20 agosto 2019

Esteri

Libia, Onu chiede tregua per evacuare civili

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L'Onu chiede una breve tregua umanitaria in Libia per consentire l'evacuazione di feriti e civili dalle aree attorno alla capitale Tripoli. La tregua dovrebbe iniziare alle 16 e durare 2 ore, come chiarito dalla missione Onu nel paese (Unismil).

IL 'TRADIMENTO' DI HAFTAR - Il generale Khalifa Haftar si è macchiato di ''tradimento'' con l'offensiva militare lanciata verso Tripoli . Lo afferma il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez Serraj, in un messaggio televisivo, come riferisce l'emittente 'Al Jazeera'. "Abbiamo allungato le nostre mani verso la pace ma - ha detto Serraj - dopo l'aggressione compiuta da parte delle forze appartenenti ad Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale, non troverà nient'altro che forza e fermezza".

Mentre ospitavamo a Tripoli il segretario generale dell'Onu", Antonio Guterres, "siamo rimasti sorpresi ascoltando della mobilitazione militare di Haftar dopo i progressi per una soluzione politica nel Paese" ha aggiunto dagli schermi della tv di Stato. "Tutti coloro che sono coinvolti nell'attuale conflitto a Tripoli saranno condotti davanti alla giustizia, a livello locale e internazionale".

OPERAZIONE 'VULCANO DI RABBIA' - L'esercito libico avvia l'operazione 'Vulcano di rabbia' contro le truppe fedeli al generale Khalifa Haftar. Lo ha annunciato Mohammed Gununu, portavoce delle forze armate, come riferisce il quotidiano Libya Express. "L'esercito libico respinge colpi di stato e militarizzazione dello Stato: la Libia sarà sempre uno stato civile e l'esercito lo proteggerà e garantirà la sicurezza della popolazione", ha aggiunto Gununu, aggiungendo che le forze regolari stanno avanzando e prendendo possesso di mezzi impiegati dalle truppe inviate da Haftar. "Questo attacco è sorprendente e ha distrutto le speranze dei libici per la democrazia mentre tutti si stavano preparando per la prossima conferenza nazionale a Ghadames".

TRIPOLI - Secondo quanto riferisce il quotidiano 'Lybia Observer', inoltre, le forze di Tripoli hanno ripreso il controllo della situazione a sud della capitale, nell'area dell'aeroporto e lungo la strada verso Tarhouna. Contemporaneamente, sono stati condotti raid aerei ad Al-Hira, Gharyan e Wadi Al-Rabea. Negli scontri ci sarebbero almeno 21 morti e 27 feritinegli scontri in corso alle porte di Tripoli. A diffondere il bilancio, come riferisce il portale libico Alwasat, è un portavoce del ministero della Sanità di Tripoli.

MILIZIANI - E oltre 70 miliziani provenienti dalla Libia orientale e collegati alle forze del generale Haftar sono stati catturati nell'area dell'aeroporto di Tripoli e nel distretto di Sawani, riferisce sempre il 'Lybia Observer'.

CONTE - "Ovviamente stiamo seguendo il dossier della Libia da tempo e lo stiamo seguendo anche nelle ultime fasi, è un'evoluzione che ci preoccupa e devo confessare che non ci lascia del tutto sorpresi perché ovviamente avevamo colto questa possibile evoluzione ma non dico altro per via di riservatezza" ha detto il premier Conte al Vinitaly. "Ma sicuramente stiamo cercando di rappresentare soprattutto al generale Haftar e gli altri interlocutori la necessità di evitare conflitti armati, non possiamo permetterci una guerra civile". In basso foto Adnkronos.

FRANCIA - Serraj ha anche convocato l'ambasciatore francese in Libia, Béatrice du Hellen, per protestare ufficialmente per il sostegno di Parigi ai gruppi armati del generale, fa sapere ancora il quotidiano, citando fonti governative di Tripoli. Serraj, si legge, ha protestato in maniera vigorosa "con l'ambasciatore Hellen per il collegamento tra il suo Paese e l'attuale attacco contro la capitale". La Francia, prosegue l'articolo, starebbe dando "luce verde ad Haftar per attaccare e prendere possesso di Tripoli nel tentativo di fare la parte del leone" in relazione alle "risorse energetiche del Paese".

ESERCITO - Serraj ha inoltre tenuto un incontro con il generale Mohammed Al-Sharif, capo di Stato maggiore dell'esercito libico. La riunione è servita per fare il punto delle operazioni nell'area di Tripoli e il coordinamento tra le varie unità sarà accompagnato dall'adozione di misure per tutelare i civili.

USA - Diplomatici americani lasciano intanto Palm City: i funzionari, come apprende l'AdnKronos da fonti d'intelligence occidentali, lasciano l'area a una ventina di km da Tripoli. Dalla capitale, dove la situazione viene descritta come sostanzialmente tranquilla, si percepiscono gli scontri in corso all'esterno della città. Il quotidiano 'Lybia Observer', in particolare, fa riferimento anche a raid aerei da parte dell'aviazione di Tripoli.

SCUOLE - Il ministero libico dell'Istruzione ha poi delegato ai dipartimenti locali la decisione di chiudere le scuole, vista la situazione di estrema tensione in alcune aree attorno alla capitale: ad Abu Salim, come riferisce il 'Lybia Observer', è già stata annunciata la sospensione dell'attività didattica.

 

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