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21 ottobre 2018

Conegliano

Legge anti migranti, la Chiesa ancora contro Salvini: "Davanti al decreto ho bisogno di purificarmi col Vangelo"

L'editoriale di don Roberto Camilotti su L'Azione: "Costante picconatura della Costituzione"

Roberto Silvestrin | commenti |

SAN FIOR - Continua lo scontro tra Lega ed esponenti del clero locale. Questa volta è don Roberto Camilotti, direttore della Caritas Diocesana, ad attaccare il decreto Salvini sull’immigrazione.

 

“La percezione che ho, non solo davanti alla proposta legislativa di Salvini, è quella di una costante e continuata “picconatura” dell’edificio costituzionale entro il quale più di settant’anni fa si è deciso – con tanta fatica ma unanimemente – di far abitare il popolo italiano”, scrive il direttore. Il riferimento è – ovviamente – alla questione migranti.

 

Don Camilotti non è però il primo religioso a polemizzare con la Lega e con i leghisti: un mese fa era stato don Paolo Cester, parroco di Santa Lucia di Piave, a definire “non cattolici” quei fedeli che stanno dalla parte di Salvini.

 

L’editoriale del direttore della Caritas è stato pubblicato nell’ultimo numero de L’Azione: “Quel riferimento dell’articolo 2 a “riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo...” – “dell’uomo”, cioè non esclusivamente del “cittadino italiano” – dov’è andato a finire? Non lo chiedo soltanto all’onorevole Salvini: lo chiedo ad ogni italiano”, scrive don Roberto. Inconciliabile quindi il dichiararsi cristiano con il motto “prima gli italiani”, che ha fatto la fortuna del leader leghista.

 

“Come è stato possibile - si chiede nell’editoriale - che questa cultura della paura e dell’esclusione si sia così ben radicata nelle scelte di tanti uomini e donne politici, che hanno come ampia e diffusa base elettorale – non dimentichiamolo – i nostri paesi e, in essi, le nostre parrocchie?” La risposta è vicina all’indicazione di don Cester, anche se con alcune differenze.

 

“Se non abbiamo fatto abbastanza nel mondo, non è perché siamo cristiani, ma perché non lo sia- mo abbastanza”, riporta don Camilotti, citando il Magistero ecclesiale del 1981. La copertina di luglio di Famiglia Cristiana aveva fatto discutere, visto che sotto la foto del Ministro dell’Interno era stata scelta la dicitura – poco interpretabile – di “Vade retro Salvini”.

 

Anche l’editoriale apparso su L’Azione usa una metafora biblica, anche se molto più morbida: “Anche davanti al “Decreto Salvini”, come cristiano, sempre povero e peccatore, sento più che mai il bisogno di dissetarmi e purificarmi con l’acqua fresca del Vangelo e ad essere grato per il do- no della Costituzione italiana, della quale mi sento figlio e custode”.

 



foto dell'autore

Roberto Silvestrin

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