12 novembre 2019

L'Imu? Chiamiamola Pippo (e non se ne parli più)

Categoria: Notizie e politica - Tags: Imu, Ici, Iva, Service tax

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Emanuela Da Ros | commenti | (1)

Questo è un post incazzato!

Per cui se ne sconsiglia la lettura a Quelli che stanno vivendo un momento aureo della loro vita (sia mai che ne corrompa la magica serenità), a Quelli che sono già incazzati di loro (non rispondo delle azioni del mio coniglio-nano, figuriamoci degli umani), a Quelli che hanno perso momentaneamente il buonumore o il senso dell'Umorismo (non vorrei che ci mettessero troppo a ritrovarlo), a Quelli che Ci Sperano sempre.

Praticamente si sconsiglia la lettura di questo post a tutti (sarò l'unica a rileggerlo, forse).

Il fatto è.

Il fatto è che (notizia fresca si fa per dire) il Governo ha abolito l'Imu sulla prima casa e sui terreni.

Poiché sono poco informata, non so se l'Imu sia stata abolita sulle prime case di qualche migliaio di metri quadricubi (le case hollywoodiane o le ville arcoriane) o su degli appartamenti da 70 metri quadri in periferia, richiedesi urgentemente ristrutturazione, o su dei monolocali-vista-discarica-il-tubo-della stufa è da ripulire se no s'incendia.

Poiché sono poco informata, non so se anche chi ha una casa, tipo villa palladiana con piscina sai com'è ne ho fatto un b&b, non debba pagare nessuna tassa sulla proprietà.

Presumo di sì.

Quello che credo di sapere è che l'abolizione dell'Imu porterà meno soldi nelle casse dei comuni e dello stato e che questo minore introito sarà bilanciato con una "riduzione della spesa pubblica".

Poiché - vedasi sopra - sono poco informata sulla faccenda non so in quale settore della spesa pubblica d'ora in poi si risparmierà. So che i settori della spesa pubblica sono: scuola, sanità, difesa e infrastrutture (strade, edifici pubblici etc).

Quindi, l'abolizione dell'Imu, avrà come contropartita una riduzione dei servizi. Delle risorse destinate all'istruzione, dei posti letto, della prevenzione alle malattie, della ricerca.

Per farci sorridere, il Governo ha comunque già stabilito che l'Imu che non si pagherà nel 2013 (mancano 4 mesi alla fine del 2013), nel 2014 si pagherà sotto forma di Service tax.

 

Lo sforzo dei nostri governanti ha insomma prodotto un ribattezzamento di una tassa che, negli ultimi vent'anni, ha già cambiato 4 nomi: Isi, Ici, Imu e  - ora - Service tax.

Al nostro governo, qualunque esso sia, piace giocare coi nomi. Ma, visto che si diverte tanto perché - una volta tanto - non prova a dare a una tassa un nome simpatico?

L'Imu, per esempio, non potrebbe essere ribattezzata Pippo, o Mathilde, o Cleopatra? O Ciro il Grande? O Moloch o Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto?

Pensate se, mentre siete in fila alla posta per pagare le tasse anziché versare 500 euro per la Service Tax doveste pagare la Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto: anziché sentirvi degli elemosinandi, vi sentireste Parte della Storia (o del Grande Bilancio dello Stato).

Ma certe cose, le devo suggerire io al Governo? Non ci può arrivare da solo?

A incazzare di bruttissimo questo post comunque non è l'Imu, l'ex Ici, l'ex Isi, la promessa Service tax.

No.

A far incazzare queste righe è un altro fatto: la diseguaglianza. Delle risorse, delle opportunità, della sorte.

Nelle ultime 24 ore, sulle coste siciliane sono sbarcati 200 siriani (2800 dall'inizio dell'anno, secondo il Ministero degli interni).

Su uno dei barconi che, clandestinamente, dall'Egitto, cercava di arrivare in Europa  questa notte è nata Nata: una bambina venuta al mondo in mezzo ai flutti del Mediterraneo.

Quando il barcone su cui ha aperto gli occhi (davanti alla sua mamma e al papà) è stato soccorso, Nata aveva ancora un po' di cordone ombelicale attaccato al pancino.

Mi piacerebbe vedere, tra qualche anno, la carta d'identità (è indispensabile!) di Nata: sul documento ci sarà scritto che ha gli occhi e i capelli castani, che è alta un metro e sessantacinque e che è nata sul Mediterraneo. Non in una città, non sulla terraferma, ma sul mare. In qualche punto del Mediterraneo identificabile solo con determinati/indeterminati gradi di longitudine e latitudine.

E, passando dal mare alla terra (destino comune, del resto, a tutti gli esseri viventi, nessuno escluso,) Nata dovrà fare la coda alla posta (virtuale, magari) per pagare la sua Imu. Anzi: la sua Service tax, anzi la sua Pippo, la sua Partecipazione al Bilancio, la sua Parte di debito al Debito pubblico.

Perché il Governo, più che di lei si sta preoccupando di dare un nome a quello che Nata, appena nata, dovrà pagare. Sia che abbia una prima casa, che la varicella.

La verità è che - come questo post - sono molto incazzata.

Perché le questioni su cui ci si arrovella per tenere in piedi questo Castello di Carte di Credito che è lo Stato (e per tenere in equilibrio questo mondo così squilibrato) con Nata non hanno nulla a che fare. Ma hanno a che vedere con lo Spread, con la Borsa, con la salvaguardia di quei privilegi che se si chiamassero "Annibale" potremmo almeno invocare. Quando perdiamo la pazienza.

 

 

 

 

 



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La stessa cosa che ho pensato io.
C'è di che sentirsi offesi, direi, per il modo plateale con cui è stato portato a termine questo gioco. Per lo meno, tutti coloro che hanno un cervello funzionante, si potrebbero (dovrebbero) sentire offesi.
Tutti gli altri, credono ancora a Babbo Natale (e votano Berlusconi, il che equivale).

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