16 settembre 2019

Vittorio Veneto

I LAGHI DI REVINE PARCO REGIONALE

Protocollo tra Regione, provincia e Comuni per la gestione del sito

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Revine - Con la firma del protocollo d’intesa tra la regione  Veneto, la provincia di Treviso, i comuni di Revine  e Tarzo è nato il parco naturale regionale denominato “Laghi di Revine Lago e Tarzo”. Il protocollo con il quale gli enti firmatari si sono impegnati a gestire congiuntamente il nuovo parco è stato firmato  dall’assessore regionale ai Parchi Flavio Silvestrin, dal presidente Leonardo Muraro, dal sindaco di Revine Lago Battista Zardet e e dal sindaco di Tarzo Gianangelo Bof.

“La politica del mio assessorato ai Parchi e alle Aree naturali protette - ha spiegato l’assessore Silvestrin - mira a governare le aree protette attraverso una gestione territoriale volta a comporre gli interessi locali sulla base delle particolari esigenze presenti: con le azioni intraprese vorrei concorrere a trasformare la ‘vecchia politica dei vincoli e delle prescrizioni’ in una nuova politica delle ‘opportunità’ dove è prioritario l’interesse della crescita e di sviluppo delle popolazioni attraverso azioni e progetti socialmente compatibili con la salvaguardia e la difesa dell’ambiente in cui viviamo”.

“E’ compito della politica - ha detto l’assessore regionale - riportare i problemi entro una convergenza strategica, riconoscendo i problemi e le necessità della popolazione, i problemi della difesa dell’ambiente, la valorizzazione del paesaggio e le prospettive per lo sviluppo sostenibile locale”.

L’area dei laghi di Revine Lago e Tarzo era stata individuata già nel 2003 quale “sito di importanza comunitaria”, meritevole di salvaguardia e conservazione. Più volte i due Comuni hanno manifestato l’intenzione di costituire un parco d’interesse locale. La Provincia di Treviso ha manifestato inoltre l’intenzione di partecipare alla gestione di tale parco per la promozione e la valorizzazione dell’area, in particolare attraverso iniziative con le scuole da realizzare nel Parco Archeologico Didattico del Livelet, villaggio palafitticolo ricostruito dalla Provincia e gestito in collaborazione con l’Unpli.

Con la firma del protocollo, la Regione Veneto si impegna a sostenere la costituzione, la gestione, lo sviluppo e la valorizzazione del parco regionale dei laghi di Revine e Tarzo, prevedendo anche l’erogazione di contributi. In totale saranno 280 mila euro: 21.000 euro al Comune di Tarzo per la redazione del piano ambientale congiunto con il Comune di Revine Lago; 21.000 euro al Comune di Revine Lago per la redazione del piano ambientale congiunto con il Comune di Tarzo; 119.000 euro al Comune di Tarzo per la realizzazione di opere di ricalibratura spondale, difesa e mitigazione idraulica e per eventuali acquisti di aree, da attuare in intesa col Comune di Revine Lago;119.000 euro al Comune di Revine Lago per la realizzazione di opere di ricalibratura spondale, difesa e mitigazione idraulica e per eventuali acquisti di aree, da attuare in intesa col Comune di Tarzo.

La Provincia di Treviso finanzierà con risorse proprie progetti di investimento o l’acquisto di aree. I Comuni inseriranno nei propri strumenti urbanistici l’ambito del parco regionale d’interesse locale. È prevista inoltre la costituzione di un apposito Consorzio per la gestione del parco.

 

In foto lago di Revine

 

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Speriamo "avanzi"qualche euro per sistemare il percorso naturalistico che alla prima pioggia va' sempre sott'acqua e non si riesce nemmeno a fare una corsa costeggiando la riva del lago.

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I laghi di Revine sono due rarissimi casi, in provincia di Treviso, di acque non classificate come territorio di salmonidi. Quando in inverno i territori popolati da salmonidi vengono chiusi, i due laghi diventano valvola di sfogo per molti pescatori della zona.
Speriamo i gestori se ne ricordino e non infieriscano con nuovi regolamenti restrittivi.
Oltretutto è una delle zone dove i pescatori più accorti praticano già da tempo il catch&release, lasciando il pescato nel lago e procurandogli il minimo danno possibile (ad esempio utilizzando ami appositamente modificati, tecniche di rilascio che evitano lo shock termico, etc...). Comportamenti "conservativi" che si sono diffusi in modo spontaneo, senza che nessun regolamento lo imponesse.
Da pescatore mi auguro che tanta buona volontà venga premiata, senza costringerci a tener conto di nuovi regolamenti speciali.

Davide

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