19 luglio 2019

Vittorio Veneto

"L'ospedale di Vittorio Veneto rimane l'unico senza terapia intensiva"

L'appello in Regione: "Introducete i quattro posti di rianimazione"

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - L’ospedale di Vittorio Veneto è l’unico – a parità di posti letto – ad essere sprovvisto di un reparto di terapia intensiva in tutta la regione. A risollevare il caso sono i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia in Comune), su segnalazione della federazione provinciale di Sinistra Italiana.

 

Hanno presentato in Quinta Commissione un emendamento alle schede ospedaliere, che chiede la   reintroduzione di 4 posti letto di terapia intensiva a Vittorio Veneto. I quattro posti di terapia intensiva, previsti già nelle schede ospedaliere del 2002 , sono stati reintrodotti nelle schede del 2013 a seguito della raccolta di 15mila firme da parte del Comitato per la difesa dell'ospedale, ma non sono stati mai attivati.

 

Attualmente a Vittorio è operativo un servizio di Osservazione (Recovery room) riservato ai pazienti post-chirurgici (non ai pazienti critici medici), che alle 17 vengono inviati o nei reparti o in ambulanza in terapia intensiva a Conegliano, o in un altro ospedale dove ci siano posti disponibili.

 

“Il reparto di terapia intensiva, operativo 24 ore su 24, è indispensabile in ogni ospedale per acuti, in quanto interviene non solo nei casi in cui c'è immediato pericolo di morte, ma anche quando il quadro medico o chirurgico è di estrema criticità, per cui si richiedono, anche temporaneamente, un continuo monitoraggio ed alta intensità di cure, che i reparti normali per acuti non possono garantire – dichiarano da SI -. Non è un caso che le schede ospedaliere 2019 prevedano terapia intensiva in tutti gli ospedali per acuti del Veneto di dimensione analoga a quella di Vittorio (200/300 posti letto, ndr), tranne che a Vittorio”.

 

“E' plausibile ritenere che, in ospedali per acuti a pari quantità di letti, il numero degli accessi a terapia intensiva dovrebbe essere più o meno uguale – continuano da Sinistra Italiana -. Quindi se l'ospedale di Mirano, con 213 letti, ha 10 posti letto di terapia intensiva, per quale ragione quello di Vittorio, con 225 letti, non ne ha neanche uno? Tanto più se teniamo conto che il vittoriese ha un indice di anzianità fra i più alti del Veneto, con pazienti spesso affetti da polipatologie soggette a frequenti criticità improvvise. Inoltre le schede 2019 confermano interventi medici, pneumologici e chirurgici . Fino a quando saranno mantenuti in assenza di terapia intensiva?”

 

Le nuove schede riducono di due unità anche i posti letto della rianimazione di Conegliano: per cui rimangono solo 8 posti letto in terapia intensiva per i 539 posti complessivi tra l’ospedale vittoriese e quello coneglianese.

 

“Riteniamo che l'attivazione dei 4 posti letto consentirebbe di interrompere il processo di depotenziamemto dell'ospedale di Vittorio Veneto a struttura per non acuti e di evitare il concentramento delle emergenze-urgenze a Conegliano, con conseguente sovraffollamento e allungamento delle liste di attesa e trasferimenti ad altre strutture, non essendo l'ospedale coneglianese sufficiente a rispondere alle esigenze dei 220mila abitanti dell'ex ULSS 7 – concludono da SI -. Si eviterebbe così di fare spazio, attraverso la centralizzazione dei servizi e la desertificazione sanitaria pubblica delle aree periferiche, alle strutture private, attualmente poco presenti nella zona”.

 



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Roberto Silvestrin

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