15 settembre 2019

Italia

Le nostre aziende stanno morendo

Lo dice Confindustria

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CAPRI - "Le nostre aziende stanno soffrendo, forse morendo di fisco''. Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, a margine del convegno dei Giovani di Confindustria, rinnovando l'allarme sul fisco. ''Credo di interpretare l'opinione di tutti gli imprenditori italiani'' ha aggiunto. ''E' una riflessione che dobbiamo porre all'attenzione dei nostri governanti''.

''Il Governo - ha proseguito - non sta facendo tutto quello che sarebbe necessario per fare un salto di qualità''.

''Ritengo che per la prossima legislatura serva una legittimazione politica molto più importante'', ha aggiunto. E nei confronti di una ipotesi 'Monti-Bis', ''non faccio una questione di nomi. Mi sta benissimo - ha sottolineato - anche il professor Monti purché abbia una legittimazione elettorale''.

''Quello che preoccupa è una situazione economica molto difficile - ha sottolineato poi Squinzi nel corso del suo intervento alla conventione dei giovani imprenditori a Capri - stiamo soffrendo da un anno e più anche a causa dell'impegno di raddrizzare i conti e questo ha portato ad un calo dei consumi interni che tutte le aziende stanno accusando in maniera forte. Ma il problema vero è la disoccupazione che è al 10,7% che diventa il 12,5% se contiamo chi ha rinunciato a trovare lavoro. Ma il fatto tragico è la disocccupazione dei giovani al 35% e che in alcune aree del paese sfonda il 50%".

"Una situazione difficile, dunque, ma non dobbiamo perdere l'ottimismo, bisonga credere nel futuro e fare quanto possibile per la crescita".

E' inoltre necessario, ha sottolineato, che il Sud reagisca alla crisi abbandonando una "mentalità assistenzialista. Solo così si potrà cercare di potenziare i punti forti del sud".

"Non dobbiamo dimenticare - ha detto - che il patrimonio storico, culturale e ambientale del Mezzogiorno è unico al mondo".

(Adnkronos)

 

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Finchè il governo continuerà a dare incentivi alle industrie , senza vagliare dove queste industrie realmente li spenderanno è ovvio che sarà così.
All'industriale interessa solo il guadagno , non da dove arriva. E di conseguenza lo cercherà dove paga meno tasse e dove ha meno costi.
Ma allora perchè no detassare completamente il lavoro in italia, e spostare questi costi sui fatturati che arrivano dal prodotto lavorato all'estero.
La vera politica per risanare un paese in grande difficolta è la salvaguardia del proprio PIL, e l'unica salvaguardia possibile è favorire al massimo la produzione interna e revuperare ulteriore denaro su chi importa o produce all'estero.

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non solo le aziende muoiono, ma tutti gli italiani, all'infuori delle categorie note a tutti, e questo grazie alle idee malsane di un manipolo di "tecnici" che in realtà altro non sono che ex professori della Bocconi, avulsi dalla realtà. Avrebbero dovuto rilanciare l'economia, detassando ed aumentando gli stipendi, favorendo le attività produttive ecc. ecc. come insegna ogni testo di economia. Invece hanno voluto favorire le banche e l'economia globale, azzerando l'occupazione, il mercato interno, in poche parole la crescita, ma anche la fiducia nel futuro, così la crisi durerà 100 anni. E c'è chi vuole il Monti bis! Arriverà prima la rivoluzione, ma non con uova marce ad opera di pochi esponenti dei centri sociali: quando si muovono le masse affamate, qualche testa cade...Quanto a Napolitano, "garante della Costituzione" qualcuno gli spieghi che un governo imposto senza avallo del voto con elezioni democratiche, è una dittatura. Noi siamo sotto dittatura !!

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