17 ottobre 2019

Vittorio Veneto

L'AMORE FA MALE, IL TRADIMENTO NO

Crepet, al teatro Da Ponte, ha parlato dei massimi...sentimenti

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Paolo Crepet ha fatto registrare il pienone mercoledì sera al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto. Venuto per presentare il suo ultimo libro “Ad una donna tradita”, ha ammaliato e interessato le quasi 500 persone presenti, lasciandosi andare a una lunga serie di  considerazioni semplici, ma sempre piene di effetto.

Ha detto (tra l'altro) Crepet: "I bambini e gli adolescenti devono essere lasciati alle loro esperienze e non troppo coccolati: se dai tutto ad un bambino gli togli l’essenziale, cioè il desiderio di conoscere, la passione...
Il desiderio ha bisogno di dolore, mentre i genitori sono ossessivamente attenti a proteggere i figli dalle esperienze dolorose, anche quelle più semplici.

Per dare autostima ai figli non bisogna aiutarli toppo, non bisogna proteggerli. Bisogna avere il coraggio di lasciarli andare. Bisogna che i figli imparino a stare soli.
Ma anche i ragazzi hanno le loro responsabilità: quando un ragazzo sbaglia metà dello sbaglio è colpa del genitore o dell’educatore ma l’altra metà è colpa del figlio, perché non è stato capace di essere migliore del padre.
Per crescere bene, i ragazzi devono essere affamati di conoscenza. L’ eccessivo protezionismo blocca la curiosità. Proteggere gli angoli dei mobili di casa perché il bimbo non si faccia male non lo protegge ma lo espone maggiormente, perché non gli permette di imparare.

I ragazzi vorrebbero innamorarsi senza soffrire, ma non è così, l’amore è sofferenza. L’amore senza sofferenza non è amore. Privando i nostri figli della sofferenza li priviamo anche della capacità di amare. Faccio un esempio: -Se non vedo la mia ragazza da qualche giorno e, telefonandole, gli chiedo: “ti manco?” e se lei mi rispondesse:”…mica tanto!”, io ci resterei  male perché lei non ha patito la mia mancanza. Ma allora c’è qualcosa che non torna: non vogliamo la sofferenza nell’amore ma la pretendiamo nella relazione!"


E, dopo l'amore, Crepet ha dissertato di tradimento: "Si tradisce - ha detto - quando ti sei già tradito! Il tradirsi è la prima forma del tradimento e quando si perdona un tradimento non perdoni l‘atro, ma perdoni te stesso.
Nel tradimento non bisogna perdonare. Sono le persone con poca autostima che perdonano perché pensano che la colpa sia anche loro, un po’ come la persona rapita che perdona i suoi rapitori o la donna violentata con i suoi violentatori: “... se non mi fossi messa la minigonna…
”.


Infine, possiamo fare a meno di tradirci e di tradire? Tradiamo i figli, i genitori, gli amici, le persone che spesso ci stanno intorno e talvolta senza rendercene conto. Il tradimento ripugna alla nostra coscienza di “puri”, ma è un’esperienza ineluttabile. Tradire ed essere traditi significa  “essere consegnati” a un destino di ricerca costellato di cadute e di sconfitte."

Ruggero Da Ros

 

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