15 settembre 2019

Nord-Est

L’aperitivo a 50 metri sopra il cielo (di Venezia)

Suggestivo (e imperdibile) il “Dinner in the sky” al Cipriani di Venezia: si brinda (e si mangia) sospesi sulla laguna

Emanuela Da Ros | commenti |

VENEZIA – In alto i calici. Ma quanto in alto? Facciamo 50 metri. Cinquanta metri da terra, dalla laguna di Venezia. Dal campanile di San Marco e dall’isola di San Giorgio.

Emanuele Minore (project manager) ha inaugurato ieri all’hotel Cipriani della Giudecca di Venezia l’aperitivo (ma, volendo, anche la cena) più alto della laguna. Insieme a un team di soci/amici/collaboratori (il logistic manager Simone Gallenda, l’ingegnere Nicola Ferrari, il prestigioso staff del Cipriani, 5th Events, Action Partner/Alessandro Rosso Group e la partnership di Orient Express), Emanuele Minore ha portato a Venezia la formula del “Dinner in the Sky”, già sperimentata con successo a Parigi, Londra, Dubai, Las Vegas, Sydney, Monaco, tanto per citare alcune delle location più note.

Emanuele Minore

Dal 19 al 23 giugno, ha allestito, presso l’hotel Cipriani, un ristorante sospeso nel cielo. Una tavola larga cinque metri per nove di lunghezza viene sollevata tramite una gru fino a 50 metri d’altezza, con la possibilità di ruotare di 180°. I 22 commensali che vogliono provare l’ebbrezza (io l’ho sperimentata: è godibilissima) di un brindisi o una cena nel cielo più bello d’Italia vengono “imbracati” a seggiolini speciali e fatti decollare verso l’alto con tutte le garanzie di sicurezza. Una volta in quota l’executive chef del Cipriani, Renato Piccoletto, e lo chef del ristorante Cip’s Club, Roberto Gatto, offrono agli avventori/aviatori un aperitivo e finger food, o una cena completa. Nel primo caso sono disponibili tre turni per la durata di 30 minuti: alle 17.15, alle 18 e alle 18.45 (costo: 50 euro a persona). Nel secondo caso, la cena si può prenotare alle 20 e alle 21.30 (costo 250 euro), con prenotazione obbligatoria presso l’hotel Cipriani.

L’esperienza tra prosit e cielo verrà probabilmente ripetuta – a Venezia - in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, ma Emanuele Minore vorrebbe esportare idea e tecnologia anche in altre parti d’Italia: sulla costa Amalfitana o – perché no – sullo stretto di Messina. Attratto dalla possibilità (realistica!) di poter brindare e cenare al di fuori della frontiera-terra, Emanuele Minore pensa anche al The Cube. Cos’è? Un ristorante, dalle pareti trasparenti, allogato due metri sotto la superficie del mare. Un’idea, condivisibile (e sostenibile da un turismo disposto a far leva su risorse importanti), che potrebbe superare i confini/frontiera della Terra per sperimentare in altre dimensioni (cielo, mare) la seducente esperienza del (buon)gusto.

“Tutto sta – afferma Emanuele Minore – nel trovare chi crede in un sogno realizzabile. Per quanto mi riguarda, ai sogni io credo: e da padre-single non perdo occasione di dirlo a mio figlio”.

 



foto dell'autore

Emanuela Da Ros

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