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22 ottobre 2017

Esteri

Libia, uccisi due italiani rapiti da Is: "Morti durante blitz per liberarli"

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Fausto Piano e Salvatore Failla sono rimasti uccisi durante un blitz delle milizie libiche, legate al governo di Tripoli per liberarli dai loro rapitori dello Stato Islamico.

 

A indicare il luogo dove si trovavano i due italiani è stato l'autista che era con loro quando vennero rapiti lo scorso luglio insieme agli altri due colleghi ancora in ostaggio dei rapitori. Il luogo della prigionia è stato rivelato dall'autista e dal fratello. "Non c'è alcun motivo di pensare che gli altri due italiani rapiti in Libia non siano vivi" dice Giacomo Stucchi, presidente del Copasir al termine dell'audizione del sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti.

Dopo la decisione di effettuare un blitz per la loro liberazione, i due italiani, spiega la fonte, sono morti nello scontro a fuoco tra le milizie di Tripoli e i jihadisti dell'Is mentre stava avvenendo il loro trasferimento in un altro luogo. Nonostante l'accelerazione delle ultime ore impressa alla vicenda, spiega ancora la fonte all'Adnkronos, è dallo scorso settembre che in ambienti libici sarebbe stato noto il fatto che Fausto Piano e Salvatore Failla dopo il rapimento erano stati divisi dagli altri due loro colleghi della Bonatti. Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, gli altri due tecnici rapiti, si troverebbero anch'essi, riferisce la fonte, nella zona di Sabrata.

"Una militante tunisina dell'Is ha confermato la nazionalità italiana di due delle persone morte" negli "scontri" di ieri tra il consiglio militare di Sabrata e "miliziani dell'Is", a sud della città. Lo ha riferito una fonte del consiglio militare citata dal sito Libya al-Khabar. Secondo la fonte, il gruppo di militanti era formato da otto uomini, quattro donne e alcuni bambini, tutti tunisini.

Al Palazzo di Giustizia esisteva già un fascicolo d'indagine aperto dalla procura di Roma nel luglio 2015, quando ci fu il sequestro dei 4 italiani, dove si ipotizza il sequestro di persona con finalità di terrorismo. Ad essere rapiti insieme con Failla e Piano furono altri due dipendenti della società di costruzioni Bonatti, Filippo Calcagno e Gino Pollicardo.

Failla, 47enne, originario di Carlentini, in provincia di Siracusa, è un saldatore specializzato. Padre di due figlie di 22 e 12 anni, prima di spostarsi in Libia aveva lavorato in Tunisia.

Piano, invece, è un meccanico di 60 anni di Capoterra (Cagliari). Sposato, con tre figli, Giovanni, Stefano e Maura, prima di lavorare per la Bonatti di Parma gestiva un'officina meccanica. In Libia è arrivato solo una settimana prima del rapimento.

Gli altri due ostaggi italiani sono Filippo Calcagno, 65enne di Piazza Armerina (Enna), già tecnico Eni, sposato e con due figlie, e Gino Pollicardo, originario di Monterosso, nelle Cinque Terre, in provincia di La Spezia.

Milizie e polizia di Sabrata formano forza congiunta contro Is - Le milizie attive a Sabrata e le locali forze di polizia hanno annunciato di aver formato una forza congiunta incaricata di combattere il sedicente Stato islamico nella città. L'annuncio è apparso in un comunicato in cui si spiega che è stata anche creata una "operation room comune". L'obiettivo è coordinare le operazioni militari contro l'Is, stanare i jihadisti che si nascondono nella città e colpire chi offre loro rifugio o altre forme di assistenza. La formazione della forza congiunta arriva dopo che, la scorsa settimana, l'Is ha effettuato una scorreria a Sabrata prendendone brevemente il controllo e decapitando 12 agenti della polizia locale.

 

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