14 novembre 2019

Vittorio Veneto

L'ex Carnielli all'asta per soli 750mila euro

Il 26 febbraio si saprà se l’ex Carnielli avrà finalmente un compratore

Claudia Borsoi | commenti |

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VITTORIO VENETO - All’asta per soli 750mila euro. Il 26 febbraio si saprà se l’ex Carnielli avrà finalmente un compratore. Torna infatti in vendita il sito di via Dante di proprietà della fallita Cerfim. Dopo il nuovo accordo siglato tra comune e curatore fallimentare, questo è il secondo tentativo di vendita (il 30 ottobre l’asta per 1,5 milioni di euro era andata a vuoto).

 

E questa volta il prezzo dell’area ex Carnielli sarà davvero vantaggioso per il suo compratore, visto che il sito alla prima asta nel 2013 valeva ben sei volte di più, cioè 4,5 milioni di euro. Il comune è fiducioso. «Sarà la volta buona – dice l’assessore Giuseppe Costa -. E ancorché l’asta andasse deserta, ci sarà subito qualcuno che si farà avanti proponendosi per l’acquisto per 3-400 mila euro. E se una soluzione esterna non ci sarà, io proporrò all’amministrazione comunale di acquistare il compendio per un euro».

 

Il punto, come si sa, non è tanto acquistare l’area, ma farsi carico della bonifica da cromo e da amianto del sito. Il piano di bonifica, che risale a una decina di anni fa, stima che ci vorranno 1,3 milioni di euro. «Credo – dice Costa – che si possa fare con molto meno visto che oggi ci sono innovative tecniche di bonifica. Ad esempio per il cromo, una tecnica americana di ultima generazione prevede di spargere sull’area una sostanza in grado di attrarre l’inquinante e poi rimuovere il tutto».

 

Costa sosterrà, nel caso l’asta vada deserta, che sia il Comune ad acquistare per un euro il sito. Sarà il suo ultimo atto da assessore, visto che a maggio uscirà dalla scena politica non ricandidandosi.

 

«Secondo il principio “chi inquina paga” – ricorda – alla fine si arriverà all’ente locale perché chi ha inquinato, cioè la Carnielli, non esiste più e il titolare del bene, la Cerfim, è fallito. Allora proporrò che si acquisti l’ex Carnielli e che subito venga revisionato il piano di bonifica. Inoltre la giunta dovrebbe trovare e stanziare immediatamente quei 50-100mila euro necessari per la manutenzione straordinaria dell’eternit con il sistema dell’incapsulamento, cioè cospargere la superficie con una sorta di colla in grado di tenere aderenti per 3-4 anni i filamenti di amianto danneggiati».

 



Claudia Borsoi

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