22 agosto 2019

Economia e Finanza

Italia in recessione

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Diminuzione del Pil nel quarto trimestre 2018, dopo quello del terzo trimestre. Si stima che il prodotto interno lordo (espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) sia diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e sia aumentato dello 0,1% in termini tendenziali. Lo rende noto l'Istat in un comunicato, precisando che il quarto trimestre dello scorso anno ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017.

 

IL TRIMESTRE PRECEDENTE - Nel terzo trimestre 2018, il Pil aveva registrato un calo dello 0,1% mentre nel secondo era cresciuto dello 0,1%. Infine, nel primo trimestre dello scorso anno, il prodotto interno lordo il aveva registrato una crescita dello 0,3%.

 

CONFINDUSTRIA - Reagire subito al rallentamento dell'economia che a gennaio potrebbe vedere un calo maggiore di quello registrato a dicembre. E' il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, a sollecitare il governo alla luce della recessione tecnica che sta vivendo il Paese. "A gennaio avremo un rallentamento superiore a quello registrato nell'ultimo trimestre del 2018 dato il rallentamento della Germania. Bisogna aprire immediatamente i cantieri, partendo dalla Tav" dice, bocciando per questo l'ipotesi di un referendum sulla Torino Lione. "Si dilaterebbero solo i tempi senza aiutare la crescita".

 

COTTARELLI - "Conte ha detto 'è colpa del precedente governo' ma il rallentamento che c'è adesso, questa recessione qui, non può essere colpa del precedente Governo" dice in diretta al 'Morning Show' di Radio Padova Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’università Sacro Cuore di Milano. "Quello che è vero è che i gialloverdi - aggiunge l'economista ex commissario alla spending review - hanno ereditato dal passato cose un enorme debito pubblico, e da lì ci siamo portati dietro questa cosa che nessun Governo è riuscito a risolvere in maniera decisiva. Dopo il tentativo fatto negli anni '90, con qualche risultato, di mettere a posto la finanza pubblica, poi con gli ultimi 15 o 20 anni non ci siamo mai riusciti".

 

In un successivo passaggio dell'intervista, Cottarelli ha spiegato quello che secondo lui potrebbe essere uno scenario dell'economia in un futuro prossimo venturo: "Se andassimo in crisi adesso io temo che ci sarebbe una grossa patrimoniale, quella di Amato fu una piccola patrimoniale. Quando ci fu la crisi del 2011 Giuliano Amato ha parlato di mettere una patrimoniale grossa; si potrebbe parlare di una patrimoniale del 10% sulla ricchezza, intesa come un 10% su tutto il patrimonio. Questo potrebbe avvenire soltanto in una situazione di profonda crisi. Non siamo in una situazione di crisi al momento, ma se finiamo in una recessione non dello 0,1% come quella di ora, ma in una recessione in cui il Pil cala dell'1 o 2 per cento, il rapporto tra debito e Pil aumenta e i mercati perdono la fiducia". Sull'aumento dell'Iva che scatterebbe come clausola di salvaguardia al posto della patrimoniale, Cottarelli ha ricordato: "Il Governo ha detto che l'Iva il prossimo anno non aumenterà, in questo caso bisogna vedere come si farà a coprire l'effetto pieno per il prossimo anno del reddito di cittadinanza e della quota 100".

 

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