi».


Il primo discoro di Laura Puppato da candidata capolista del Pd ha riguardato la questione ambientale: dalla necessità di un piano energetico regionale per risolvere la questione degli inceneritori e delle polveri sottili, alle accuse di immobilismo e di contradditorietà della politica leghista.

«Non abbiamo fatto niente sul piano ambientale? Balle elettorali - liquida Da Re - Chi ha chiuso le disariche? E’ stato Zaia. L’unica cosa che ha fatto la Puppato, invece, è stata di andare in giro con le fiaccole. Lo ribadisco: non prendiamo lezioni da lei. Che cosa ha fatto per Montebelluna? Che cosa ha fatto per combattere le Pm10? La verità è che le polveri sottili sono nella testa del sindaco di Montebelluna. Diciamocelo chiaramente: anche fermando le auto non si risolve il problema che dipende da svariati fattori e che è molto complesso. Certo, in campagna elettorale si può dire tutto e il contrario di tutto. Ma. per cortesia, non le stupidaggini».

Infine Da Re entra nel merito della questione che ha tenuto banco in questi giorni: gli inceneritori voluti da Unindustria e bocciati dal consiglio regionale.

La posizione della Lega, sul problema, è abbastanza definita. «La questione inceneritori? Precisiamo innanzittutto che quelli voluti dagli industriali riguardavano i rifiuti industriali. Per quelli urbani c’è già un inceneritore, a Fusina, che basta e avanza. Altri non sono necessari».




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Sono veramente contento che mi abbia segnalato alla senatrice. Chissà si ricordi di me quando il Sig. Cecchini gli avrà pagato il risarcimento. Magari ci scappa qualcosa pure per me anche se non la conosco e non so neppure cosa abbia o non abbia fatto nella sua carriera politica.

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La segretaria di Puppato mi ha risposto incazzata nera. Non ha il senso dell' umorismo. Ha preso il fatto di avere Tanga Rosso GGIL sostenitore del suo capo come uno sfotto'.
Puppato ha poche probabilità di vincere la causa, anzi nesuna, perché le mie sono critiche, basate su fatti incontrovertibili. Non sono l' unico a dirle o scriverle ( le critiche). In rete girano vere e proprie offese a Puppato ( per esempio Rotondi l' ha chiamata puppona buffona), ma non e' il mio caso. Comunque per me il processo e' secondario, prioritario e' l'obiettivo politico: la decostruzione del personaggio politico Puppato. Per quanto riguarda Da Re lo stimo come persona e come antifascista ( l' ho sentito 3 anni fa in Cansiglio), come altri Zaia, Marzio Favero etc.,etc., ma non sono un leghista che lo sostiene. Ci credo, anche, che tu non conosca Puppato come ignori moltissime altre cose. Una sola domanda. Ha fatto le scuole dell' obbligo? Glielo chiedo perché ho il dubbio che non tu non legga scriva e comprenda bene l' italiano (ed anche altre materie). In questa risposta ho scritto decostruire, ma immagino che tu non abbia letto Derrida.

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Mi sa che le arriverà un'altra querela per aver detto che uno con il tanga rosso CGIL è un sostenitore della Puppato! Fra l'altro la storia del tanga se l'era inventata a suo tempo il Sig. Bastanzetti il 2 Giugno quando sua moglie era andata al mare e lui era andato ad issare la bandiera sul Monte Altare solo che gli avevano fatto sparire l'asta e così è rimasto a casa per andare in cerca di un'asta nuova.
Quanto a Deridda non l'ho mai sentito in vita mia, questa è sinceramente la prima volta molto probabilmente non scrive libri scientifico-matematici-informatici. In effetti l'italiano non è mai stata la mia materia preferita.
In quanto alle scuole ho preferito fermarmi alla fine delle superiori nonostante giá a 18 anni avessi un Q.I. di 148 arrivato fino al159 dei giorni d'oggi. Non ne ho mai fatto parola su commenti on-line ma visto che mi ha stuzzicato ora posso anche dirlo.
Ora mi scusi ma sto traducendo il jargon file in italiano e come sa l'italiano non è il mio forte. Su certe terminologie mi sto arrovellando da settimane!
Mi saluti tanto Puppato e segretaria.

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Una buona notzia. Informero' Debora che la coppia Bastanzetti & Tanga Rosso CGIL non e' sostenitrice del suo capo, cosi' evito un' ulteriore querela. Questa volta per vera e propria calunnia.
Critico Puppato, ma in genere ha sostenitori intelligenti ed istruiti.
Grazie per la risposta dettagliata. Bastava un si, sono riuscito a completare la scuola dell' obbligo. Non ho dubbi a crederlo.

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Meglio non compromettere ancora di più una situazione critica. Così almeno non si brucia quell'1% di possibilità di vincere il processo.

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A proposito dia un'occhiata al blog di Cristina Collodi su OT giusto per farsi un'idea della mia intelligenza.

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In ogni caso si sarebbe trattato di un' altra querela Affermare pubblicamente che Bastanzetti & Tanga rosso sono supporters della senatrice mi avrebbe portato una condanna certa per calunnie alla senatrice. A Vittorio Veneto Puppato e' malvista da Da Re , ma abbastanza stimata da Tonon. Puppato non ama poi i perdenti, vedi risultato della vostra lista elettorale alle ultime amministrative. Grazie per il consiglio di visitare altri siti, ma ho gia' un' idea del suo quoziente d' intelligenza, che lei via via conferma.

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Nè io nè Bastanzetti non eravamo in nessuna lista. Ma soprattutto a lei cosa gliene frega della politica cittadina di Vittorio Veneto se è di Montebelluna?

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Ha ragione. Probabilmente non siete nemmeno riusciti a presentare la lista.
Sono romano, abito a Montebelluna dopo aver vissuto per molti anni altrove.
Mi firmo con nome e cognome.
Ho amici a Vittorio Veneto nell' ANPI ed in CGIlL. Conosco anche una persona che si e' candidato sindaco e poi ha appoggiato Tonon. Stimo Da Re, che e' stato un discreto sindaco, come Marzio Favero qui a Montebelluna, benche' leghisti. Seguo due o tre blogs di Oggi Treviso, un buon giornale on line che informa non solo di Vittorio ma della marca. Non ha paragoni in giro. Vorrei anche leggere Il Quindicinale, ma non lo trovo.Mi interessa anche l' attività degli writers di Vittorio. Ottima l' intervista di Paolo Pandin, che ha il diritto legale di non rivelare l' identita' dell' intervistato. Tutto qui o quasi.

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Io sono contro qualsiasi forna partitica. I partiti sono la rovina del nostro paese perchè pensano alla loro sopravvivenza e non al bene della gente comune. Per questo non ho mai fatto e mai farò politica.
Nella destra piave il Quindicinale non si trova perchè percè parla solo dei comuni della sinistra Piave. In ogni caso se vuole può sempre abbonarsi. Quasi tutti gli articoli de "Il quindicinale"comunque poi vengono messi su Oggitreviso.
Io invece non mi firmo, non perchè come dice lei non ho coraggio di firmarmi ma solo per una forma di privacy. Se mettessi il mio nome chiunque con un livello di conoscenza informatica medio-alta potrebbe risalire alla mia mail, leggere le mie mail riuscire a entrare nel mio computer ecc ecc. Poi addirittura metti caso avessi delle pendenze penali (le ricorda qualcosa?) queste potrebbero essere spiattellate in pubblico soltanto mettendo nome e cognome su un motore di ricerca.
Pandin non vuole rivelare l'identità del writer? Affari suoi: sono loro due che rischiano non io.
Ha dato un'occhiata al blog della Cristina Collodi su oggitreviso? Secondo me il migliore solo non capisco perchè non scriva più.

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Ho letto un post, l' ultimo, di Cristina Collodi. Concordo, ottimo ed istruttivo.

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Leggero' con calma anche gli altri suoi post.

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Anno XXXVII n° 18 / 18 ottobre 2018

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