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23 giugno 2018

Vittorio Veneto

Iroso, l'ultimo mulo alpino. Miracolato

Anni fa era stato dato per spacciato, ma grazie a un particolare mangime è "rinato"

Stefania Rotella | commenti |

CAPPELLA MAGGIORE - Chi, tra gli alpini, ma non solo, non si ricorda di Iroso, il vecchio mulo alpino doc, del Reparto Salmerie di Cappella Maggiore, della sezione Ana di Vittorio Veneto, che anni fa era dato per spacciato ed ora dopo aver iniziato a cibarsi di un mangime particolare, che arriva da Cuneo, è tornato pimpante, nonostante i suoi 37 anni, che per un uomo sarebbero ben 111?

 

La storia dell’ultimo mulo alpino la racconta Toni De Luca, che da quando lo ha comperato nel 1993 lo ha sempre curato. “Cinque anni fa Iroso a causa degli acciacchi dell’età era malmesso- racconta l’alpino Toni- Non sapevo che fare, stava per morire. All’adunata nazionale di Bolzano mi si è avvicinato per caso un ufficiale e parlando del mulo si è preso a cuore la sua storia, tanto da venire a visitarlo e a iniziare a dargli un mangime speciale, studiato ad hoc per l’animale, che ancora oggi mangia. Da allora, sono passati circa cinque anni, Iroso è rinato. Non lo ho più portato alle adunate perché si stanca, anche a fare le trasferte, ma se continua a stare bene credo che lo potremmo portare all’adunata nazionale Ana di Treviso del 2017. Sarebbe commovente: è l’ultimo mulo alpino doc rimasto in Italia, con tanto di punzonatura originale sullo zoccolo. Gli ultimi muli, dismessi dalla caserma D'Angelo di Belluno, 6º reggimento artiglieria da montagna, li comperai per utilizzarli nella mia impresa boschiva ad Anzano. In quel gruppo c’era Iroso. Negli anni tutti gli altri muli doc Fina, Iso, Laio, Leo sono morti. Ora ho Orio, Mila, Marna, Reno, dotati di immatricolazione, ma non muli alpini come gli antesignani. Tutto questo negli anni lo ho fatto per ricordare ciò che furono i muli all'interno dell'esercito italiano: facevano parte dei reparti alpini come mezzo di trasporto per camminare in montagna, caricati con viveri, attrezzature sanitarie, armi e munizioni che altrimenti gli alpini non avrebbero potuto portare a spalla. Questi animali straordinari hanno accompagnato nei sentieri impervi di montagna i nostri alpini per anni. Ora anche quel mondo è finito. Ma resta il ricordo e la riconoscenza per quello che ci hanno dato. E per questo motivo ad ogni sfilata li portiamo. Alla prossima adunata alpina nazionale di Asti dal 13 al 15 maggio Iroso non ci sarà, contiamo di averlo il prossimo anno”.

@riproduzione riservata

 



Stefania Rotella

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