19 settembre 2019

Cronaca

L'Inps 'trolla' i suoi utenti

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Il reddito di cittadinanza non decolla. In compenso, a farlo 'volare' pensano i social media manager di 'Inps per la Famiglia', pagina Facebook ufficiale dell'Istituto di previdenza che vanta più di 220mila seguaci.

 

"La ringraziamo per aver condiviso la sua riflessione con noi. Ma per questi aspetti deve rivolgersi a chi ha fatto la legge non a Inps che la applica", rispondono a chi si lamenta di esser stato chiamato a lavorare, ma scartato perché non percepisce il reddito di cittadinanza. "Perché invece di ripetere le stesse cose non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono 5 minuti!!??", "Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?" e, ancora, "Ma insomma!!! Deve avere Spid e Pin che non ha richiesto nonostante glielo abbiamo detto 1.000 volte", sono invece le risposte che sempre da Facebook hanno dato a una ragazza che si lamentava di non poter accedere alla sua pagina.

 

Ma le risposte irriverenti non finiscono qui: "Non rispondete al posto nostro o dobbiamo bloccarvi", "Grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi", continuano a rispondere. "Dopo aver illuso milioni di italiani e aver fatto leva sulla loro disperazione promettendo il reddito di cittadinanza, sembrerebbe che qualcuno, attraverso l'account 'Inps per la Famiglia', che si definisce pagina istituzionale e quindi fa parte della nuova gestione a trazione grillina, si sia anche permesso di prenderli in giro con sberleffi o insulti. Sono diverse infatti le testimonianze di utenti che, dopo aver chiesto informazioni su come ottenere il sussidio di Stato, sarebbero stati derisi dopo essere stati, sembrerebbe, addirittura 'spiati' sui propri profili social", dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, sulla questione.

 

"Come Fratelli d'Italia depositeremo a breve un'interrogazione parlamentare al ministro competente per vederci chiaro. Intanto chiediamo che il servizio venga immediatamente chiuso in attesa che venga fatta chiarezza", conclude il deputato.

 

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