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16 agosto 2017

Castelfranco

Lupo sul Monte Grappa, Regione finanzia recinzioni in aree di alpeggio

Nell’ultimo anno in Veneto 74 predazioni: un centinaio di vittime tra ovini, caprini e bovini

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MONTE GRAPPA - Tre gruppi tecnici di lavoro, rispettivamente per le aree della Lessinia, dell’Altopiano di Asiago e del Grappa, per monitorare la presenza del lupo e concertare il piano degli interventi preventivi, e un gruppo politico di confronto tra Regione e sindaci per predisporre le possibili azioni legislative.

Questo il primo passo operativo deciso oggi dal Tavolo regionale di partecipazione ed informazione per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, organo consultivo convocato per la prima volta oggi a Venezia dall’assessore all’agricoltura e caccia Giuseppe Pan per mettere a fuoco, con i diretti interessati, il piano degli interventi per prevenire predazioni e danni e conciliare la presenza dei grandi predatori con le attività dell’uomo.

 

Al tavolo regionale, istituito un mese e mezzo fa dalla Giunta regionale e presieduto dall’assessore Pan, partecipano le Direzioni regionali agroambiente, caccia e pesca e sicurezza alimentare e veterinaria, il Servizio regionale di vigilanza, i rappresentanti dai parchi della Lessinia, delle Dolomiti bellunesi e delle Dolomiti d’Ampezzo, le Unioni montane, i forestali, i veterinari del Trevigiano, della Pedemontana e del Veronese, nonché le associazioni provinciali di categoria coinvolte a vario titolo dalla presenza dei grandi predatori: allevatori, agricoltori, albergatori e operatori turistici, ambientalisti, cacciatori, guide ambientali ed escursionistiche.

 

Il lupo in Veneto, presente dal 2012 in Lessinia e dallo scorso anno nell’Altopiano di Asiago, nell’area del Grappa e sulla sinistra Piave tra Col Toront e Col Visentin, nell’ultimo anno ha compiuto 74 predazioni accertate, causando un centinaio di vittime tra ovini, caprini e bovini. Nel 2014 un esemplare di orso sconfinato dal Trentino aveva seminato panico e morte negli allevamenti e nell’abitato dell’Altopiano di Asiago

 

“La presenza di grandi carnivori è fenomeno relativamente recente in Veneto e ancora contenuto nei numeri e nell’impatto nell’ecosistema – fa presente l’assessore Pan – ma l’esperienza ci insegna che, se non correttamente gestito, causa allarmismi e danni mettendo a repentaglio allevamenti e attività umane”.

Sul fronte normativo – ha chiarito l’assessore – la Regione Veneto sta lavorando, insieme alle altre regioni e ai ministeri competenti al piano nazionale di gestione, ma – ha avvertito - gli spazi di manovra sono molto limitati perché lupo e orso sono specie particolarmente protette, tutelate dagli anni ’70 dalla legislazione nazionale e comunitaria.

 

Quanto alle azioni di prevenzione e riduzione del danno – ha aggiunto l’assessore – la Regione Veneto ha provveduto a fornire recinti elettrificati per mettere in sicurezza greggi e armenti e ha attivato già dal 2006 una linea di indennizzo preferenziale per gli allevatori vittime delle predazioni, con istruttorie accelerate e dirette e risarcimenti al 100% dei capi uccisi e delle spese veterinarie e di smaltimento delle carcasse. “Solo nel 2016 la Regione ha stanziano 40 mila euro di indennizzi per risarcire gli allevatori della Lessinia delle perdite causate dagli assalti dei lupi -  ha ricordato Pan – e ha investito 98 mila euro del progetto europeo Life Wolfalps per installare recinzioni elettrificate e dissuasori acustici e  sensibilizzare gli allevatori ad adottare alcune pratiche di prevenzione, come la presenza di cani da pastore maremmani abruzzesi”.

 

“Per l’anno in corso – ha aggiunto Pan – la Regione Veneto, avvalendosi delle risorse dei progetti Life Wolfalps e Life Donalp Bear, finanzierà 200 recinzioni nelle aree di alpeggio, investirà sulla formazione e l’equipaggiamento di guardie forestali e agenti ambientali, continuerà ad avvalersi di professionisti per il coordinamento degli interventi, il collaudo delle recinzioni e dei dissuasori e la formazione del personale di vigilanza e dei volontari”.

 

Agire sul fronte dell’informazione e della conoscenza e monitorare la presenza di branchi e di singoli esemplari è il primo indispensabile requisito per una prevenzione efficace – ha concluso Pan – Se riusciremo a fare fronte comune a coordinare gli interventi, non ci faremo cogliere impreparati e riusciremo a prevenire e a contrastare possibili assalti predatori. La presenza del lupo o di grandi carnivori non deve diventare una minaccia per l’attività di malga e per chi vive e lavora nelle aree montane e costituisce il primo presidio di salvaguardia ambientale” .

 

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