22 agosto 2019

Conegliano

L'area del Piave piena di bombe inesplose: trovati 84 ordigni durante la bonifica al Ponte della Priula

Il dato diramato oggi dopo il sopralluogo del presidente Zaia

Roberto Silvestrin | commenti |

SUSEGANA - Che le sponde del Piave fossero piene di bombe inesplose, non era un mistero: ma il numero degli ordigni trovati durante l’intervento di bonifica al Ponte della Priula ha dell’incredibile.

 

Sono infatti 84 gli ordigni bellici di varie tipologie trovati nell’area di cantiere durante i lavori di consolidamento del ponte: hanno richiesto un tempo di lavoro di 410 giorni per essere asportati e messi in sicurezza.

 

Oggi il presidente Luca Zaia si è recato in sopralluogo, visto che i lavori sono in dirittura d’arrivo: il ponte storico della Priula è una infrastruttura dei primi del Novecento, della lunghezza di 430 metri, composta da 20 arcate sostenute da 21 pile che suddividono l’opera in 20 campate. Le indagini periodiche condotte da Anas hanno messo in luce la necessità di intervenire sulla struttura che è interessata dall’erosione dell’alveo del fiume, tramite la sistemazione, in particolare, delle pile, degli archi e dei parapetti laterali che presentavano un naturale degrado.

 

L’investimento complessivo per l’intero corpo degli interventi ammonta ad un totale di circa 9,3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni per la realizzazione della viabilità alternativa. Gli interventi sono iniziati a maggio 2018 ed hanno richiesto l’interdizione al traffico sul ponte storico. In concomitanza con l’avvio dei lavori è stato infatti aperto al traffico il percorso alternativo che ha consentito di dirottare la circolazione dal ponte storico al tracciato provvisorio costruito nell’alveo del Piave.

 

Il sopralluogo di oggi è stato programmato in vista della riapertura al transito del ponte completamente restaurato, che si prevede possa avvenire entro i primi giorni del mese di giugno.

 



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Roberto Silvestrin

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