12 novembre 2019

Io...me ne lavo le mani!

Categoria: Scienze e tecnologie - Tags: lavarsi le mani, handwashing, influenza, stagione, medicina, CDC, WHO

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Scarpis Enrico | commenti | (1)

L'importanza di lavarsi le mani, handwashing

"Handwashing Day: quando il mondo se ne lava le mani (e fa bene!)". Questo fu lo slogan elaborato dalle principali organizzazioni sanitarie mondiali appositamente per la Giornata Mondiale per la pulizia delle mani con il sapone, tra cui l'UNICEF.

 

Guardate le vostre mani: pensate che siano pulite? Ve le siete appena lavate? Immaginate, invece, che non lo siano: provate a mimare come vi lavereste le mani. Avanti: fatelo, mimate tutta la sequenza come se foste davanti al vostro lavandino di casa e prestate attenzione guardandovi le mani mentre lo fate, sarà un “giochetto divertente”. Non vi sto prendendo in giro: vi sarà utile per capire che i giusti movimenti non sono così scontati. Fatto? Siete soddisfatti della vostra performance? Volete un voto?! Vi auto-valuterete alla fine dell’articolo!

 

Lavarsi le mani nei modi e nei tempi corretti dovrebbe essere un’abitudine che si impara fin da piccoli, un po’ come andare in bicicletta: non ce lo dovremmo mai più scordare. È una regola semplice, ma molto efficace per evitare la diffusione di germi e per proteggere, così, la propria e l’altrui salute.

 

Agli albori

Sembrerebbe che il primo a comprendere l’importanza di lavarsi le mani fu il medico ungherese Semmelweiss, al quale è attribuita l’intuizione che l’elevata mortalità delle partorienti negli ospedali viennesi, come in quelli di tutto il mondo, era causata da quella che oggi definiremmo infezione. In particolare Semmelweiss intuì che la febbre puerpuerale era imputabile ad una entità (oggi la chiameremmo germe) che i medici trasportavano al letto della paziente dopo aver precedentemente eseguito un’autopsia. Questa intuizione fu sufficiente per spingere il medico austriaco a proporre l’introduzione del lavaggio delle mani obbligatorio per i medici al termine delle autopsie e prima dell’assistenza al parto. Questo determinò una sensibile diminuzione dei casi.

 

Mani come untrici

Le mani rappresentano un veicolo: trasportano i germi da una superficie all’altra. Durante la giornata, infatti, le nostre mani vengono a contatto con innumerevoli oggetti su cui si annidano i germi più disparati: sostegno dei mezzi pubblici, maniglie delle porte, tasti degli ascensori, oggettistica varia presente nei negozi (e manipolata prima di noi da altre persone), banconote (gli oggetti più sporchi che esistano!). Il dottor Semmelweiss ebbe quindi un'illuminazione notevole: ridurre le probabilità di trasportare germi potenzialmente patogeni semplicemente lavandosi le mani.

Nella vita di tutti i giorni è importante lavarsi le mani non solo dopo aver usufruito della toilette o prima di mangiare, ma anche prima e durante la preparazione dei cibi. Durante questo periodo invernale è particolarmente importante lavarsi le mani dopo aversi soffiato il naso, aver tossito o starnutito. Grazie all’insegnamento di Semmelweis, invece, gli operatori sanitari, più in particolare, sono formati per lavarsi con scrupolo le mani non solo prima di una manovra asettica, come un intervento chirurgico, ma anche nelle situazioni di pratica quotidiana: prima e dopo il contatto con il pz, dopo il contatto con gli oggetti che stanno attorno al pz e dopo l’esposizione a liquidi biologici. Questo riduce il rischio di trasmissione di virus e batteri, salvaguardando sia i pazienti sia i medici nel contesto di un corretto comportamento igienico-sanitario.

 

Come lavarsi le mani

Cosa ci serve

  • Sapone. Meglio liquido e con dispensatore automatico: evita di toccare con le mani sporche il dosatore e che i germi rimangano sulla saponetta dopo il lavaggio;
  • Acqua corrente, preferibilmente calda;
  • Asciugamano personale o, meglio, carta usa e getta
  • Nel caso non avessimo a disposizione acqua e sapone è sufficiente utilizzare una soluzione idroalcolica in gel (la trovate in tutte le farmacie), con almeno il 60% di alcol, meglio se isopropilico. 

 

Quali parti della mano lavare

  • palmo della mano;
  • dorso della mano;
  • spazi interdigitali;
  • dorso delle dita;
  • polpastrelli;
  • l’intero pollice;
  • unghie e lo spazio sottoungueale.
  • DI ENTRAMBE LE MANI!

 

Che movimenti compiere

Le mani devono lavarsi l’una con l’altra: un errore commesso frequentemente è che la mano destra lavi la sinistra, ma non il contrario. È necessario sfregare bene la superficie delle mani: non ci stiamo facendo un massaggio rilassante!

L’INTERA PROCEDURA

Durata: 30-60 secondi

Le vignette sono state realizzate da Antonio Steffan – ©2012. Modificate a partire dal manifesto originale realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • aprire l’acqua corrente e bagnarsi le mani; 
  • allontanarsi dall’acqua ed applicare sul palmo della mano una noce di sapone liquido; 
  • frizionare palmo contro palmo in senso rotatorio; 

  • frizionare palmo destro contro dorso sinistro intrecciando le dita fra di loro, e viceversa, muovendole avanti-indietro;
  • di nuovo palmo contro palmo, ma intrecciando le dita fra di loro, muovendo le mani sempre avanti-indietro;
  • posizionare il dorso delle dita sul palmo della mano opposta, tenendo le dita strette fra di loro e compiendo dei movimenti semicircolari polpastrello-contro-polpastrello;

  • tenere il pollice sinistro chiuso nel palmo della mano destra (e viceversa), frizionando con movimento rotatorio;
  • tenere le dita della mano destra, strette fra loro, sul palmo della sinistra e compiere movimenti di frizione rotazionale;
  • risciacquare bene le mani con l’acqua, compiendo movimenti simili (se volete più velocemente);

  • asciugarsi con un asciugamano personale o, meglio, con salvietta usa e getta;
  • chiudere il rubinetto con la mano coperta dalla carta monouso: questo evita di riprendere i germi lasciati sul rubinetto quando l’abbiamo aperto!
  • Ora le nostre mani sono davvero pulite!

 

Allora: che voto vi dareste? Ve l’avevo detto che non erano poi così scontati! È una procedura tanto complessa da spiegare a parole, quanto facile e veloce da eseguire una volta imparata e ripetuta più volte. Impiegherete qualche secondo in più a lavarvi le mani, ma avrete la certezza di averle rese veramente pulite.

 

Per approfondire:

Sette buoni motivi per lavarsi le mani - UNICEF;

Handwashing Day – UNICEF;

Centers for Disease Control and Prevention: handwashing;

CDC: wash your hands!

World Health Organization;

 

 

Nel prossimo post:

La figura del medico nell'Antico Egitto

 

 

ATTENZIONE! Medicina…in pillole NON dà consigli medici.

Le informazioni sopra riportate e tutti gli articoli del blog hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono un consiglio medico, né provengono da prescrizione specialistica. Essi hanno lo scopo di spiegare tematiche mediche in modo comprensibile a tutti, senza, però, avere la presunzione di esaurire l'argomento in poche righe. Vi invito a rivolgervi al proprio medico curante, ai farmacisti e a tutti gli altri specialisti qualificati per chiarire qualsiasi dubbio riguardante la vostra salute. Il rapporto di fiducia, di stima reciproca e di confidenza tra medico e paziente deve essere sempre coltivato e salvaguardato con il massimo impegno possibile.

 

photo credit: vignette realizzate da Antonio Steffan - (C)2012. Visita la sua pagina Facebook!

immagine di copertina:

photo credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/fairfaxcounty/8044470115/">fairfaxcounty</a> via <a href="http://photopin.com">photopin</a> <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/">cc</a>

 

 



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Non preoccupatevi: il vostro computer non è rotto e la vostra rete internet funziona. Le immagini (splendide vignette realizzate da Antonio Steffan) non riesco a visualizzarle nemmeno dal mio computer. Purtroppo nell'inserimento delle stesse devono essere occorse dei problemini tecnici che cercherò al più presto di risolvere con l'aiuto della Redazione.

Vi invito a ripassare prossimamente per godervi l'articolo in tutto il suo splendore!
Nel frattempo vi auguro una buona lettura (purtroppo non buona visione!).

A presto
Enrico

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