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24 ottobre 2017

Nord-Est

"Le nostre ville erano assicurate ma non per gli uragani"

Francesca Rodella | commenti |

DOLO - Continua con l'amaro in bocca il festival delle Ville Venete che dopo il disastroso ciclone dello scorso 8 luglio ha messo in ginocchio l'intera popolazione dei comuni di Mira, Dolo e Cazzago di Pianiga.
I danni sono ingenti soprattutto dal punto di vista morale, stringendo i cuori di coloro che hanno perso casa, tra questi anche proprietari di ville storiche della Riviera del Brenta.
Il clima è delicato ma non fa perdere la concentrazione e la forza di reagire a enti e istituzioni come l'Istituto delle Ville Venete, che già lunedì 20 luglio ha aperto a Mira uno sportello informativo per gli adempimenti e la messa in sicurezza e recupero delle ville.


Molti sono coloro che all'interno delle storiche dimore patrizie veneziane svolgevano un'attività (come bar, panifici, ristoranti,..) e che ora si ritrovano senza lavoro.
Circa venti sono le ville colpite, tutte situate nel territorio comunale di Dolo, che riportano danni non solo ai monumenti ma anche ai parchi, tra cui Villa Migliorini, Villa Fattoretto, Villa Gradenigo, Villa Velluti, Villa Tito, Barchessa Giraldo, Villa Gasparini, Villa Andreucci Sicurella, Ca' da Mosto, Villa Mocenigo, Villa Molin, Villa Ducale e Villa Caggiano, Ca' Rizzoli e Villa Toderini- Fini-Piva, quest'ultima oggi non più esistente perché rasa al suolo.
Le porte di queste dimore, pur essendo private, venivano aperte su richiesta dei visitatori, permettendogli di apprezzare la loro ricchezza storica artistica, unica al mondo.


"L'uragano è stato talmente violento da modificare fortemente il paesaggio" spiega l'assessore al territorio e alla cultura della regione Veneto Cristiano Corazzari.
Lo stesso presidente della regione Veneto Luca Zaia si è premurato con una lettera indirizzata ai direttori delle testate giornalistiche nazionali, che i riflettori rimangano accesi sul disastro naturale che ha colpito questa zona del Veneto. Inoltre si offre disponibile ad accompagnare inviati sul territorio per verificare di persona il danno subito.
Un aiuto lo è anche il bando promosso dall'Istituto delle Ville Venete che stanzia un fondo di 500mila euro per la ristrutturazione, ma la cifra non basta a coprire un tale danno. Per questo l'Istituto si affida alla generosità dei benefattori veneti.


Le rovine sono quantificate per oltre 17 milioni di euro, sorge spontaneo domandarsi se queste ville erano assicurate o meno. La presidente dell'Irvv Giuliana Fontanella risponde " molto probabilmente si" ma nel fornirmi informazioni più certe mi mette in contatto con il sig. Caggiano Ennio, proprietario di villa Bembo, il quale mi conferma che le ville colpite erano di proprietà privata, la cui assicurazione non copriva fenomeni come quello verificatosi lo scorso 8 luglio.


"Comunque siamo in una botte di ferro", conclude Caggiano, "se Renzi è riuscito a trovare i soldi per il naufragio dello scorso aprile avvenuto sullo stretto di Messina, riuscirà a erogare stanziamenti anche per questa catastrofe naturale, con tutto rispetto per i morti del naufragio ".
Al di là di tutto, certa è la perdita irrecuperabile dell'originale stato artistico e architettonico che la storia, fino ad ora, ci aveva regalato.

 



Francesca Rodella

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